Vita da fuorisede: L’estate è già finita. E adesso quando riscendi?

Hai fatto la valigia, salutato tutti i tuoi amici e completato l’ultimo giro dei parenti perché è arrivata la data della partenza. Dopo giorni di festa, relax, serate nei lidi e falò in spiaggia, è giunto il momento di ritornare a lavorare, studiare e costruirsi il proprio futuro…altrove.
C’è chi ha avuto la fortuna di trascorrere luglio e agosto a casa, chi ha avuto la possibilità di viaggiare e chi si è goduto l’abituale vacanza alle Isole Eolie che non mancano mai nei programmi estivi di noi messinesi. Nel mio articolo “Quel momento in cui dal finestrino del treno inizi ad intravedere il tuo mare” raccontavo nostalgicamente l’attesa dell’estate, l’attesa di quello che adesso è già finito.
In questo articolo non voglio descrivere la mia breve vacanza in Sicilia, che è durata solo una settimana ma che mi ha regalato come sempre emozioni, paesaggi e giornate di sole. Vorrei piuttosto raccontare un’esperienza nota a tutti noi fuorisede, che ci accomuna e che ci fa abbandonare la nostra terra con la malinconia che solo noi possiamo capire.
Avete presente il momento dei saluti? Quello in cui andate dai nonni, dagli zii e dite loro “ci vediamo a Natale”?
Ecco quello arriva per tutti. E non importa che tu sia stato due settimane, un mese o qualche giorno nella tua città, perché salutarla, un’altra volta, ti farà sempre lo stesso effetto.
E allora l’ultimo giorno cerchi di fare tutto ciò che non sei riuscito o ti sei dimenticato di fare e contatti tutte le persone che non hai potuto incontrare.
Il saluto ai parenti è forse quello più emozionante però, perché alle mille raccomandazioni e alla preoccupazione, si aggiunge la loro tristezza di non poter veder crescere sti beddi figghi.
I pranzi in famiglia e le poche visite tra una giornata di mare e una festa in qualche lido del litorale, sono le uniche occasioni che hanno per condividere un po’ di tempo con noi e forse per questo “si fanno trovare sempre pronti”.
Diciamocelo, purtroppo o per fortuna Messina è casa nostra e a volte trovare tutto così immobile è come una certezza. E se da un lato i soliti problemi della città ci irritano e ci ricordano la differenza rispetto ai luoghi in cui viviamo durante l’anno, dall’altro ci conforta sapere che qui tutto resta proprio come ce lo ricordiamo.
E così anche le persone: sapere già cosa troverai nel frigo di tua nonna, salutare la signora del panificio sotto casa, dormire insieme alla tua gattina, sentire sempre i soliti discorsi di amici e parenti, basta a farci sorridere.
E alle rituali esclamazioni e domande (come ti facisti ranni! Sì troppu magra! Ma lì mangi? Vuoi portarti un po’ d’olio buono? Questo non fa male, è genuino!) risponderai con la stessa frase di sempre. Ma questo è quello che ci aspettiamo e che vogliamo trovare ogni anno, perché in fondo ci fa stare bene.
Adesso siamo più o meno tutti andati via e Messina si è svuotata un’altra volta, in attesa di accoglierci ancora; e se ci troverà cambiati, migliorati o in crisi, ottimisti o demoralizzati, sarà sempre dalla nostra parte e ci aiuterà, regalandoci le certezze di cui abbiamo bisogno.
Fino alla fine tutti cercheranno di prendersi cura di te, provando a colmare le mancanze che durante l’anno li hanno fatti sentire distanti dalla nostra vita e tu li lascerai fare, perché sai quanto ci tengono.
E così anche io sono tornata al nord, per costruirmi questo futuro che purtroppo nella mia terra sfortunata ancora non riesco a vedere.
E anche se ero in grado di farlo da sola, ho acconsentito quando mio padre ha insistito per portare la valigia fino al pullman diretto all’aeroporto e a riporla nella stiva, perché so quanto ci tiene.
Anche quest’anno ringrazio la mia città, perché mi ha accolto come sempre e mi ha fatto sentire “a casa”.

​Marta Previti

Marta Previti12 Posts

Sono nata a Messina il 2 ottobre 1991. Gli studi classici del Liceo La Farina mi hanno fatto scoprire l’arte e, ottimista e speranzosa, sono andata nella Capitale e mi sono laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università di Roma Tre. Ma il caos di Roma ed il mio “piede lungo” mi hanno spinto a ripartire e così sono finita a Padova, dove mi sono laureata in Storia dell’Arte Contemporanea. Sono una scrittrice compulsiva, scrivo di tutto: appunti, ricette, pensieri e parole! Così, da un pò di tempo, ho trovato spazio nella rivista online Artspecialday, dove collaboro con articoli di arte e cultura.
Vago, senza fissa dimora tra le città italiane, ma ho nel cuore la Sicilia ed il mare, che ogni estate non vedo l’ora di ritrovare.

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