MESSINA: SI E’ INSEDIATO IL NUOVO PROCURATORE AGGIUNTO VITO DI GIORGIO

19 giugno 2018

Si è insediato nell’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Messina il nuovo procuratore aggiunto Vito Di Giorgio (nella foto assieme al procuratore capo De Lucia e ai colleghi Rosa Raffa, Angelo Cavallo e Giovannella Scaminaci), che ha prestato giuramento davanti al Collegio presieduto dal giudice Silvana Grasso.

All’insediamento erano presenti i colleghi della Procura e il Procuratore generale Vincenzo Barbaro. È stato il giudice Grasso a dare inizio alla cerimonia. Diversi sono stati gli interventi per esprimere l’augurio di un buon lavoro al nuovo procuratore aggiunto. Come quelli del procuratore capo De Lucia, del Pg Barbaro e del presidente dell’ordine degli avvocati Vincenzo Ciraolo. Un saluto speciale al collega di sempre, Angelo Cavallo, compagno di viaggio nei vent’anni trascorsi in procura ordinaria prima e alla Dda poi. “Con Angelo abbiamo fatto un percorso comune, siamo arrivati lo stesso giorno (il 10 novembre 1998), abbiamo fatto 10 anni nella procura ordinaria per poi entrare nello stesso giorno nella Dda (12 gennaio 2009) e lo stesso giorno adesso lasciamo il posto di sostituto procuratore. Abbiamo vissuto gomito a gomito, ci siamo divisi anche il sonno, anni bellissimi e difficili. Che ci hanno fatto crescere. La sua presenza mi ha migliorato”. “Nell’immaginario collettivo siamo la stessa persona”. E ha concluso, “da procuratore aggiunto continuerò a tenere la mia porta aperta a tutti”.

Il magistrato pugliese, ma ormai messinese d’adozione, particolarmente commosso ha voluto ringraziare tutti coloro che ha incrociato in questo lungo percorso professionale. “Un ringraziamento speciale va a chi non c’è più tra di noi, due nomi su tutti Mariangela Nastasi e Pietro Vaccara”.

“Mai avrei pensato di fare questo percorso straordinario all’interno di questo Tribunale. Ho passati vent’anni a Messina. Messina la considero la mia città. Sono stati anni bellissimi dal punto di vista umano e professionale. Ringrazio tutti i colleghi, sia inquirenti che giudicanti. Ringrazio i procuratori che si sono alternati in questi anni. Ringrazio il personale amministrativo. Senza il loro lavoro sarebbe stato tutto inutile. E poi le forze dell’ordine e l’avvocatura”.

Il “plenum” del Csm aveva nominato, a fine maggio, all’unanimità il magistrato Vito Di Giorgio, per anni sostituto della Direzione distrettuale antimafia, come procuratore aggiunto della città dello Stretto. Diventa quindi ufficiale la posizione del magistrato all’interno nell’organico della Procura peloritana retta da Maurizio De Lucia. Pugliese, originario di Foggia, 49 anni, negli ultimi vent’anni di lavoro alla Procura di Messina, sono a decine i processi istruiti e le operazioni antimafia gestite in prima persona e insieme al collega Angelo Cavallo (già indicato in Commissione come nuovo procuratore di Patti). Basti pensare alle operazioni “Gotha” su Cosa nostra barcellonese. Inchieste fondamentali per il nostro territorio, per liberarlo dall’oppressione mafiosa.

Secondo quanto indicato dal Csm, Di Giorgio «risulta senza dubbio il candidato più idoneo, per attitudini e merito, al conferimento dell’ufficio semidirettivo a concorso», con un «eccellente percorso professionale», in quanto il magistrato «si è confrontato con i più svariati settori del diritto penale, sostanziale e processuale, dal societario al fallimentare sino alla pubblica amministrazione, alla sicurezza sul lavoro ed alla legislazione concernente le misure di prevenzione, la criminalità organizzata ed i collaboratori di giustizia. Di notevolissimo spessore è l’esperienza da lui vissuta curando personalmente le indagini e la fase dibattimentale in numerosi e complessi procedimenti».

«Il dott. Di Giorgio è stato – hanno scritto i colleghi del Csm nelle note di valutazione della scelta operata -, in sostanza, brillante protagonista, in un arco temporale che sfiora il ventennio, di gran parte dei procedimenti avviati e trattati dalla procura peloritana, molti dei quali hanno avuto ad oggetto attività di narcotraffico di dimensione transregionale o l’azione delle compagini mafiose stanziate su quel territorio (val la pena di citare, tre tante, le operazioni Omero, Carmen, Pozzo 2, Gotha, Ice Pool, Onion). Egli ha, in particolare, istruito e seguito in dibattimento i più importanti procedimenti promossi nei confronti delle temibili compagini malavitose stanziate nella città di Barcellona P.G., acquisendo specifiche, approfondite competenze nella gestione dei collaboratori di giustizia e, in generale, nel settore del contrasto alla criminalità organizzata».