Minacce al direttore di Repubblica Verdelli, la solidarietà del mondo politico e dell’informazione

19 Aprile 2020

È un coro unanime di solidarietà da ogni parte politica quello che arriva al direttore di Repubblica, Carlo Verdelli, e di condanna all’ennesimo episodio di minacce, ancora una volta lanciate tramite Twitter, quello che si è levato dal mondo della politica e dell’informazione.

“La continua offensiva di minacce contro il direttore di Repubblica non riuscirà a spegnere la sua voce libera” scrive il Presidente dell’Europarlamento, David Sassoli.

Sostegno è stato espresso al direttore dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio che ha sentito Verdelli per manifestargli la sua solidarietà. Dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà (M5s): “Le minacce che continuano ad arrivare nei suoi confronti sono un fatto intollerabile per tutte le istituzioni democratiche”.

Vicinanza è stata espressa anche dal ministro Giuseppe Provenzano e da Maurizio Martina, già ministro Pd, e dalla vicepresidente del Pd Debora Serracchiani secondo cui “le minacce a Verdelli sono un altro segnale d’allarme per gli operatori dell’informazione libera e corretta nel nostro Paese”.

“Torno a ribadire la mia solidarietà al direttore del quotidiano La Repubblica Carlo Verdelli, sotto scorta, per le nuove minacce di morte che ha subito. Mi auguro che gli investigatori arrivino presto a individuare i responsabili delle intimidazioni contro un giornalista già inserito nella piattaforma per la protezione dei giornalisti del Consiglio d’Europa al primo livello, ovvero tra le violazioni più gravi.

Spero che la situazione si chiarisca al più presto, perché le intimidazioni contro i giornalisti liberi in una società democratica sono una minaccia contro tutti i cittadini”, ha affermato il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, Primo Di Nicola, del MoVimento 5 Stelle.

“Se la solidarietà è doverosa, l’annunciata riconvocazione dell’Osservatorio nazionale per la sicurezza dei giornalisti, riattivato dal Governo, è un intervento concreto per porre fine allo stillicidio”, ha twittato il sottosegretario Andrea Martella.

Bolla come vile quanto inutile l’episodio delle minacce Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia e a lui fa eco Mara Carfagna, vicepresidente della Camera ed esponente di Fi.

A difesa della libertà di ciascuno, di dire e scrivere ciò che vuole, si è schierata la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli. “Le idee si contrastano con le idee, non con le minacce di qualunque tipo. Solidarietà al direttore di Repubblica e a tutti i giornalisti minacciati”.

Pieno appoggio a Verdelli, a Repubblica e a tutti i giornalisti arriva dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: “Ancora minacce di morte a Carlo verdelli nel tentativo, vano, di intimidirlo. Massima solidarietà a lui, a Repubblica e a chi ogni giorno lavora per garantirci un’informazione libera, pilastro della nostra democrazia”.

“Solidarietà e sostegno a @CarloVerdelli e a #repubblica. Le minacce non fermano l’informazione libera, patrimonio del Paese”, ha scritto su Twitter il ministro delle Regioni Francesco Boccia.

Siamo con tutti voi” scrive su Twitter Nicola Fratoianni portavoce nazionale di Sinistra Italiana. “Non se ne può più – prosegue l’esponente di Leu – Nelle prossime ore devono essere individuati e bloccati i responsabili di questi continui atti odiosi”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il viceministro dell’Interno Matteo Mauri: “Le nuove vergognose minacce al direttore Verdelli confermano ancora una volta l’importanza dell’impegno che il Viminale sta mettendo in campo per individuare i responsabili e punirli come meritano”, ha detto. “Questa mattina – spiega Mauri – con il ministro Lamorgese abbiamo affrontato nuovamente il tema delle minacce contro gli operatori dell’informazione e posso affermare che, come avevamo già previsto, a breve sarà riconvocato l’Osservatorio nazionale per la sicurezza dei giornalisti, che abbiamo riattivato con l’attuale governo”. Poi ha aggiunto: “Al direttore di Repubblica Carlo Verdelli – aggiunge – invio la mia solidarietà, unita alla garanzia che faremo tutto quello che serve per trovare al più presto i colpevoli di queste minacce che rappresentano un attacco alla libertà di stampa, uno dei pilastri della nostra democrazia”.

Il segretario Pd, Nicola Zingaretti chiede di fare piena luce per individuare i responsabili.

“Amicizia e solidarietà alla stampa libera che non si lascia intimidire”, ha postato Graziano Delrio. Come lui anche Maurizio Martina.Il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, invita a fare muro contro muro a chi cerca di minare la libertà di informazione.

Anche la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan ha condannato il gesto intimidatorio: “Un fatto grave ed inquietante le nuove minacce di morte al direttore di Repubblica Carlo Verdelli, cui va la nostra solidarietà e forte vicinanza. Senza libertà di stampa e di opinione non c’è democrazia. Lo stato vigili ed invidui chi semina odio in questo momento difficile per il Paese”.

Deciso il messaggio postato dal deputato del Pd Filippo Sensi: “Io non ci sto alla mitridatizzazione alle minacce contro Carlo Verdelli e Repubblica e se le faranno ogni minuto lo dirò ogni minuto da quale parte sto e starò e staremo. Da quella della libertà e della democrazia, da quella del giornalismo e dell’informazione. Sempre”. Il dem Emanuele Fiano commenta così il gesto contro Verdeli: “I peggiori minacciano, ma poi perdono”.

“Siamo con tutti voi”, twitta Nicola Fratoianni, portavoce nazionale di Sinistra italiana. “Non se ne può più – prosegue l’esponente di Leu – Nelle prossime ore devono essere individuati e bloccati i responsabili di questi continui atti odiosi. Nessuna tregua ai fascisti e ai violenti”.

Tra i primi a intervenire, Fnsi: “Ancora minacce di morte a Carlo Verdelli, già costretto a una vita sotto scorta. Come ormai accade da mesi, l’odio contro il direttore e i giornalisti di Repubblica viaggia sui social network, veicolato da account anonimi. L’ennesimo episodio è purtroppo solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una lunga serie cominciata con minacce e intimidazioni provenienti da gruppi di estrema destra. Al direttore, al Cdr e a tutta le redazione va la solidarietà della Federazione nazionale della Stampa italiana. Ma gli attestati di vicinanza non bastano”, si legge nella nota di Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi. “È necessario che il ministero dell’Interno si attivi per risalire agli esecutori e ricostruire la linea dei mandanti delle intimidazioni a Verdelli, che sono attacchi alla libertà del giornale che dirige e alla libertà di informazione nel nostro Paese. La Fnsi ha chiesto di convocare una riunione tematica dell’Osservatorio per la sicurezza dei giornalisti istituito al Viminale per mettere a punto misure per arginare le minacce ai cronisti provenienti da gruppi di ispirazione nazifascista”.

“Massima solidarietà e vicinanza da parte dell’associazione Articolo 21 a Carlo Verdelli, direttore di Repubblica“, si legge in una nota dell’associazione Articolo 21. “Anche per lui – dice la nota – abbiamo lanciato la maratona social contro tutti i fascismi e sul valore attuale, fondante, del 25 Aprile. Quest’anno più che mai sarà importante ritrovarsi tutti insieme nella piazza virtuale Bello ciao convocata dall’Anpi proprio per il 25 aprile“.

Anche l’Associazione nazionale partigiani d’Italia ha inviato il suo messaggi via Twitter.

Fabio Fazio ha ritwittato la notizia delle minacce al direttore sul suo account e Riccardo Iacona ha espresso tutta la sua vicinanza. Solidalecon Verdelli anche il consigliere Rai, Riccardo Laganà.

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