Strage di Bologna, il pm: “Ergastolo per Cavallini: è responsabile come Mambro e Fioravanti”

27 Novembre 2019

“Gilberto Cavallini partecipò alla strage del 2 agosto 1980. È responsabile come Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Con loro ha condiviso il programma politico militare dei Nar”. Lo ha detto Enrico Cieri, uno dei tre Pm che rappresentano l’accusa al processo contro Cavallini, all’inizio della sua requisitoria, che per lui chiede l’ergastolo.

Secondo l’attuale procuratore di Alessandria (ex procuratore aggiunto di Bologna) il contributo di Cavallini alla strage alla stazione di Bologna, costata la vita a 85 persone e il ferimento di altre 200 “è fuori discussione”. E pertanto “va condannato come Mambro, Fioravanti e Ciavardini”. E in conclusione: “Cavallini, Fioravanti, Mambro e Ciavardini agirono assieme, come un’unica entità. Va condannato all’ergastolo”.

“I ‘quattro chiodi’ che condannano Cavallini”

Ci sono quattro elementi che inchiodarono Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini e che per il pm Cieri “devono portarvi – ha detto rivolgendosi ai giudici della Corte d’Assise – alla conclusione assolutamente obbligata della condivisione piena del progetto stragistico anche da parte di Cavallini, che in quei giorni ospitò il resto della banda in casa sua e di Flavia Sbrojavacca a Villorba di Treviso”. I “quattro chiodi”, ha spiegato Cieri durante la sua requisitoria, sono le dichiarazioni di Massimo Sparti, principale accusatore dei Nar per la strage, “ancora mai contraddette”, e il movente dell’omicidio di Francesco Mangiameli, leader siciliano di Terza Posizione, ucciso perché avrebbe potuto rivelare “sconcertanti responsabilità sulla strage”. E ancora, la telefonata di Luigi Ciavardini a Cecilia Loreti, sua amica, per avvisarla di posticipare un viaggio a Venezia dal 2 al 3 agosto, poi infine il fatto che l’alibi fornito dai Nar per il giorno della strage è “fasullo”.

“Non è credibile – ha spiegato ancora il pm – che i quattro, la mattina del 2 agosto 1980 si siano divisi, che solo in tre siano andati a Bologna con 15 chili di tritolo, non si capisce come, visto che erano tutti insieme nella macchina di Flavia Sbrojavacca, che invece Cavallini sia andato a Venezia da solo per far filettare un’arma”.