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MESSINA IN CIFRE: 241.997 ABITANTI, DI CUI 115.800 MASCHI E 126.197 FEMMINE
L'ufficio Statistica del dipartimento Servizi al cittadino ha pubblicato sulla pagina web di statistica del sito istituzionale www.comune.messina.it il report “la città in cifre” articolato in sette tematiche. Relativamente alla popolazione, Messina, a1 31 dicembre 2013, conta 241.997 abitanti, di cui 115.800 maschi e 126.197 femmine. I cittadini stranieri sono 11.797 (5.846 maschi e 5.951 femmine) e il trend demografico è decrescente, con saldo migratorio sempre negativo (-780 unità) sol...
MARSALA: Si dimette il sindaco Giulia Adamo. Il primo cittadino condannato per concussione quando era presidente della Provincia di Trapani
L'ormai ex sindaco, lo scorso 16 luglio, era stata condannata in appello a 2 anni e 10 mesi e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Tre giorni dopo la sentenza, il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, aveva sospeso Adamo per 18 mesi sulla base della legge Severino, annullando, inoltre, l'atto di nomina a vice sindaco di uno degli assessori a lei più vicino, Benny Musillami, al posto di Antonio Vinci (Pd). Con le dimissioni di Adamo ...
LEGAMBIENTE: L'INIZIATIVA DEL SINDACO ACCORINTI INTERPRETA L'ESASPERAZIONE DEI CITTADINI PRESI QUOTIDIANAMENTE OSTAGGIO
LEGAMBIENTE: L'INIZIATIVA DEL SINDACO ACCORINTI INTERPRETA L'ESASPERAZIONE DEI CITTADINI PRESI QUOTIDIANAMENTE OSTAGGIO. ADESSO ANDARE OLTRE IL DIVIETO PER OFFRIRE SOLUZIONI STRUTTURALI DEFINITIVE. "La ferma e clamorosa iniziativa del Sindaco di Messina a difesa della ordinanza comunale che vieta il transito dei Tir dal centro cittadino nelle ore diurne interpreta e traduce, a livello istituzionale, l'e...

La nostra solidarietà a Nadia Furnari, fondatrice e anima dell’Associazione Antimafie Rita Atria denunciata assieme all’avvocato Repici dall’ex prefetto di Messina Scammacca

nadia furnari

NADIA FURNARI

Esprimiamo tutto il nostro sostegno a Nadia Furnari, fondatrice e anima dell’Associazione Antimafie Rita Atria e da tantissimi anni punto di riferimento dell’intera associazione e di tantissime altre persone impegnate nell’antimafia sociale.

Il 13 dicembre prossimo Nadia dovrà comparire in Corte d’Appello di Messina per la chiamata in giudizio promossa dall’ex Prefetto di Messina, Stefano Scammacca, contro l’Avvocato Repici che, in due lettere rivolte al Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2007, denunciava fatti e circostanze che coinvolgevano lo stesso ex prefetto. Nadia Furnari è stata citata nel procedimento per una richiesta di risarcimento danni, in quanto accusata di essere, attraverso il sito www.ritaatria.it, l’organo divulgatore delle lettere.

C’è già stato un primo grado di giudizio, nel quale il Tribunale ha respinto la richiesta di risarcimento sia nei confronti di Repici sia nei confronti di Nadia sul presupposto che la pubblicazione delle lettere costituisca legittimo diritto di cronaca. Auspichiamo e chiediamo, da cittadini che hanno a cuore la lotta contro le mafie e chi ne è protagonista, e da persone che in questi anni hanno conosciuto, apprezzato, stimato e condiviso l’impegno di Nadia, che la richiesta venga nuovamente respinta, cosi’ come già accaduto in primo grado. La sua unica colpa è stata quella di aver pubblicato e dato voce all’informazione tutta. Ma quando una cittadina s’impegna socialmente e ha il coraggio di farlo su fronti come quello della denuncia civile e sociale non dovrebbe essere colpevole, ma esempio di buona ed esemplare cittadinanza.

Colpisce poi che oggi si trovi citata in giudizio soltanto Nadia Furnari dell’Associazione Antimafie Rita Atria, in quanto le missive furono all’epoca pubblicate anche su moltissimi altri siti, ben più noti di www.ritaatria.it. Perché? Quale lo scopo del voler colpire solo Nadia?

Sono domande che ci poniamo anche davanti all’attualità di tante vicende di questi anni, che hanno visto importantissime voci “scomode e libere” costrette a passare anni e anni nei tribunali per querele che hanno il solo scopo di metterle a tacere. Perché spesso, troppo spesso, la querela (o peggio, l’atto di citazione) è utilizzata come arma intimidatoria nei confronti di chi non ha paura e non si arrende, denunciando quotidianamente malaffare, cattiva politica e mettono a nudo i poteri forti senza aver paura di fare nomi, cognomi, indirizzi, atti e fatti. Sono moltissimi i casi nei quali il giornalista vince la causa e vede smontata la minaccia. Ma intanto passano anni, si perde tempo (che viene strappato alle inchieste) e ci si sente a rischio. Lo ha denunciato in questi giorni anche l’Associazione Nazionale Stampa Online, ripresa da Ossigeno Informazione (l’Osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia promosso da FNSI e Ordine dei Giornalisti), domandando “ chi difende il querelato a fronte di un’ingiusta querela, quando quest’ultima viene fatta a fini intimidatori?”

Ma noi abbiamo la convinzione che venga confermata la sentenza di primo grado con l’assoluzione dell’Avv. Repici e, quindi, la decadenza della richiesta di risarcimento danni a Nadia Furnari. L’Italia ha oggi bisogno di voci libere, di persone coraggiose che tengano sempre la schiena dritta e la testa alta. Nadia è una di queste, è tra le più preziose ed importanti. E, quindi, va tutelata e non lasciata sola!!!!

I FIRMATARI
Articolo21
Libera Informazione
PeaceLink
Le Siciliane/Casablanca
Antonio Mazzeo
Michela Buscemi – testimone di giustizia
TeleJato
Associazione Culturale Altrinformazione – Rivista Mamma!
Dieci e Venticinque
I Siciliani Giovani
Censurati.it
Antimafia Duemila

PUBBLICHIAMO L’ORDINE DEL GIORNO DEL SENATORE GIAMBRONE: EVENTUALE COMMISSARIAMENTO DELL’ATENEO DI MESSINA E RIVALUTAZIONE DEL PARERE FAVOREVOLE NEI CONFRONTI DELLA FONDAZIONE UNIVERSITA’

tomasello

IL RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI MESSINA FRANCO TOMASELLO

L’ordine del giorno presentato al Senato della Repubblica dal Senatore Giambrone, impegnerebbe il Governo:

ad attivare ogni opportuna e celere azione allo scopo di verificare il rispetto della disposizioni vigenti in materia, procedendo, ove se ne ravvisassero gli estremi, al commissariamento dell’Ateneo messinese.

a rivalutare il parere favorevole espresso nei confronti della Fondazione Università recentemente istituita nell’Ateneo, anche alla luce dei rilievi sollevati in materia dalla comunità accademica nazionale.

G/3584/22/5
ORDINE DEL GIORNO
Articolo 1, comma 41
La Commissione V del Senato,
in sede di esame dei disegni di legge AS 3584 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)» e AS 3585 «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015»;
premesso che:
il Rettore dell’Università di Messina ha già espletato due mandati – l’ultimo scaduto a fine ottobre 2011 – ed ha usufruito di due, per l’anno accademico 2011/2012 in base alla legge 240/2010, per il 2012/2013 grazie all’art. 7, comma 42 ter del Decreto-legge n. 95 del 2012;
il Rettore di Messina, già sottoposto a due provvedimenti di sospensione dalle funzioni da parte della magistratura nel corso dell’attuale mandato è impegnato nel ruolo di imputato in tre processi penali, uno dei quali – quello in cui il Prof. Tomasello è chiamato a rispondere delle pressioni che avrebbe esercitato in un concorso di II fascia a favore del figlio dell’allora Preside della Facoltà di Veterinaria e dei tentativi di scongiurare la chiamata del candidato risultato poi vincitore – sta giungendo a conclusione;
negli organi accademici dell’Ateneo messinese continuano a sedere Presidi il cui mandato, mai prorogato, è scaduto il 31/10/2011.
Allo stesso modo, i consiglieri d’amministrazione, il cui mandato è scaduto nel 2010, pur in assenza di proroghe, continuano a ricoprire detto incarico;
considerato che:
numerosi risultano essere gli atti ispettivo già presentati – ed ancora inevasi – sulla questione della legittimità delle proroghe delle cariche accademiche nell’Ateneo messinese;
risulterebbe all’interrogante che la Procura della Repubblica di Messina avrebbe recentemente avviato una indagine con ipotesi di reato di abuso di ufficio a carico di ignoti, sulla legittimità delle proroghe degli organi accademici dell’Università;
considerato inoltre che:
nell’adunanza del 20 Ottobre 2012 il Senato Accademico dell’Ateneo ha deliberato sul punto all’ordine del giorno: “Comunicazione MIUR – Deliberazione Statuto ed atto costitutivo della Fondazione Università” istituendo una Fondazione avente come unico fondatore l’Università; nella seduta del 23 Ottobre 2012 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato sul punto all’ordine del giorno: “Trasferimento risorse costituenda Fondazione Università”;
lo Statuto della Fondazione Università “autorizzato dal MIUR dopo un controllo di legittimità e di merito”, risulta incongruente rispetto allo spirito del DPR 24 maggio 2001, n 254, introducendo esso singolarità senza precedenti, che hanno destato viva preoccupazione nella comunità accademica italiana;
tutto lascia presagire che a divenire Presidente della Fondazione sia il Rettore di cui sopra;
si impegna il Governo:
ad attivare ogni opportuna e celere azione allo scopo di verificare il rispetto della disposizioni vigenti in materia, procedendo, ove se ne ravvisassero gli estremi, al commissariamento dell’Ateneo messinese;
a rivalutare il parere favorevole espresso nei confronti della Fondazione Università recentemente istituita nell’Ateneo, anche alla luce dei rilievi sollevati in materia dalla comunità accademica nazionale.
Fabio Giambrone (7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali)

Le frequentazioni pericolose del bomber Miccoli in auto col nipote di Messina Denaro

PALERMO – Un’altra amicizia ingombrante per il capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli. L’anno scorso, la stella rosanero era finita suo malgrado alla ribalta della cronaca non per l’ennesima goleada, ma per le frequentazioni con il figlio del boss Antonino Lauricella, Mauro. Adesso, dalle indagini su Matteo Messina Denaro salta fuori l’amicizia del calciatore con il nipote del superlatitante trapanese, Francesco Guttadauro. L’estate scorsa, gli investigatori del Ros tenevano sotto controllo Paolo Forte, ritenuto uno dei favoreggiatori storici di Messina Denaro: all’improvviso, videro arrivare due persone davvero particolari nel distributore di benzina che un tempo era stato suo, a Mazara. Erano Francesco Guttadauro e Fabrizio Miccoli: iniziarono a chiacchierare con Forte. È Guttadauro junior che conosce l’imprenditore, che sarebbe stato incaricato di realizzare un distributore su un terreno di proprietà di Rosalia Messina Denaro, la madre del giovane Guttadauro. Probabilmente, Miccoli non sa chi è Paolo Forte, l’uomo che vent’anni fa fornì la propria carta d’identità a Messina Denaro per iniziare la latitanza. O forse, sa solo che è stato il presidente della Folgore calcio. Forte è morto a ottobre: la Procura chiedeva di arrestare anche lui, ritenendolo organico a Cosa nostra. Miccoli ha solo un’affettuosa amicizia con Guttadauro junior, che fino ad oggi non ha mai avuto guai con la giustizia. E certamente non è una colpa essere il figlio della sorella di Messina Denaro oppure avere un padre in carcere con l’accusa di aver fatto da postino fra Provenzano e Messina Denaro. Però, adesso, l’ultima indagine lancia un’ombra su Guttadauro: uno degli arrestati avrebbe cercato di raggiungere il latitante proprio attraverso il nipote. Così diceva: “Gli ho fatto arrivare l’altro messaggio. Accuddì a linea diretta… ci dissi a so niputi, Guttadauro”. Ma neanche oggi Guttadauro jr risulta indagato. Come l’altro amico di Miccoli, Mauro Lauricella. Così, questa è solo un’altra delle tante storie di costume che vedono protagonisti calciatori e fan (più o meno vip) nelle sere della movida palermitana. di SALVO PALAZZOLO

MESSINA – La discarica di Mazzarrà rischia la chiusura. I giudici amministrativi: manca uno studio sui venti, troppo vicina ai centri di Furnari e Terme Vigliatore

La seconda sezione del Tar di Catania, con una sentenza che non mancherà di suscitare clamore, ha annullato i due decreti autorizzativi emessi dalla Regione Siciliana nel maggio del 2009, con i quali si consentiva alla società mista TirrenoAmbiente l’ampliamento della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea e la contestuale realizzazione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione dei rifiuti, in corso di realizzazione nell’attigua area di contrada Zuppà, un enclave di territorio al confine con i Comuni di Furnari e Terme Vigliatore. I giudici amministrativi hanno infatti accolto un ricorso presentato al Tar, il 14 ottobre del 2009, da 12 proprietari di immobili, terreni e fabbricati, che insistono in prossimità del sito di smaltimento, difesi dall’avvocato Angela Pino del foro di Barcellona. I 12 cittadini privati residenti nei Comuni di Furnari e Terme Vigliatore, a differenza degli stessi Comuni interessati e delle associazioni ambientaliste che hanno contestato solo a parole la presenza dell’impianto di smaltimento, sono riusciti con un ricorso al Tar a far annullare le autorizzazioni che mettono adesso in seria difficoltà la società TirrenoAmbiente.

UNIVERSITA’ DI MESSINA: Concorso Veterinaria, PM chiede 5 anni per Rettore FRANCO TOMASELLO e per l’ex preside di Veterinaria MACRI’. LE ALTRE RICHIESTE

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24 richieste di condanna sono state avanzate ieri pomeriggio dal PM Adriana Sciglio nel processo scaturito dall’inchiesta che nel luglio 2007 colpì i vertici della facoltà di Veterinaria e che portò alla sospensione per due mesi del rettore, Franco Tomasello. Al centro dell’indagine i concorsi pilotati alla facoltà di Veterinaria, il coinvolgimento del rettorato nella vicenda, la gestione dei fondi del progetto di ricerca Lipin. Il rettore Tomasello nel processo deve rispondere di tentata concussione per il concorso a Veterinaria che, secondo l’accusa, si sarebbe dovuto aggiudicare il figlio dell’ex preside della facoltà, Battesimo Consolato Macrì. Per questa vicenda il PM Sciglio ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione del Rettore Francesco Tomasello e dell’ex preside di Veterinaria battesimo Macrì, due anni per il suo successore Giovanni Germanà, tre anni e mezzo per il docente Antonio Pugliese, un anno e mezzo per altri 15 imputati fra docenti e ex componenti del consiglio di facoltà di Veterinaria, un anno la richiesta il professor Giuseppe Piedimonte. Il PM,a conclusione della sua lunga requisitoria ha chiesto anche sei condanne nel filone relativo alla gestione dei fondi di ricerca Lipin. La condanna a 5 anni di reclusione è stata sollecitata ancora per il professor Piedimonte, 4 anni per Stefano Augliera rispettivamente responsabile e responsabile amministrativo del progetto Lipin, 3 anni per Eugenio Capodicasa, funzionario del Rettorato e per la moglie e dipendente di Unilav, Ivana Saccà. Assoluzione chiesta per il docente Ugo Muglia. Il processo è stato poi aggiornato al 14 gennaio per le repliche degli avvocati. 

ECCO IL VIDEO DI REPORT DEDICATO ALLA FORMAZIONE IN SICILIA E ALL’ECTION TEST IN SICILIA. Crocetta. “Stop fondi Formazione”

Di Claudia Di Pasquale. Lo scorso 28 ottobre Rosario Crocetta, l’ex Sindaco antimafia di Gela, viene eletto nuovo presidente della Regione Sicilia. E’ la prima volta che un presidente di centrosinistra vince le elezioni regionali. Tutti i vecchi partiti hanno perso migliaia di voti. Il Movimento Cinque Stelle è il primo partito in Sicilia. L’astensionismo ha toccato il 53%. Insomma quello siciliano è stato un voto rivoluzionario. Ma lo è stato davvero fino in fondo? Dovrà esserlo se si vuole salvare la Sicilia dal default ormai alle porte.

MESSINA | Dopo il servizio sugli enti della Formazione professionale in Sicilia, andato in onda ieri su ”Report”, il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, annuncia di aver dato disposizione di ”bloccare i pagamenti nei confronti di associazioni, enti, coop, societa’ che gestiscono la formazione, riconducibili a deputati o loro parenti prossimi”. Crocetta intende ”disporre azione di recupero per i pagamenti gia’ effettuati violando la legislazione sulle incompatibilita”’.

No Ponte
video
Il treno del ferro


Voci nel fango