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LA RICHIESTA DI ARRESTO PER FRANCANTONIO GENOVESE: M5S all'attacco, "La giunta faccia presto"

L'ON. FRANCANTONIO GENOVESE - FOTO DI GIACOMO ROMA - ...
MESSINA: Due arresti per rapina a mano armata ai danni di due donne
Sono stati trasferiti presso le case circondariali di Messina e Catania i due cittadini di nazionalità romena nei confronti dei quali la Sottosezione della Polizia Stradale di Messina ha proceduto al fermo. Sui due infatti sussistono gravi indizi che li individuano come i responsabili di una rapina a mano armata messa a segno lo scorso 12 aprile a Linguaglossa. Sono Dragos Ionut Andries, ventiquattrenn...
OPERAZIONE ANTIDROGA: Asse Locride-Catania passando per Messina. SEDICI ARRESTI
Sono sedici le persone raggiunte dal provvedimento cautelare emesso dal Gip di Catania nell'ambito dell'operazione antidroga 'Bitter fruit' della squadra mobile di Catania su un presunto traffico di cocaina tra la Locride e il capoluogo etneo. Un calabrese residente a Roma risulta attualmente irreperibile. Gli arrestati sono: Giovanni Mirabella, di 34 anni, Francesco Bandieramonte, di 33, Alfio Barbagallo, di 55, Pasquale Catanzariti, di 28, di Platì (Cat...

Ponte di Messina, gli ambientalisti: buttiamo a mare il progetto

E’ arrivato il momento di mandare definitivamente in soffitta il progetto di costruire il ponte sullo Stretto di Messina. Lo sostengono varie organizzazioni ambientaliste, che hanno accolto con entusiasmo le dichiarazioni del governo sul tema, ma ora chiedono all’esecutivo guidato da Mario Monti di prendere la palla al balzo e procedere con tutti quegli atti formali che chiuderebbero definitivamente la porta ad ogni possibilità che l’opera venga realmente finanziata e realizzata.

Di recente a generare l’allarme tra i verdi e gli ambientalisti era stato un servizio giornalistico che segnalava come – in tema Ponte – alcune procedure burocratiche riguardanti i lavori stessero in realtà andando avanti. La smentita, secca, è arrivata dal ministero dell’Ambiente. Che con una nota ha garantito che il governo non ha alcuna intenzione di fare il ponte sullo Stretto di Messina. E anzi, di più, vuole chiudere il prima possibile le procedure aperte anni fa dai precedenti governi. Per farlo però – sottolinea il dicastero di Corrado Clini – non ci si può esimere dal seguire un preciso iter.

Plaudono all’orientamento del governo il Fai, Italia Nostra, Legambiente, l’Associazione mediterranea per la natura e il Wwf: «Non possiamo che esprimere soddisfazione – dice un comunicato congiunto di queste realtà – per la chiara presa di posizione del ministro dell’ambiente Corrado Clini contro il ponte sullo Stretto di Messina, opera irrealizzabile per motivi economico-finanziari, sociali, tecnici e ambientali. Solo nel nostro Paese si può pensare di costruire un ponte ad unica campata di 3,3 km di lunghezza, a doppio impalcato stradale e ferroviario, dal costo attuale di 8,5 miliardi di euro in una delle aree a più elevato rischio sismico e di maggiore valore ambientale del Mediterraneo. Peraltro – continua il documento – l’opera è stata de-finanziata dal Governo il 20 gennaio scorso, con delibera Cipe. Ma rispetto alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) è bene precisare che – continuano le associazioni – sebbene essa sia da ritenersi un atto dovuto, dovuto sicuramente non è il suo esito positivo».

Secondo gli ambientalisti andrebbe quindi compiuto presto un altro passo. La documentazione integrativa del progetto definitivo presentata in procedura di Via dalla concessionaria pubblica Stretto di Messina Spa sarebbe piena di errori e lacunosa e così, secondo le associazioni, l’iter autorizzativo deve essere interrotto e il progetto restituito al mittente.

AOSTA: Ancora una denuncia per la truffa “dello specchietto”. E’ un sessantatreenne residente a Torino, M.F., originario di Messina

AOSTA. Un sessantatreenne residente a Torino, M.F., originario di Messina, è stato denunciato dagli agenti della polizia di Aosta per truffa continuata. L’uomo è accusato di aver messo a segno almeno sei truffe “dello specchietto”, tutte nella zona di Aosta, grazie alle quali si faceva consegnare da ignari automobilisti somme tra i 100 e i 150 euro come risarcimento per un finto incidente. L’uomo era già stato fermato dalle forze dell’ordine.

L’INCHIESTA SULL’EX SACELIT DI SAN FILIPPO DEL MELA (37 OPERAI MORTI E 38 DIPENDENTI CON MALATTIE GRAVI): CHIESTO DALLA PROCURA DI BARCELLONA PG IL RINVIO A GIUDIZIO PER TRE EX DIRETTORI A CAPO DELLO STABILIMENTO

Eternit explosion

BarcellonaLe accuse sono tra le più gravi che possano essere mosse a datori di lavoro: omicidio colposo plurimo, lesioni personali colpose e disastro colposo. Indagati tre ex direttori, gli unici rimasti superstiti tra il 1958 e il 1980, che sono stati a capo dello stabilimento Sacelit, poi divenuta Nuova Sacelit, di Archi di San Filippo del Mela, la fabbrica nella quale si producevano manufatti di amianto, onduline e tubi per acquedotti e fognature e persino serbatoi e cisterne per uso industriale e domestico da cui si attingeva l’acqua per scopi alimentari. Per i tre ex direttori dello stabilimento che ebbe fino a 220 dipendenti, Emilio Vicini, 85 anni residente a Milano, Alberto Covili, 74 anni, residente a Bergamo e Francesco Cirino 75 anni, residente a Milazzo, il Procuratore di Barcellona Salvatore De Luca e il suo sostituto Fabio Sozio, hanno chiesto il rinvio a giudizio per i reati di omicidio colposo per il decesso, avvenuto nel tempo, di 37 operai e per le lesioni che sarebbero state provocate dai processi di lavorazione per altri 38 dipendenti che nel tempo hanno contratto malattie polmonari gravi degenerate in patologie anche tumorali. Ai tre indagati che ieri sono stati citati a comparire dinanzi al Gup Anna Adamo, si contestano anche, oltre al disastro colposo in cooperazione tra loro per l’alto numero di morti e malati, lesioni per altri 10 familiari dei lavoratori, in particolare le mogli, che avrebbero contratto malattie polmonari perché a contatto con fibre di amianto le cui tracce remote sarebbero state veicolate attraverso gli indumenti da lavoro che i mariti riportavano a casa per essere lavati. Ieri, delle numerose parti danneggiate, solo poche persone – familiari di ex operai deceduti e ex dipendenti che hanno contratto malattie – si sono costituite parti civili con gli avv. Luisella Mancuso e Giusi Gatto. Per il resto, la maggior parte dei familiari, non si è costituita parte civile forse perché negli anni circa 8 milioni e 900 mila euro sarebbero stati gli indennizzi già pagati – soprattutto con transazioni extra giudiziarie – dalla ex Sacelit e Nuova Sacelit di San Filippo del Mela. L’udienza di ieri, dopo la costituzione di parte civile, è stata aggiornata al prossimo 26 novembre per il perfezionamento di una notifica. Non è escluso, constata la presenza di altri e numerosi legali, che nella prossima udienza di prosecuzione nel procedimento si possano costituire parte civile altri soggetti, ex lavoratori superstiti e rispettivi familiari dei deceduti, parte civile qualora non avessero ricevuto congrui indennizzi. Altri tre ex direttori dello stabilimento Sacelit che erano indagati assieme ai tre superstiti per gli stessi reati, sono nel frattempo deceduti. I tre per i quali la Procura chiede il rinvio a giudizio, hanno diretto lo stabilimento Vicini dal febbraio del 1958, la data di apertura dell’industria di Archi, fino all’aprile del 1961; l’ex direttore Covilli è stato ai vertici dell’azienda dal gennaio 1968 al luglio 1972; mentre Cirino ha diretto l’azienda dall’agosto 1972 al febbraio 1980. Gli altri periodi vacanti e fino al 1992 data della chiusura definitiva dello stabilimento da cui venivano sfornati i manufatti di amianto cemento, i direttori che si sono avvicendati in azienda sono nel frattempo deceduti. Secondo i dati diffusi dai legali dei sindacati sarebbero 97 gli ex dipendenti deceduti per le gravi patologie causate dalla fibre di amianto: mesotelioma, neoplasia, asbestosi e patologie respiratorie; mentre 115 hanno avuto riconosciuta la patologia di asbestosi pleuro-polmonare e tumori polmonari. Rispetto ad altre imputazioni simili che in passato hanno causato la citazione in giudizio di altri ex direttori nel frattempo deceduti, la novità del procedimento approdato ieri in udienza preliminare, è rappresentata dall’imputazione ai tre indagati di lesioni colpose, oltre che per gli ex operai, anche nei confronti dei rispettivi congiunti. A tal proposito, infatti, la Procura di Barcellona, contesta agli indagati di aver cagionato a 10 familiari degli ex operai “l’insorgere delle medesime malattie nei confronti di congiunti di lavoratori dipendenti della società Sacelit fino al 31 dicembre 1975, con eventi manifestatesi tra il 20 giugno del 1970 e il 9 gennaio del 2011”, in epoca assai recente. Leonardo Orlando – GDS

PONTE STRETTO & AMBIENTALISTI: BENE CLINI MA VIA NON È ATTO NOTARILE

Bene il ministro dell`Ambiente sul Ponte sullo Stretto, ma la procedura di Via “non è un atto notarile”: questa in sostanza la reazione delle associazioni ambientaliste (FAI – Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Legambiente, M.A.N. e W.W.F) alle dichiarazioni rilasciate in queste giorni dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ha preso una chiara posizione sulla questione del ponte, opera secondo gli ambientalisti “irrealizzabile per motivi economico-finanziari, sociali, tecnici e ambientali, peraltro de-finanziata dal Governo il 20 gennaio scorso, con delibera Cipe”. “Ma rispetto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale è bene precisare – continuano le associazioni – che, sebbene essa sia da ritenersi un atto dovuto, dovuto sicuramente non è il suo esito positivo”. Infatti, ricordano, dal 24 settembre gli ambientalisti hanno segnalato “le numerose lacune ed omissioni della documentazione integrativa al progetto definitivo” presentata in procedura di Via dalla concessionaria pubblica Stretto di Messina SpA (SDM SpA) “sulla base delle ben 223 richieste di integrazioni della Commissione Via” e hanno chiesto che l`iter autorizzativo venga interrotto e “il progetto restituito al mittente, come prevede il Codice degli appalti”. In conclusione, le associazioni ambientaliste, che in questi giorni hanno presentato 140 pagine di Osservazioni puntuali, si aspettano che la Commissione Via “concluda la propria istruttoria rimandando al mittente il progetto definitivo”.

MESSINA, SPRECOPOLI ALL’ ATO 3 (AMMINISTRAZIONE BUZZANCA): I viaggi per trasportare… il gommone. Nuovi risvolti nell’inchiesta che vede indagato per peculato l’ex commissario liquidatore dell’Ato3 Ruggeri. Un furgone della società adoperato per raggiungere Larderia da Falcone

ato3

Nuovi risvolti nell’inchiesta che vede indagato per peculato l’ex commissario liquidatore dell’Ato3 Ruggeri. Un furgone della società adoperato per raggiungere Larderia da Falcone. Gli investigatori hanno accertato anche ascoltando alcuni dipendenti dell’Ato3 che il furgone è servito per trasportare… un gommone di proprietà di Ruggeri: era necessario infatti effettuare alcune riparazioni in un’officina navale di Larderia, quindi a quanto pare un paio di dipendenti dell’Ato 3 sono stati incaricati di prelevare l’imbarcazion nella casa estiva dell’ex liquidatore e lo hanno trasportato a Messina, poi ultimate le riparazioni hanno fatto il tragitto inverso per riportare il mezzo nella casa estiva di a Portorosa, pulito e riparato, pronto per la stagione estiva. L’attività degli investigatori in questi mesi è stata molto capillare su questa inchiesta gestita dal procuratore aggiunto Ada Merrino. Hanno sentito parecchi dipendenti dell’Ato 3 come “persone informate dei fatti”, hanno verificato e spulciato ad uno ad uno con accanto i tabulati e i fogli di marcia interni tutti i passaggi di veicoli sulla tratta Messina-Falcone e Messina-Catania. Nuccio Anselmo – Gds

CARCERI: AGENTE PENITENZIARIO AGGREDITO IN TRIBUNALE A MESSINA

Un agente di polizia penitenziaria è stato aggredito a pugni e calci da un detenuto italiano presso il Tribunale di Messina, e ha subito un trauma cranico. Ne dà notizia Mimmo Nicotra, vice segretario generale dell’Osapp, sindacato autonomo del personale di custodia. “Sembrerebbe che il tutto sia scaturito dal richiamo a non fumare nelle celle del tribunale”, riferisce il sindacalista, che parla di “escalation di poliziotti aggrediti dai detenuti”, e denuncia: “A Messina il Nucleo traduzione e piantonamenti e’ notoriamente sott’organico e giornalmente convergono unita’ da tutta la Sicilia”.

No Ponte
video
Il treno del ferro


Voci nel fango