Filo spinato, militari e check-point: vivere separati a Cipro, nell’ultima capitale divisa d’Europa

23 luglio 2018

In Europa c’è un ultimo muro che resiste anche al nuovo millennio, a quasi trent’anni dalla caduta di quello di Berlino. È a Cipro, la terza isola del Mediterraneo per grandezza dopo Sicilia e Sardegna e che da 44 anni è divisa in due, con tanto di filo spinato, eserciti contrapposti e check-point militari nei quali è obbligatorio esibire il documento per passare. Una situazione che dura dal 1974, quando la Turchia invase e occupò un terzo del Paese nella parte settentrionale, costringendo 165mila persone a fuggire dalle loro case e a diventare profughi di guerra. Da quell’anno, l’isola è rimasta divisa lungo la cosiddetta “linea verde”, con il governo ufficiale della Repubblica di Cipro a Sud, guidato dai greco-ciprioti, e la sedicente Repubblica turca di Cipro del Nord, guidata dai turco-ciprioti e riconosciuta solo dalla Turchia. In mezzo, l’unica “zona cuscinetto” presidiata dai caschi blu dell’Onu all’interno dell’Unione europea. Una situazione anacronistica che dura ancora oggi, nell’epoca dei social network e in un mondo sempre più interconnesso, e che impedisce alle nuove generazioni di poter finalmente tornare a vivere insieme e in pace nel loro Paese.