11 Gennaio 2008 Cronaca di Messina e Provincia

Sentenza CASO MESSINA: In nome del popolo italiano, grazie!

Mafia nell`antimafia. Giudici contro giudici e alla fine una sentenza di condanna: sette anni di reclusione all`ex capo dei Gip di Messina, dott. Marcello Mondello, ritenuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa; cinque anni all`ex sostituto procuratore nazionale antimafia Giovanni Lembo al quale è stata derubricata l`originaria imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa e favoreggiamento aggravato per avere favorito un`organizzazione mafiosa; sei anni e quattro mesi (con la continuazione) al boss-pentito Luigi Sparacio; due anni al maresciallo dei carabinieri Antonio Princi, il cui reato contestato sarebbe stato prescritto se non avesse rinunciato al beneficio, accusato di calunnia nei confronti dell`avv. Ugo Colonna, il principale protagonista di questa vicenda che, a prescindere dall`esito, ha gettato un`ombra sinistra sui rappresentanti delle istituzioni. Assolto il pentito Vincenzo Paratore, anch`egli accusato di calunnia, perché secondo il tribunale non è punibile poichè il suo è stato un comportamento in stato di necessità . Il dott. Lembo è stato assolto da un capo di imputazione per falso e da uno per minaccia e per altri cinque capi di accusa per intervenuta prescrizione. Nelle pene accessorie, a Lembo, Mondello e Sparacio è stata inflitta l`interdizione perpetua dai pubblici uffici; due anni di libertà  vigilata per Mondello e la sospensione dell`esecuzione della pena per Princi per un periodo di cinque anni. E inoltre, Lembo, Princi e Mondello dovranno risarcire del danno lo Stato che si è costituito parte civile. Il tribunale ha rimesso le parti innanzi al giudice civile per la liquidazione del danno. E ancora: il tribunale ha condannato Antonio Princi, in favore delle parti civili costituite nei suoi confronti, Ugo Colonna e Vincenzo Paratore, al pagamento delle spese processuali liquidate in 45 mila euro per la difesa di Colonna e 25 mila per la difesa di Paratore. I pubblici ministeri Antonio Fanara, Federico Falzone (presente il procuratore aggiunto Enzo D`Agata) non erano stati per niente teneri: avevano chiesto 14 anni e tre mesi di reclusione nonchè tre anni di libertà  vigilata e l`interdizione dai pubblici uffici per Lembo; 12 anni di reclusione e tre anni di libertà  vigilata per Mondello; sei anni per Sparacio, negandogli l`attenuante della collaborazione; cinque anni per Princi e due anni per Paratore. Sostenendo, l`accusa, il concorso esterno mafioso per Lembo e Mondello che si sarebbero prodigati con i loro provvedimenti a favorire un`associazione mafiosa in cui i big erano l`imprenditore Michelangelo Alfano, l`ex infermiere Santo Sfameni (il processo a suo carico è stralciato per malattia) e Luigi Sparacio. Ma in particolare, oltre a tutelare costoro – e in particolare Alfano, considerato un vero “uomo d`onore” – dalle chiamate in reità  (tentato omicidio Mino Licordari, tentato omicidio Ricciardi, ad esempio), sarebbe stato attuato un comportamento finalizzato a “salvare” gli uomini più fidati di Sparacio. La sentenza conferma l`esistenza dell`associazione mafiosa nella quale il giudice Mondello “entra” soprattutto per i suoi rapporti con Santo Sfameni e Lembo, come favoreggiatore, per gli incontri con Alfano e Santi Travia (assolto in precedenza). Ieri sera qualche minuto prima delle 20, il tribunale ha messo la prima parola “fine” su questa vicenda.

Che emozioni appena 24 ore fa. Una sentenza, ricordi di anni consumati che scorrono nella mente di accusati e accusatori, occhi rossi, voci che tremano, mani che tremano, sguardi che si incrociano, e il cuore fuori giri. Ieri sera la giustizia ha finalmente onorato se stessa. Sempre in pericolo, sempre sottomessa, umiliata, violentata, ieri ha potuto riscattarsi. Grazie a degli avvocati e a dei pm che hanno onorato la loro giovane toga indossata, grazie al coraggio di alcuni uomini trasparenti, a cui dobbiamo riconoscenza in nome del popolo italiano, quello onesto, quello che crede che nella vita bisogna prendere sempre posizione per la verità  e la giustizia, sempre e comunque, a qualunque prezzo. Grazie pubblici ministeri Antonio Fanara e Federico Falzone, grazie avvocati Ugo Colonna e Fabio Repici. Grazie!