2 Febbraio 2008 Mondo News

Il legale anti Sindona ««in affari con i boss«»

MILANO – Base finanziaria a Zurigo gestita da un abilissimo truffatore, a Milano il «servizio » di consulenza legale e di intermediazione con le maggiori banche italiane assegnato all`avvocato Giuseppe Melzi, arrestato con l`accusa di riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita. Noto per aver difeso negli anni `70 i piccoli risparmiatori vittime del crac della Banca privata italiana di Michele Sindona, oltre che per essere fondatore dell`Associazione degli Amici della casa della carità  di don Virginio Colmegna, Melzi, 65 anni, è stato arrestato ieri dai carabinieri per riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita a favore della `ndrangheta. L`inchiesta stronca con 9 arresti un carosello di società  fittizie, offshore e prestanome con investimenti in Sardegna, in Spagna e in Svizzera messo in piedi fino al 2004 per «lavare» un flusso gigantesco di denaro sporco (almeno 80 milioni di euro, ma potrebbero essere 4 volte tanto) incassato da una cosca crotonese.

Abbandonati i poco redditizi e rischiosi sequestri di persona, le cosche calabresi si sono convertite alla droga e alle armi. «Lavoro» meno appariscente e più redditizio. Per ripulire i soldi, la cosca Ferrazzo di Mesoraca (Crotone) decide di affidarsi ad Alfonso Zoccola. Nato in Svizzera da immigrati salernitani, 39 anni, truffatore internazionale, Zoccola diventa il «responsabile finanziario » dei Ferrazzo, secondo il gip milanese Guido Salvini che ha firmato gli arresti chiesti dal pm Mario Venditti. Con gli italo- svizzeri Salvatore Marco Paulangelo e Paolo Desole, Zoccola ha costituito a Zurigo due finanziarie, la World financial service Ag e la Pp Finanz Ag, che vengono messe a disposizione della cosca. Attraverso di esse transitano milioni arrivati dalla Calabria stipati in valigie zeppe di banconote. Contanti che vengono «lavati » attraverso investimenti sul Forex di Londra, il mercato delle valute. Operazioni tanto fortunate da attrarre 1.500 ignari investitori svizzeri. I continui salassi a favore della cosca assottigliano i patrimoni della Wfs e della Pp Finanz al punto che quando un investitore chiede indietro i suoi soldi, si sente rispondere che non ce ne sono. È la scintilla che innesca l`incendio che porterà  le due finanziare al fallimento e al coinvolgimento dell`avvocato Melzi ritenuto uno dei protagonisti della spoliazione dei patrimonio. Tra le operazioni sotto la lente di ingrandimento degli investigatori ce ne sono tre: la prima, nella quale il legale mette a disposizione i conti esteri di due sue società  (la Finmed e la Georgia Finance) per riciclare due milioni e 600mila franchi svizzeri; la seconda, in cui Melzi si sarebbe prestato a fare da cliente per acquistare una società  con un patrimonio di 4,5 milioni di franchi; la quarta, un acquisto di diamanti (103mila euro) che costa a Melzi l`accusa di riciclaggio. Le indagini hanno accertato che l`avvocato e Zoccola erano interessati a un progetto per il quale erano stati acquistati terreni per decine di milioni per costruire 400 villette ad Olbia, dove si era «rifugiato » Paulangelo dal 2003 quando per lui in Svizzera l`aria si era fatta pesante. I due puntavano molto in alto e, negli scorsi anni, avevano anche avviato trattative per la gestione di fondi di investimento delle due finanziare con i vertici di alcuni istituti di credito italiani molto importanti. Melzi si stava interessando all`acquisto di un albergo a quattro stelle in località  Pittulongiu di Olbia e avrebbe ricevuto da Zoccola l`incarico di studiare come far rientrare soldi in Italia usando lo scudo fiscale. Quando la situazione delle due finanziare volge al fallimento, l`intera cosca corre ai ripari inscenando l`acquisto di una delle società  da parte di prestanome pronti ad accollarsi tutte le responsabilità . Tre pastori calabresi vengono spediti a Zurigo. Sono talmente malmessi che i mafiosi sono costretti a rivestirli capo a piedi prima che uno di loro si presenti al notaio.