12 Febbraio 2008 Mondo News

Trapani e Udine, ancora due vittime del lavoro

Altro giorno, altre vittime sul lavoro, in una strage infinita che fa più vittime di una guerra. Un operaio, Giovanni Gandolfo, 50 anni, sposato e padre di due figli, è rimasto schiacciato dal muletto che stava guidando e che si è ribaltato. Per estrarre il corpo senza vita dell`operaio sono intervenuti i vigili del fuoco. La dinamica dell`incidente è al vaglio dei carabinieri.

Un incidente mortale è accaduto sempre lunedì a Felettis di Bicinicco, in provincia di Udine. A morire è un muratore di 62 anni, Justo Octavio Barassi, titolare dell`impresa edile: si trovava su una scala a pioli quando è precipitato a terra da un`altezza di tre metri, morendo sul colpo.

Ma anche domenica, la strage non si è fermata. Un operaio è morto mentre stava lavorando sul tetto di un capannone. E sempre domenica una giovane donna ha avuto un braccio maciullato nell`impastatrice del pastificio in cui lavora, a Fontenuova in provincia di Roma.

L`incidente mortale in provincia di Torino, a None, dove Vittorio De Candia, 36 anni, originario di Bari ma residente a Reggio Emilia, è caduto mentre stava montando una telecamera per la videosorveglianza sul tetto di un capannone in lamiera: è precipitato a terra, morendo sul colpo dopo un volo di 5 metri. L`operaio morto, esperto elettricista, era titolare di una ditta individuale che aveva avuto in subappalto il lavoro di tiraggio dei cavi preparatori alla sistemazione delle telecamere. Vista la complessità  del lavoro aveva chiamato in aiuto il fratello, anche lui elettricista e titolare di un`analoga ditta individuale, Nicola, di 38 anni. Ai due erano state fornite due piattaforme per la sicurezza, per ridurre il più possibile i rischi, ma Vittorio ne avrebbe fatto uso solo per alcuni lavori. Forse per fare più in fretta, sarebbe salito sul tetto del capannone senza imbracatura ed elmetto.

Sabato Cgil, Cisl, Uil e Ugl avevano espresso «stupore» e «sconcerto» per la richiesta di uno stop alla legge delega sulla sicurezza sollecitato dal vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei, in un`intervista al Sole 24 ore. Per i sindacati confederali lo stop «rimanderebbe di almeno due anni l`adozione di norme che incidano sulla grave situazione della salute e sicurezza». E anche l`Ugl ha chiesto uno sforzo per concludere entro la fine di questa legislatura l`approvazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Bombassei aveva affermato che «nel testo ci sono carenze e criticità », «misure propagandistiche e demagogiche» che inducono a sospettare che siano «motivate da questa fase prelettorale».