15 Febbraio 2008 Mondo News

META' DEGLI OCEANI CONTAMINATI DALLE ATTIVITA' UMANE

Provocando cambiamenti climatici, inquinando, pescando e navigando, l`uomo ha contaminato quasi la metà degli oceani senza risparmiare alcuna zona oceanica: è quanto emerge dalla prima mappa globale dell`impatto umano sugli ecosistemi marini presentata ieri a Boston all`incontro annuale dell`Associazione statunitense per l`avanzamento della scienza e pubblicata dalla rivista `Science`. L`ambiziosa iniziativa ` che ha mappato gli oceani chilometro quadrato per chilometro quadrato ` ha rilevato che il 41% degli ecosistemi oceanici è stato danneggiato da 17 attività umane, tra cui i trasporti marittimi, la contaminazione o invasione di specie, diverse modalità di pesca, l`acidificazione delle acque e della sua temperatura. Secondo gli esperti del Centro nazionale statunitense per l`analisi e la sintesi ecologica (Nceas) che ha realizzato il progetto, “quando si sommano gli impatti individuali l`immagine che ne risulta è molto peggiore di quanto speravamo”. Quattro le aree più compromesse: il Mar del Nord, il Mare del Giappone, gran parte dei Caraibi e lo stretto di Torres. Pregiudicate anche la costa orientale del Nord America, il mar Rosso, il Mediterraneo, il Golfo Persico, il mar di Persico e molte regioni del Pacifico occidentale, mentre le aree meno colpite sono i Poli ma “sfortunatamente ` commenta Carrie Kappel ` lo scioglimento dei ghiacci polari a causa del surriscaldamento globale e delle attività umane è un grave indizio della rapida degradazione di questi ecosistemi relativamente incontaminati”. [CO]