15 Febbraio 2008 Mondo News

Ocse, aiuti italiani alla cooperazione scesi del 30 per cento

Ancora una brutta figura internazionale dell`Italia con chi ha più bisogno del nostro sostegno internazionale. Con il 30% in meno degli aiuti allo sviluppo rispetto all`anno precedente, nel 2006 il nostro Paese si colloca al penultimo posto della speciale classifica dei donatori europei. Dopo di noi c`è soltanto la Grecia. Ad affermarlo è il nuovo Rapporto sulla Cooperazione allo sviluppo presentato dall`Ocse, che «boccia» l`Italia come donatore internazionale per aver destinato ai Paesi più poveri solo 3 miliardi e 641 milioni di dollari (pari allo 0,20% del Pil). E avere così fallito il consueto obiettivo fissato alla conferenza di Barcellona del 2002 di destinare agli aiuti internazionali lo 0,33 per cento del Pil entro il 2006. La bocciatura dell`Italia da parte dell`Ocse nel campo dell`Aiuto pubblico allo sviluppo non ha colto di sorpresa la viceministra degli Esteri con delega alla Cooperazione, Patrizia Sentinelli. «Già  dopo poche settimane dal mio insediamento», ha precisato in una nota, «denunciai che l`Italia avrebbe toccato livelli minimi per la cooperazione a causa dei pesanti tagli decisi dal precedente Governo: i debiti che abbiamo dovuto risanare nei confronti del Fondo Globale per la lotta contro le pandemie, degli organismi internazionali e delle Ong ne sono la testimonianza». Parlando degli «enormi sforzi» compiuti negli ultimi due anni, la viceministra ha sottolineato che i fondi sono «di fatto raddoppiati» passando da 382 milioni di euro ai 778 previsti in Finanziaria 2008.

Il calo ammette tuttavia, la stessa organizzazione internazionale, è dovuto essenzialmente «alla tempistica delle erogazioni destinate ai fondi internazionali», che sono cadute fuori dai periodi di rilevazione degli ispettori Ocse. Negli ultimi anni l`Italia ha saldato i debiti preesistenti con i fondi di sviluppo e le agenzie delle Nazioni Unite, speso quasi tutti gli stanziamenti destinati ai progetti delle Ong e, con l`ultima Finanziaria, raddoppiato i fondi alle stesse organizzazioni non governative. Principali beneficiari degli aiuti italiani sono stati l`Iraq, che ha avuto 719 milioni di dollari e la Nigeria, con 646 milioni, seguiti da Etiopia (96 milioni), Serbia (73 milioni) e Cina (53 milioni). Quest`ultima ha ottenuto più della Repubblica democratica del Congo (52), del Nicaragua (42), della Tunisia (38), del Camerun (32) e persino dell`Afghanistan (30). Oltre un milione di euro sono andati ai Paesi dell`Africa sub-sahariana, mentre 866 milioni a quelli di Medio Oriente ed Africa del Nord. Per l`Ocse, la poca incisività  degli interventi dell`Italia è dovuta principalmente alla mancata riforma del sistema della cooperazione, causa di «carenze nello staff, nel supporto organizzativo e nella flessibilità  operativa». Passi in avanti sono stati compiuti, invece, nelle priorità  delle strategie, a partire dai programmi di rafforzamento del protagonismo femminile, avviati con successo in Somalia, Afghanistan, Libano e Palestina. Tuttavia, la cooperazione italiana ha ancora bisogno di «rafforzare la qualità  dei sistemi di valutazione» e di «migliorare la pianificazione degli indirizzi operativi».