20 Febbraio 2008 Giudiziaria

L`altromondo: Cina, miniere come porcili

Ennesimo incidente in miniera in Cina; morti 24 lavoratori. Altri cinque all`ospedale, gravi. Domenica scorsa nella provincia settentrionale di Hebei, vicino la città  di Wuhan, un ordigno è brillato all`ingresso di una cava di carbone, dissimilata daporcile abbandonato. L`agenzia governativa, Xinhua, riferisce che gli ispettori del lavoro locali non hanno saputo della tragedia fino al lunedì, quando hanno avvisato il ministero.

Tunnel e truogoli Trenta lavoratori erano stati intrappolati dall`esplosione, ma mezza dozzina si sono salvati; cinque in condizioni gravi ma stabili all`ospedale di Wuhan, capoluogo di quella che viene chiamata `Rust Belt`, la Fascia della ruggine, dai sinologi: un vasto territorio a nord di Pechino, verso il confine coreano, dove si concentrano le miniere di carbone e le industrie pesanti degli anni `70 in via di smantellamento. Terre di alta disoccupazione, fabbriche che chiudono e povertà  diffusa, al contrario del caotico sviluppo che avvolge la fascia costiera più a meridione, da Shangai a Canton. Il ministero del lavoro ha aperto un`inchiesta; il proprietario della miniera, abusiva, si è dato alla macchia. Pare che la miniera fosse veramente nascosta dietro una cava in cui era stato installato un porcile, per non dare nell`occhio. Gli ingressi dei tunnel sembra fossero nascosti dietro enormi truogoli Un nuovo incidente in una industria che finora, secondo il ministero del Lavoro, uccide in media 13 lavoratori ogni giorno; circa 4.700 morti l`anno. Ma l`organizzazione internazionale del Lavoro ` agenzia Onu ` in ottobre aveva emanato un comunicato per dire che si teme come `i morti possano essere almeno il triplo`.

Quattro o 15mila Domenica il ministero dell`Industria aveva annunciato la creazione di una agenzia con un budget annuale di 280 milioni di euro, per ridurre la mortalità  nelle miniere. Le accuse colpiscono per la mancata sicurezza i proprietari che non installano dispositivi anti incendio, uscite in sicurezza e ventilazione, contro le fuoruscite di grisou. Mentre i funzionari presentavano questa agenzia, 18 minatori morivano schiacciati da un tunnel a Chong Qing, vicino la Diga delle tre gole, per una esplosione. Intanto la domanda di carbone sale, sia per i prezzi del petrolio, sia per le temperature insolitamente rigide, anche al sud, dove il consumo di carbone serve al riscaldamento domestico. Nel nord il carbone costituisce primaria fonte di energia elettrica. A dicembre Pechino ha lanciato un piano per l`approvvigionamento energetico: per i prossimi tre anni si creerà  una centrale a carbone. Ogni settimana. Intanto, la nuova agenzia rivalutava il totale di morti annuali: 6mila. Secondo siti indipendenti sarebbero almeno 15mila. Secondo l`agenzia per la sicurezza, l`ammodernamento delle miniere non è ritardabile, perché la domanda è cresciuta enormemente in queste settimana, soprattutto dalle aree bloccate dalla neve alta. Il rischio, dopo che l`80 percento delle miniere cinesi è rimasto chiuso a gennaio e febbraio, è che alla riapertura ci siano decine di inondazioni dei tunnel.

Al lavoro! Intanto il ministero dell`Energia ha chiesto che quasi tutte le miniere tornino a lavorare a pieno regime, per rifornire le centrali. `Abbiamo riportato l`energia nelle case di 23 milioni di cinesi, il 90 percento delle case colpite da blackout durante la crisi energetica`, recita il comunicato. Ma già  si contano 600 casi di miniere inondate (non si sa di eventuali morti) e di 1.800 miniere chiuse per esondazioni di gas tra il Sud e il centro, dallo Yunnan a Jiangxi, Hunan e Guizhou. Per ora i danni provocati dal maltempo fin dalle vacanze del Capodanno lunare ammontano a 15 miliardi di dollari.