20 Febbraio 2008 Giudiziaria

SENEGAL: VITA DA TALIBE`

In arabo, tà¢lib significa `colui che cerca e che chiede`: il tà¢lib è l`allievo di un marabutto, studente dei precetti dell`Islam. Per far diventare i propri figli degli adulti responsabili e dei ferventi fedeli, una pratica molto diffusa in un paese islamico come il Senegal è quella di far frequentare loro le numerose scuole coraniche (daraas), gratuite purché i discepoli siano disposti a svolgere piccoli lavori nella scuola. Molte famiglie indigenti `regalano` ai marabutti i figli a cui non riescono a badare: nelle daraas della capitale Dakar, un terzo dei bambini ha meno di 10 anni. Ogni mattina, i giovani discepoli si alzano alle 5 e, dopo le preghiere mattutine, prendono i loro barattoli di latta, vagando per le strade di Dakar in cerca di elemosine.E` questa la vita dei talibés, dipendenti in tutto e per tutto dal marabutto e dalle sue richieste. Ogni momento diventa buono per chiedere qualche spicciolo ai passanti. La quota per non essere cacciati dalla scuola e per non essere molestati è di 350 franchi cfa (50 centesimi di euro) al giorno: una somma notevole, se si considera che il 70 percento della popolazione del Senegal vive con meno di due dollari al giorno. I principi dell`Islam contemplano la raccolta dell`elemosina come attività  utile per apprendere la virtù dell`umiltà , ma `se all`inizio i giovani mendicavano per apprendere valori fondamentali per la religione musulmana, oggi lo fanno per conto di un marabutto, dando vita a quello che può essere definito ` secondo un rapporto del 2004 dell`Afp – il mercato delle elemosine`. Sette giorni su sette, delle volte perfino di notte, malnutriti, a piedi scalzi, vestiti di stracci, l`unico bene che posseggono è il loro barattolo di latta. Molti talibés nemmeno imparano a leggere il Corano. Mouhamed Chérif Diop, coordinatore di una Ong locale, tira amaramente le conclusioni: `Molte persone guadagnano attraverso l`elemosina dei bambini più soldi che se facessero un lavoro normale`. `Lo stato non vuole impegnarsi nel risolvere il problema delle elemosine, perché è una faccenda che riguarda la religione` dichiara Amadou Camara, portavoce del ministro della Solidarietà . La figura del marabutto gode di un`autorità  inviolabile nella società  senegalese: molte famiglie consultano le scuole coraniche per risolvere affari familiari, questioni monetarie e perfino per consigli elettorali. Marie Julie Gagnon, giornalista canadese, sintetizza così il primato dei marabutti: `In Senegal hanno più autorità  dei rappresentanti politici`. Il tessuto sociale delle comunità  rurali senegalesi riconosce da secoli l`importanza del ruolo del marabutto: le famiglie più povere mandavano i propri figli a lavorare nei campi del marabutto locale in cambio di un`educazione religiosa. L`urbanizzazione, sempre più consistente a partire dagli anni `80, ha portato molti marabutti a trasferirsi nelle grandi città  facendo diventare abituale la pratica dei talibés. Formalmente, il Senegal ha adottato delle leggi per limitare l`apertura di nuove scuole coraniche, ma in realtà  non serve alcuna documentazione per crearne una. Camara ritiene molto delicato provare a disinnescare questa pratica: `In ogni grande città  c`è un leader religioso che ha dei discepoli nelle sfere dell`amministrazione sociale`. Il governo senegalese ha stanziato fondi per sostenere 100 moschee, così da indurre i marabutti a non mandare i giovani per le strade. Ai numerosi critici di questo ambiguo provvedimento Camara risponde pragmaticamente: `Se non fornissimo nessun tipo di aiuto, per i talibés sarebbe molto peggio`.