24 Febbraio 2008 Mondo News

LEZIONE DI DIGNITA` DI UN EX TERRORISTA: Il "passo di lato" di D`Elia

Lo definisce “non un passo indietro” ma “un passo di lato”, per poi “attaccare dal partito”. Dal palco della riunione congiunta del comitato nazionale di Radicali italiani e dell`Associazione Luca Coscioni, in un intervento commosso, Sergio D`Elia, ex terrorista di Prima Linea che poi ha sposato la causa della non violenza, comunica ai compagni radicali che si farà  da parte dopo il veto posto dal Pd sulla sua candidatura, ritenuta in contrasto con lo statuto del nuovo soggetto politico. E` un lungo e accorato discorso, nel quale D`Elia torna anche sulle polemiche che avevano accompagnato la sua elezione a segretario d`aula della Camera. “Il caso D`Elia – sottolinea – è quello di alcune migliaia di persone entrate in carcere” e poi, una volta uscite, “costrette alla clandestinità , che devono nascondersi anche in ambito lavorativo o familiare, che devono nascondere di essere state carcerate”. “Io ho accettato anche per testimoniare questo – aggiunge – la segreteria d`aula. Continuerò – dice ancora – e spero mi sia consentita in questo partito la mia lotta politica. La mia casa politica è qui e per me il Parlamento è stato un luogo di lotta politica”. D`Elia ribadisce, come detto altre volte, di “non accettare che due anni di vita di una persona vissuti 30 anni fa possano essere presi come una parte per il tutto”. Di qui un omaggio ai compagni radicali: “Se io ho un rammarico è quello di non avervi incontrato 30 anni fa, di non aver fatto già  allora, con voi, la lotta non violenta”. D`Elia è critico nei confronti del Pd: “Già  il fatto di fondare un partito sulla base di un codice etico – osserva – la dice lunga sul futuro di questo soggetto. Noi riusciremo a cambiarlo. I codici etici mi sembrano un po` illiberali, fondamentalisti”. In effetti, ragiona il deputato radicale, “lo statuto di un partito non può essere etico ma deve essere politico, non si può fondare su marchi d`infamia”. D`Elia ironizza riguardo al fatto che nello statuto del Pd è previsto che in caso di riabilitazione non ci sia più il divieto di candidatura: “Inoltrerò istanza alla Corte suprema del loft… chiederò un`istanza di grazia a sua maestà  Veltroni”. Il fatto, attacca però in conclusione D`Elia, è che “non posso fare la difesa della mia storia perché lui non sa come difendere la storia del suo partito”. Infatti “anche il partito del giovane Walter riteneva che il fine giustifica i mezzi e la violenza è levatrice di storia”. Quindi “difendere me, per Veltroni, significherebbe fare i conti con la propria storia”. La storia di un partito diverso dai Radicali, visto che “questo, quello di Marco Pannella, era l`unico partito con identità  tra mezzi e fini, e questo è il motivo per cui non può essere omologato alla storia di questo Paese. A me basta essere uno di voi, a me basta essere stato accolto in questo partito”.