27 Febbraio 2008 Mondo News

STATI UNITI: Delinquenti senza frontiere

Uno studio in California rivela: gli immigrati commettono meno reati di chi è nato negli States. Ruberanno il lavoro agli americani e magari anche le loro donne, ma un altro luogo comune gli immigrati negli Stati Uniti possono dire di averlo sfatato: non commettono più crimini dei cittadini statunitensi, anzi. Una ricerca di un istituto di San Francisco ha mostrato come, in California, gli immigrati delinquono meno di chi è nato nel Golden State, e lo dimostra anche la percentuale di stranieri nelle prigioni californiane. Qualsiasi dibattito venga sviluppato sulla questione negli Usa, insomma, l`equazione `più immigrati, più reati` sembra ingiustificata. I dati. Il rapporto, elaborato dal Public Policy Institute of California senza distinzione tra immigrati clandestini o regolari, ha scoperto che la popolazione carceraria dello stato è composta solo al 17 percento da persone nate al di fuori degli Stati Uniti, che però rappresentano il 35 percento della popolazione californiana. Analizzando i numeri, inoltre, la ricerca mostra che gli adulti nati negli Stati Uniti sono incarcerati a un tasso due volte e mezzo più alto degli adulti nati all`estero. Nella fascia tra i 18 e i 40 anni di età , i nati in America finiscono dietro le sbarre 10 volte più spesso degli stranieri, in particolare 8 volte più dei messicani. Le conclusioni. `La nostra ricerca indica che limitare l`immigrazione, richiedendo più alti livelli di istruzione per ottenere un visto, o aumentando la spesa per imporre punizioni più dure contro immigrati che commettono reati, ha un impatto limitato sulla sicurezza pubblica`, ha scritto Kristin Butcher, una delle autrici della ricerca. Il rapporto ammette però che i risultati potrebbero essere influenzati dall`attuale politica Usa sull`immigrazione, che prevede pene maggiorate per i reati commessi da cittadini stranieri. Dato che gli immigrati in California tendono ad essere giovani e con un basso livello di istruzione ` due caratteristiche di solito associate ad alti tassi di criminalità  ` le scoperte del rapporto `colpiscono` secondo gli stessi autori. Il dibattito sull`immigrazione. Negli Stati Uniti, al momento, la questione dell`immigrazione è però ferma. Due anni fa il presidente Bush aveva sostenuto una riforma del settore, intensificando i controlli al confine ed estendendo di oltre mille chilometri un vero e proprio muro tra Stati Uniti e Messico, ma al contempo offrendo un percorso verso la cittadinanza ai circa 12 milioni di immigrati clandestini che si calcola vivano negli Usa. Il piano è però naufragato al Congresso, e non si prevede che la questione venga riaperta prima delle elezioni presidenziali di novembre.