28 Febbraio 2008 Mondo News

SINISTRADESTRA: Il pugno duro del mite Walter

Nelle liste del partitone spunta il secondo poliziotto dall`aria bonacciona – il terzo se si conta Antonio Di Pietro – che dovrà  guadagnarsi la fiducia dell`elettore democratico. Dopo l`ex vice capo della polizia Luigi De Sena, che correrà  come capolista del Pd in Calabria, ieri è arrivato l`annuncio della candidatura di Achille Serra, già  parlamentare forzista, già  prefetto di Roma e fino a oggi commissario Anticorruzione. Probabilmente si presenterà  in Campania. Del resto due giorni fa, al varo del programma del Pd, Serra era intervenuto `a sorpresa` e aveva dato la sua benedizione al capitolo sicurezza: «Volete estendere il `patto per la sicurezza` a tutti i capoluoghi di provincia? Benissimo, è proprio quello che penso sia da fare. Del resto il patto per la sicurezza ce lo siamo inventati noi, qui nella capitale», aveva detto con orgoglio l`ex prefetto all`ex sindaco. Lasciando presumere un bel concerto fra i due, forse anche un suo zampino in quel capitolo. Così il mite Veltroni – che poi tanto mite non dev`essere, ha ragione Massimo D`Alema – rispolvera la sua passionaccia `securitaria`, per dirla alla maniera della Sinistra. Che lo vuole fiero ispiratore del pacchetto sicurezza, quel provvedimento che ha messo quasi in crisi il governo Prodi, prima di essere rovinosamente ritirato. Del resto i cittadini «si sentono più insicuri», dice il programma del Pd. E` una percezione, non un dato oggettivo basato sulle statistiche, che infatti tendono a dire che oggi i cittadini sono più sicuri degli anni addietro. E «far sentire sicuri i cittadini» è uno degli obiettivi del nuovo partito («Abbiamo solamente bisogno di rassicurare gli italiani», ha detto Veltroni davanti ai tremila della costituente). Ecco a cosa servono i poliziotti-candidati, e soprattutto al sud, «quasi un commissariamento», dice il rifondarolo Francesco Caruso.

Veltroni parla alla pancia del paese. E non teme di rincorrere le pulsioni della destra, neanche le più brutte, inconfessabili. Come la castrazione chimica per i pedofili, cosa che il candidato Pd ha fatto nella stessa giornata di ieri, durante la presentazione di un disegno di legge contro chi abusa di minori. Un testo assai più equilibrato, nella presentazione che ne ha fatto la sottosegretaria Marcella Lucidi. Basato su pene certe e più severe, prevenzione e introduzione del reato di adescamento. Norme in parte messe in discussione dalla Sinistra, che ha contestato il divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati da minore a carico di un «soggetto pericoloso»: e come si fa a definire una persona pericolosa, se non ha già  commesso reati?, si chiede Maria Luisa Boccia, femminista e senatrice Prc: «Basterà  lo sguardo? Una faccia cattiva?». Ma durante la conferenza stampa il mite Walter è andato parecchio oltre, arrivando appunto fino a non escludere la castrazione chimica. «Se la scienza trovasse forme per disincentivare atti di violenza, non vedo perché non ricorrervi», ha detto. Parole pesanti, difficile sostenere che gli siano sfuggite. Visto che la settimana scorsa affermazioni dello stesso tipo, questa volta più congruamente emesse dal leader di An Gianfranco Fini, hanno suscitato un vespaio. E visto che la castrazione chimica è un grande classico leghista. «Quando cinque anni fa la proposi fui crocefisso e indicato come il più sadico dei sadici», gongola oggi Roberto Calderoli. A Veltroni non sfugge che gli scienziati siano concordi nel considerarla una misura inefficace, visto che l`uso di farmaci che bloccano l`ormone sessuale maschile non esclude che il soggetto così `trattato` possa portare nuova violenza con altri mezzi. Né sfugge che il Comitato nazionale di bioetica, già  nel 2003, aveva detto no «a trattamenti sanitari obbligatori nei pedofili» ribadendo «il principio dell`intangibilità  del corpo umano anche per i condannati».

Daniela Preziosi