5 Giugno 2008 Senza categoria

Controvertice Fao: la crisi alimentare è il risultato delle politiche liberiste

“Questa crisi alimentare non è una casualità  ma il risultato delle erronee politiche commerciali liberiste applicate negli ultimi 30 anni: la soluzione deve necessariamente passare attraverso una seria riforma di tali politiche dando a ogni paese del Sud la possibilità  di proteggere la sua economia e la sua agricoltura”. E` il messaggio che Ndiogou Fall, presidente della Rete delle organizzazioni contadine dell`Africa occidentale (Roppa) al ‘Forum Africa` ieri al Vertice della Fao. Mentre i grandi del pianeta discutono soprattutto di cambiamenti climatici, disastri naturali o biocarburanti, Fall – che ha preso parte anche al Forum parallelo della società  civile ‘Terra Preta` – ha spostato l`attenzione sulle scelte politiche dettate dalla ricerca dei profitti – riporta l`agenzia Misna. E ha messo in guardia: `Abbiamo visto che alcune multinazionali stanno cercando di approfittare della situazione di crisi con politiche speculative per aumentare i loro vantaggi: speriamo che le soluzioni proposte non accentuino questa tendenza`. Per l`esponente di Roppa è urgente investire nel settore agricolo che negli ultimi anni è stato trascurato con disastrose conseguenze. “Nei nostri paesi ` ha sottolineato ` i contadini ridotti alla fame sono stati costretti ad abbandonare le loro terre e la coltivazione per spostarsi nelle città , dove le condizioni di vita sono ancora più difficili. Non bastano gli aiuti `ad hoc` mandati qua e là  dalla comunità  internazionale: occorre concentrare il dibattito sulle cause della crisi alimentare e trovare soluzioni a lungo termine”. Commentando l`iniziativa di un vertice di alto livello come quello in corso in questi giorni nella capitale italiana, Fall ritiene che `la concertazione è lodevole, ma alle parole devono seguire i fatti`. Dello stesso tenore anche l`intervento al `controvertice` della società  civile `Terra Preta` di Alberto Gà³mez, esponente di ‘Via Campesina`, la più grande rete di movimenti contadini del mondo, portando insieme agli organizzatori del vertice internazionale parallelo le istanze delle società  civili di 62 paesi al Summit sulla sicurezza alimentare della Fao. `Quello che è a rischio è la sovranità  alimentare. L`agricoltura risponde a logiche globali di mercato errate e lo dimostra ad esempio il fatto che in Messico siamo costretti a importare l`85% del riso e il 75% del grano, una conseguenza del Nafta, (North American Free Trade Agreement-Accordo nordamericano per il libero scambio) che, a partire dal 1994 ci ha reso totalmente dipendenti dall`estero` – ha detto Alberto Gà³mez. “Dai ‘grandi` del pianeta riuniti a Roma vorremmo risposte concrete ma temo che non usciranno da questo vertice” – ha aggiunto George Dixon Fernà¡ndez, presidente del ‘Movement Internationale de la Jeunesse Agricole et Rurale Catholique` (Mijarc) in un intervento sul controvertice `Terra Preta` riportato dall`agenzia Misna. “Quello che chiediamo sono più investimenti nell`agricoltura perché la produzione è stata relegata in un angolo da oltre un ventennio. Occorre aiutare i contadini poveri, preservare l`agricoltura tradizionale, eliminare i sussidi elargiti dai paesi ricchi ai loro coltivatori ed evitare che la massiccia produzione di biocarburanti riduca quella a scopo alimentare”. “Gli Ogm non sono la soluzione ` ha aggiunto ` bisognerebbe investire le stesse somme destinate alla produzione degli organismi geneticamente modificati per aiutare i contadini attraverso l`uso di nuove tecnologie, potenziando i sistemi di irrigazione. Invece con gli Ogm i contadini vengono resi sempre più dipendenti, non solo dai sementi a marchio registrato ma anche dai pesticidi e dai fertilizzanti`. La volontà  di rilanciare l`agricoltura in particolare in Africa è stata peraltro sancita oggi a margine del vertice ufficiale dalla firma di un ‘memorandum di intenti` fra tre agenzie dell`Onu – Fao, Ifad e Pam/Wfp ` e l`Agra, l`Alleanza per la rivoluzione verde in Africa guidata da Kofi Annan – riporta sempre l`agenzia Misna. L`obiettivo è quello di sostenere i piccoli coltivatori, in base alle necessità  dei singoli paesi, valorizzando i loro raccolti attraverso un miglioramento delle infrastrutture e una selezione dei sementi più redditizi. `Questa iniziativa è un importante contributo per ridurre il numero degli oltre 200 milioni di persone che soffrono la fame nell`Africa Subsahariana attraverso una crescita accelerata della produzione e rafforzando i mezzi di sussistenza delle popolazioni rurali` – ha detto Annan parlando di `accordo storico`. `Vogliamo promuovere una rivoluzione verde ` ha aggiunto l`ex-segretario generale dell`Onu ` che rispetti la biodiversità  e le varietà  delle coltivazioni delle diverse regioni del continente africano`.