5 Giugno 2008 Senza categoria

De Gregori: il `68 in Italia non ha creato classe dirigente. Importante e` modernizzare l`Italia, se lo fa Berlusconi…

“Ci sono cose della mia vita che io rifiuto. E insieme a queste rifiuto anche alcune cose del `68 che invece vengono celebrate”. Francesco De Gregori, ospite questa mattina a `Omnibus` su La7, ribadisce la sua visione critica di alcuni retaggi del movimento del `68, una presa di posizione che nel recente passato ha irritato molti simpatizzanti di sinistra innamorati del cantautore romano. “Forse la responsabilità  maggiore del `68 in Italia è quella di non aver contribuito a creare la classe dirigente degli anni successivi”, ha continuato il cantautore. “Si può dire anche che ha screditato la scuola, che ha interrotto il principio di autorità  e che ha eliminato totalmente la meritocrazia. Ma se ne possono dire anche di positive. Ma mentre in altri Paesi vediamo gente con responsabilità  di governo che è venuta da quella cultura e che grazie a quella cultura è diventata classe dirigente e ha modernizzato le proprie società , non credo si possa dire lo stesso per quanto riguarda l`Italia”. “Non si può dire `Berlusconi mi piace o non mi piace`. E` un atteggiamento quanto mai semplicistico e un po` rozzo”, ha proseguito De Gregori nell`intervista ad Antonello Piroso, che gli ha ricordato un recente titolo di stampa che attribuiva al cantautore romano un appoggio al presidente del Consiglio. “Io argomento semplicemente il fatto che, rimanendo un uomo di sinistra ma che alla sinistra non `appartiene` – nel senso che verifica giorno per giorno quanto questo essere di sinistra sia suffragato dai fatti, e finora non ho mai avuto smentite – dico che se il centrodestra ha vinto le elezioni con tanta larghezza di voti – ha detto ancora De Gregori -, se più di metà  del Paese ha votato compatta per i suoi rappresentanti, non possiamo considerarli dei barbari che vengono e ci torchiano e quindi aspettarci cinque anni di cupa controriforma. Dobbiamo sperare e cercare di cogliere quanto piu` possibile dei lati di positività  in quello che faranno”. Secondo De Gregori la questione è “modernizzare il Paese: che lo faccia Berlusconi o qualcun altro… l`importante è che qualcuno lo faccia. E questo, per le persone in buona fede che sanno ascoltare quando uno parla, non vuol dire che essere diventato `berlusconiano”`. De Gregori ha concluso: “Ma poi è così importante se io sono di sinistra o di destra? Il valore di quello che ho fatto sta nelle cose che ho scritto. Il mio problema è che quando mi chiedono come la penso io non mi sottraggo e l`ho sempre detto, da quando avevo vent`annni fino ad oggi, e continuerò a fare cosi`. Qui ci sono dei dischi che cantano. Facciamo cantare quelli”