12 Giugno 2008 Senza categoria

Bosnia Erzegovina: Fosse comuni scoperte per denaro

Per più di un decennio, il bosniaco Edo Ramulic ha cercato tracce del corpo di suo fratello e di altri familiari uccisi dalle forze militari serbe nel 1992 nella città  di Prijedor, a nord ovest della Bosnia. Un anno fa, un ragazzo gli ha offerto delle informazioni su una fossa comune nella quale sosteneva fossero sepolti trenta cadaveri di persone uccise a Prijedor, tra cui il fratello di Ramulic. Ma la soffiata aveva un prezzo molto alto. “Voleva 10mila euro per quell`informazione“, ha detto Ramulic, “gli ho detto che avrei provato a trovare i soldi, ma non mi ha più ricontattato“. Ramulic non era affatto sorpreso nel ricevere una richiesta di ricompensa per avere informazioni sulla posizione di una fossa comune: “È una pratica diffusa, in Bosnia“. Aggiunge che è appena stata trovata una fossa comune con quaranta bosniaci uccisi vicino alla città  di Bosanski Novi, nella regione di Prijedor, dopo che un uomo aveva richiesto un favore alle autorità  per rivelare dove fosse il posto. “L`uomo che ha fornito alle autorità  bosniache le informazioni su questa fossa comune ha voluto in cambio la riparazione del tetto di casa, e la sua richiesta è stata soddisfatta“, dice Ramulic. Le autorità  bosniache sostengono che ci sono persone che vendono e comprano informazioni sui luoghi di sepoltura già  dall`inizio della guerra del 1992-1995, e si può fare ben poco per fermarli. “Poco dopo lo scoppio della guerra nel 1992, c`erano già  individui che cercavano di fare soldi fornendo informazioni sui luoghi di prigionia di militari e civili“, dice Amor Masovic, ex presidente della Commissione Federale sulle persone scomparse, “questa pratica è continuata dopo la guerra, solo che adesso gli informatori vendono soffiate sui luoghi di sepoltura di singole persone o sulle fosse comuni“. Dice che molte persone di tutti i gruppi etnici hanno contattato la Commissione cercando di vendere informazioni sulle fosse comuni, “persino gente della stessa nazionalità  di chi era sepolto nella fossa comune ha chiesto soldi per rivelare le informazioni“. Masovic sospetta addirittura che alcune di queste persone siano state coinvolte direttamente nella sepoltura dei corpi. “Lo si può capire dalla conoscenza dei dettagli che hanno del posto“. Altri informatori sembrano avere conoscenza solo di seconda o terza mano delle fosse comuni. Secondo Masovic, gli informatori chiedono somme diverse per una soffiata, da pochi euro fino a un milione di euro. “Alcuni hanno fatto richieste che non comprendevano i soldi: per esempio aiuto nell`ottenimento di un passaporto, di un visto o l`asilo politico all`estero. In un solo caso, l`informatore ha chiesto un milione di euro di ricompensa“, dice Masovic. “Anche se non abbiamo né gli strumenti né i fondi per rispondere a queste richieste, in più di un`occasione, alcuni membri del mio staff hanno organizzato delle collette interne per ottenere queste informazioni sulle fosse comuni“. Ramulic crede che nascondere informazioni sui crimini di guerra ` incluso le informazioni sulle fosse comuni ` sia esso stesso un crimine. Secondo lui chi rivela queste informazioni facendosi pagare dovrebbe essere punito, non ricompensato. Comunque, molte famiglie di persone scomparse credono che questo sia l`unico modo per ritrovare i loro congiunti. “Le famiglie delle vittime hanno bisogno di mettere la parola fine alle loro ricerche. È per questo che sono pronti a percorrere grandi distanze per trovare finalmente i corpi dei loro congiunti“, dice Seida Karabasic dell`Associazione Vittime di Prijedor. “Sappiamo che, sfortunatamente, alcuni di loro hanno già  pagato centinaia di euro per ogni corpo ritrovato, ma la nostra associazione non è mai stata coinvolta in questo genere di cose“. Karabasic fa notare che le informazioni offerte, in diversi casi, hanno dimostrato di essere molto accurate e che i `venditori` sembravano essere della zona in cui i crimini sono stati commessi, infatti `conoscono bene la zona e possono identificare le vittime con nome e cognome`. Le autorità  della Repubblica Serba di Bosnia riportano le stesse problematiche in tema di fosse comuni. Milan Bogdanic, ex presidente della Commissione della Repubblica Serba sulle Persone Scomparse, ritiene molto probabile che il commercio di informazioni sulle fosse comuni prosegua, finché numerose persone continueranno a rifiutarsi di diffondere volontariamente questa conoscenza. “Sono poche le persone informate che ci forniranno informazioni per pura compassione o per liberare le loro coscienze. Mentre molte di quelle che potrebbero aiutarci a individuare i luoghi delle fosse hanno paura di essere implicati nei crimini commessi: è per questo che esitano a farsi avanti“, dice Bogdanic, “questa è la ragione per cui vorremmo regolare la materia per legge e vorremmo anche che le istituzioni governative fossero maggiormente coinvolte nel processo, ma non tutte le famiglie delle vittime sono d`accordo su questo“.
Zana Kovacevic*