IL COMUNE DI FURNARI (MESSINA) SCIOLTO PER MAFIA: PUBBLICHIAMO LE MOTIVAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E LA RELAZIONE DEL MINISTRO DELL'INTERNO MARONI

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 



  Considerato che nel comune  di  Furnari  (Messina),  i  cui  organi

elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative  del

13 e 14 maggio 2007, sussistono forme di ingerenza della criminalita'

organizzata;

  Considerato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a

pressanti  condizionamenti,  compromettendo  il  buon   andamento   e

l'imparzialita' dell'amministrazione comunale di Furnari;

  Rilevato,   altresi',   che   la   permeabilita'    dell'ente    ai

condizionamenti esterni della criminalita' organizzata  arreca  grave

pregiudizio allo  stato  della  sicurezza  pubblica  e  determina  lo

svilimento  delle  istituzioni  e  la  perdita  di  prestigio  e   di

credibilita' degli organi istituzionali;

  Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave  inquinamento

e deterioramento dell'amministrazione comunale, si  rende  necessario

far luogo allo scioglimento  degli  organi  ordinari  del  comune  di

Fumari, per il ripristino dei  principi  democratici  e  di  liberta'

collettiva;

  Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,

come sostituito dall'art. 2, comma 30, della legge 15 luglio 2009, n.

94;

  Vista la proposta del Ministro dell'interno, la  cui  relazione  e'

allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;

  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella

riunione del 27 novembre  2009,  alla  quale  e'  stato  invitato  il

Presidente della regione Siciliana;



                              Decreta:



                               Art. 1



  Il consiglio comunale di Furnari (Messina) e' sciolto per la durata

di diciotto mesi. 

Al Presidente della Repubblica



    Il comune di Furnari (Messina), i cui organi elettivi sono  stati

rinnovati nelle consultazioni amministrative del 13 e 14 maggio 2007,

presenta forme di ingerenza da parte della  criminalita'  organizzata

tali da determinare una alterazione del  procedimento  di  formazione

della  volonta'  degli  organi  elettivi  ed  amministrativi   e   da

compromettere     il     buon     andamento     e     l'imparzialita'

dell'amministrazione nonche' il funzionamento dei servizi, con  grave

e perdurante pregiudizio per lo stato dell'ordine e  della  sicurezza

pubblica.

    Le origini e gli sviluppi della  criminalita'  organizzata  nella

provincia  di  Messina,  con  specifico  riguardo  alle  associazioni

mafiose esistenti nella zona tirrenica del territorio  provinciale  e

nell'ambito di  queste  al  gruppo  dei  «Mazzarroti»,  operante  nel

comprensorio in cui ricade il comune di Furnari, e'  segnalata  sulla

base di specifiche risultanze investigative.

    Da alcune di queste, acquisite nel corso di recenti operazioni di

polizia giudiziaria, e'  emerso  in  particolare  l'interesse  di  un

esponente di spicco del gruppo citato, attualmente tratto in  arresto

a seguito  di  una  indagine  avviata  dalla  Direzione  distrettuale

antimafia di Messina, nei  confronti  delle  elezioni  amministrative

svoltesi a Furnari il 13 e 14 maggio 2007, di cui sarebbe riuscito  a

determinare il risultato finale.

    A seguito di  tali  circostanze,  il  Prefetto  di  Messina,  con

provvedimento del 5 marzo 2009, ha disposto la  costituzione  di  una

commissione ispettiva per gli accertamenti di rito presso  il  comune

di Furnari ai sensi  dell'art.  1,  comma  4,  del  decreto  legge  6

settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12  ottobre  1982,  n.

726, cosi' come integrato dalla legge 15 novembre 1988, n. 486.

    Ad esito degli accertamenti effettuati, la commissione incaricata

dell'accesso  ha  depositato  in  data  7  agosto  2009  le   proprie

conclusioni, sulle cui risultanze il Prefetto di Messina, sentito  il

comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza  pubblica  integrato

con la partecipazione del  Procuratore  della  Repubblica  presso  il

Tribunale  di  Barcellona  Pozzo  di  Gotto,  ha  redatto  l'allegata

relazione,  in  data  21  settembre  2009,  che   costituisce   parte

integrante  della  presente  proposta,  in  cui  si  da'  atto  della

sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti

diretti e indiretti degli amministratori locali con  la  criminalita'

organizzata di tipo mafioso  e  su  forme  di  condizionamento  degli

stessi, riscontrando pertanto i presupposti per lo  scioglimento  del

consiglio comunale.

    Gli accertamenti svolti  hanno  confermato  gli  elementi  emersi

durante le indagini investigative in ordine all'influenza  esercitata

da esponenti della locale consorteria sulla libera determinazione del

voto, in particolare con le pressioni  esercitate  su  un  dipendente

comunale in grado di «dirottare  12  voti»  a  favore  del  candidato

sindaco risultato poi eletto. Il Prefetto  di  Messina  ha  messo  in

risalto  come  i  numerosi  collegamenti  diretti  ed  indiretti  tra

appartenenti  al   gruppo   mafioso   dei   c.d.   «Mazzarroti»   con

amministratori locali abbiano condotto ad un uso distorto della  cosa

pubblica, che si e' concretizzato  nel  favorire  soggetti  collegati

direttamente od indirettamente ad ambienti malavitosi,  grazie  anche

ad una fitta ed intricata rete di parentele,  affinita',  amicizie  e

frequentazioni che lega alcuni amministratori o loro stretti  parenti

ad esponenti delle locali consorterie criminali od a soggetti ad esse

contigui.

    Gli aspetti di condizionamento emergono da un  esame  complessivo

della situazione di fatto, da  cui  risulta,  insieme  a  profili  di

continuita'  tra  l'attuale  consiliatura  e  le   precedenti,   come

nell'amministrazione comunale si siano radicate anomalie  procedurali

nonche' illegittimita' gravi, i cui esiti hanno spesso oggettivamente

favorito  soggetti  direttamente  o  indirettamente  collegati   alla

criminalita' organizzata.

    In particolare,  si  evidenziano  analiticamente  di  seguito  le

principali anomalie riscontrate:

      a) il positivo esito  dell'intervento  di  un  appartenente  al

gruppo dei «Mazzarroti» per sostenere l'elezione dell'attuale sindaco

di Furnari trova  conferma  nell'assegnazione  dei  lavori  di  somma

urgenza  conseguenti  agli  eventi   alluvionali   verificatisi   nel

territorio del comune di Furnari nel  dicembre  2008  e  nel  gennaio

2009.

    Al riguardo viene rilevato che, in tale circostanza,  il  sindaco

ha scelto direttamente le ditte che dovevano effettuare i  lavori  di

ripristino della viabilita' e delle  condizioni  di  sicurezza,  gran

parte dei  quali  sono  stati  eseguiti  da  imprese  che  presentano

elementi  di  collegamento  con  soggetti  coinvolti  nell'operazione

«Vivaio» o comunque con precedenti anche per associazione mafiosa,  e

che l'assegnazione degli incarichi in alcuni casi e'  avvenuta  senza

tener conto dell'iscrizione alla Camera di commercio e  del  tipo  di

attivita' richiesta.

    In proposito, nessun elenco  o  albo  di  imprese  e'  mai  stato

istituito presso il comune di Furnari.

    L'assoluta arbitrarieta' nella scelta dell'impresa cui affidare i

lavori e' stata  riscontrata  anche  nel  caso  dell'affidamento  dei

lavori di manutenzione  delle  caldaie  degli  edifici  comunali  per

l'anno 2008, assegnati alla  ditta  del  figlio  di  quel  dipendente

comunale  che  dalle  indagini  eseguite  risulta   destinatario   di

pressioni elettorali a favore del sindaco in carica;

      b) per quanto concerne la vicenda inerente il progetto  di  una

locale discarica di inerti  da  realizzarsi  in  contrada  Merlo  del

comune di  Furnari,  sono  evidenziate  anomalie  riconducibili  alla

titolarita' dei terreni, sui quali dovrebbe realizzarsi la  discarica

e all'individuazione dei terreni medesimi, per indiretti collegamenti

a soggetti prevenuti  o  indagati  per  associazione  mafiosa.  Sotto

l'attuale  consiliatura  il  progetto  e'  fermo   presso   l'Agenzia

regionale dei rifiuti e delle acque di Palermo al fine di ottenere le

prescritte autorizzazioni e non  figura  nel  piano  triennale  delle

opere pubbliche del triennio 2009/2011.

      c) in relazione alla pratica di trasferimento  di  residenza  a

Furnari di una donna notoriamente conosciuta quale convivente con  un

pregiudicato  mafioso,  viene  rilevato   che   la   vicenda   appare

sintomatica  del   condizionamento   della   responsabile   dell'area

demografica del comune;

      d) completamente contrario  ai  principi  di  legalita'  appare

l'accesso agli uffici  e  agli  atti  del  comune  di  un  dipendente

dell'A.R.P.A. di Palermo, attualmente privo di incarico formale;

      e) e' stata evidenziata la complessa vicenda della  gestione  e

manutenzione dell'impianto centralizzato di  depurazione  sito  nella

contrada di Bazia del comune di Furnari da giugno 2001 a maggio  2009

da parte di  una  impresa,  il  cui  titolare  e'  stato  vicino  per

parentele ad elemento di spicco del clan mafioso dei  barcellonesi  e

piu' volte denunciato per associazione per delinquere di tipo mafioso

ed altro, ucciso da diversi colpi di arma da  fuoco  nel  giugno  del

2001. Il suddetto titolare risulta in  rapporti  con  un  consigliere

comunale  di  maggioranza   dell'attuale   amministrazione   e   gia'

consigliere di minoranza nella precedente  amministrazione,  sul  cui

conto sono ipotizzati  collegamenti  indiretti  con  la  criminalita'

organizzata.

    Dopo una serie di  proroghe,  rinnovi  ed  un  periodo  di  fermo

impianto, nel giugno 2007 la ditta in argomento si e' aggiudicata  di

nuovo l'appalto, a seguito di una gara inadeguatamente pubblicizzata,

contratto rinnovato con deliberazione di giunta nel giugno  2009.  E'

da segnalare  che  pur  in  presenza  di  un  malfunzionamento  degli

impianti, l'amministrazione comunale ha comunque proceduto  a  pagare

alla ditta il corrispettivo previsto senza contestare rilievi.

    In sintesi, dagli elementi raccolti si evince che fino al  maggio

2009, quando e' stata aggiudicata la recente gara di appalto  per  la

gestione del  depuratore  ad  altra  impresa,  si  e'  verificato  un

oggettivo  fenomeno  di  interferenza  e   di   condizionamento   del

responsabile pro tempore dell'area tecnica del comune di  Furnari  da

parte della criminalita' organizzata, attraverso la ditta che  si  e'

occupata della gestione del depuratore;

      f)  quanto  alla  realizzazione  del   complesso   residenziale

«Kallipoli» nella contrada Piana di Tonnarella  di  Furnari,  che  ha

dato tra l'altro luogo ad un procedimento penale instaurato presso la

Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, la commissione

di  accesso  ha  evidenziato  una   inconcepibile   assenta   mancata

conoscenza  da  parte  dei  competenti  organi   dell'amministrazione

comunale, almeno fino al 25 settembre 2008, dell'avanzato  stato  dei

lavori presso  il  complesso  edilizio,  nonostante  la  mancanza  di

apposita autorizzazione. Dagli  accertamenti  espletati  dal  Comando

provinciale dei Carabinieri  emerge  una  condotta  antigiuridica  da

parte dell'ufficio  tecnico  comunale  e  del  suo  responsabile  pro

tempore, nei cui confronti tra l'altro e' instaurato per la  medesima

vicenda un procedimento penale, nonche' elementi  di  responsabilita'

anche a carico del sindaco e del segretario comunale. Nella  medesima

informativa dei Carabinieri viene segnalato come non possa escludersi

un oggettivo fenomeno di interferenza e di condizionamento del citato

responsabile  dell'area   tecnica   da   parte   della   criminalita'

organizzata attraverso i  contatti  dell'amministratore  unico  della

ditta che ha realizzato il suddetto  complesso  residenziale  con  un

pregiudicato, indicato quale elemento di  spicco  della  criminalita'

comune ed organizzata;

      g) quanto all'annosa  vicenda  riguardante  l'assegnazione  dei

capannoni comunali esistenti nell'area artigianale, la  relazione  ha

evidenziato che anche l'attuale amministrazione e' rimasta inerte  di

fronte alle situazioni  di  abusiva  occupazione  e/o  di  morosita',

contribuendo a mantenere la disponibilita' degli stessi a  favore  di

ditte aventi collegamenti  riconducibili  alla  malavita  organizzata

locale, anche a fronte delle richieste di assegnazione dei  capannoni

comunali avanzate invano da anni da  parte  di  altre  imprese  della

zona.

    Dagli accertamenti espletati emerge una forma di  condizionamento

da parte della criminalita' organizzata del responsabile pro  tempore

dell'area tecnica, da cui e' scaturita  la  compromissione  del  buon

andamento  e  della  imparzialita'  dell'azione  dell'amministrazione

comunale; emergono inoltre condotte  omissive  ed  antigiuridiche  da

parte dello stesso funzionario e dell'attuale sindaco di Furnari.

    Le vicende analiticamente esaminate fanno rilevare la sussistenza

di comportamenti nei procedimenti amministrativi volti  a  perseguire

fini diversi da quelli istituzionali, con pregiudizio per l'interesse

generale, che deve orientare l'azione amministrativa del comune.

    Ritengo pertanto che, sulla base di tali elementi,  ricorrano  le

condizioni per  l'adozione  del  provvedimento  di  scioglimento  del

consiglio comunale di Furnari (Messina) ai sensi  dell'art.  143  del

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art.

2, comma 30, della legge 15 luglio 2009,  n.  94,  con  l'affidamento

della gestione dell'ente locale ad una commissione straordinaria, per

rimuovere gli effetti delle predette anomalie, anche in virtu'  degli

speciali poteri di cui all'art. 145 del medesimo decreto legislativo.

    In  relazione  alla  presenza  ed  all'estensione  dell'influenza

criminale,  si  rende  necessario  che  la  durata   della   gestione

commissariale sia determinata in diciotto mesi.

      Roma, 25 novembre 2009



                                                  Il Ministro: Maroni

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