LA NOTIZIA, IL VIDEO: Sequestrati beni per 7mln di euro riconducibili all'avvocato barcellonese Rosario Cattafi: L’operazione è stata diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Nel mirino diverse società, un’area destinata a parco commerciale, auto e conti correnti

Beni per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro sono stati sequestrati dal Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) della guardia di finanza nell’ambito di un’operazione diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina. Tra i beni ci sono una società, un’area destinata a un mega-parco commerciale e conti correnti bancari. Il sequestro riguarda un noto professionista di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), coinvolto in numerose inchieste di mafia, che ha scontato tra il 2000 e 2005 una misura di prevenzione personale definitiva. Il sequestro ha interessato i beni riconducibili all’avvocato barcellonese Rosario Cattafi, 59 anni, raggiunto dal provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Messina, su richiesta del procuratore Guido Lo Forte e dal sostituto Vito Di Giorgio. I finanzieri del Gico hanno sequestrato la società Dibeca Sas Sas di Corica Ferdinanda & C.), quattro beni immobili (tra questi un terreno in contrada Piscopato), quattro auto e una moto di grossa cilindrata, conti correnti e titoli. Rosario Cattafi è coinvolto in numerose inchieste di mafia e ha scontato tra il 2000 e 2005 una misura di prevenzione personale definitiva. Della ditta oggetto del sequestro si è parlato in passato in relazione alla vicenda della realizzazione del grande centro commerciale di Barcellona Pozzo di Gotto: un progetto di insediamento in un’area agricola di oltre 18 ettari di uno dei maggiori parchi commerciali di tutto il Sud Italia con infrastrutture previste per 398.414 metri cubi. “La misura – spiegano le Fiamme gialle – si colloca nel più ampio contesto delle strategie di intervento della Dda messinese per diradare quel cono d’ombra che ha consentito da decenni alla mafia barcellonese o tirrenica di assumere una strutturazione e metodi operativi del tutto analoghi a quella di Cosa Nostra palermitana, nonchè un controllo totalizzante dell’economia e forme di monopolio di importanti settori economici e di alterazione delle regole di mercato”.

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