21 Luglio 2011 Mondo News

Per anni nei terreni di San Calogero, centro del Vibonese, a ridosso di coltivazioni di agrumeti sarebbero stati interrati rifiuti pericolosi e tossici: Cocktail di veleni "servito" negli agrumeti. Il business gestito da un'associazione a delinquere smantellata dalla Gdf: emessi 18 avvisi di garanzia

Fermata dalla Guardia di Finanza, nell’ambito dell’operazione denominata “Poison”, un’associazione dedita al trasporto e all’illecito smaltimento di rifiuti industriali tossici e pericolosi che operava tra Calabria, Puglia e Sicilia. L’organizzazione è stata scoperta e smantellata dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia che ha notificato 18 avvisi di conclusione indagine, due dei quali a dipendenti della Provincia di Vibo. Nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo, i finanzieri della Compagnia, guidata cap. Luca Bonatesta, hanno ricostruito i vari livelli dell’organizzazione che avrebbero determinato l’illecito stoccaggio ed il successivo interramento a San Calogero di oltre 135mila tonnellate di rifiuti pericolosi e tossici. I due tecnici della Provincia sono accusati di avere rilasciato autorizzazioni non conformi nei confronti della società sotto inchiesta, la “Fornace Tranquilla Srl”, il cui titolare, Giuseppe Romeo, 65 anni di Taurianova, arrestato nel novembre 2009, secondo l’accusa avrebbe attestato falsamente, insieme ad altri componenti l’organizzazione, il recupero mai avvenuto dei rifiuti pericolosi che, di volta in volta, venivano inviati a San Calogero e interrati a ridosso di coltivazioni ad agrumi. Dalle meticolose indagini – svolte anche con l’ausilio di tecnici che hanno effettuato analisi e carotaggi del terreno – è emerso il coinvolgimento di varie società, calabresi e pugliesi, che si erano aggiudicate contratti per il trasporto, il recupero e lo smaltimento di fanghi altamente inquinanti e pericolosi di derivazione industriale composti da alte percentuali di nichel, vanadio e cromo, per importi di svariati milioni di euro, stipulati con una società nazionale leader nella produzione di energia elettrica. A ricevere l’avviso di garanzia sono stati, oltre a Giuseppe Romeo, in qualità di socio e dipendente della fabbrica di laterizi denominata Srl “Fornace Tranquilla”, anche Umberto Acquistapace, 78 anni di Rosarno, legale rappresentante della Srl Fornace Tranquilla; Stefano Romeo, 32 anni di Taurianova; Angelo Vangeli, 39 anni di Mileto; Francesco Pontoriero, 59 anni di San Calogero, tutti dipendenti della società con diverse mansioni; Vito Sabatelli, 54 anni di Cisternino (Brindisi), titolare dell’omonima impresa Sabatelli Vito; Antonio Roma, 68 anni di Carovigno (Brindisi), amministratore unico della Società lavori ecologici srl; Angelo Ippolito, 39 anni di Monopoli (Bari), legale rappresentante della Sotram srl; Giuseppe Antonio Marraffa, 47 anni, di Carovigno (Brindisi), rappresentante legale della Ecolservizi srl; Vito Antonio Sacco, 51 anni, anch’egli di Carovigno, amministratore unico della Ecolservizi; Rocco Antonio Achille Aversa, 48 anni, di Lamezia Terme, legale rappresentante della Ecosistem srl; Calogero Sanfilippo, 55 anni, originario di Palermo ma residente a Civitavecchia; Luciano Mirko Pistillo, 52 anni, di Rovigo, entrambi responsabili dell’Unità di business della Centrale Enel Federico II di Brindisi; Carlo Aiello, 47 anni, di Brindisi, responsabile della linea movimentazione materiali, compresi i rifiuti della Centrale Federico II; Giuseppe Incampo, 63 anni di Altamura e Diego Baio, 53 anni di Galatina (Lecce) in qualità di responsabili Esercizio ambiente e sicurezza della Centrale di Brindisi; Teresa Valelà, 56 anni di Simbario (Vibo Valentia) e Giuseppe De Seta, 53 anni di Vibo Valentia, entrambi dipendenti dell’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, Settore Tutela ambiente e difesa del suolo. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo e in concorso, i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e all’illecito smaltimento di rifiuti pericolosi, disastro ambientale con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica, avvelenamento di acque e di sostanze alimentari, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, e gestione non autorizzata dei rifiuti. Inoltre gli amministratori della “Fornace Tranquilla Srl” sono accusati anche di evasione fiscale per il mancato pagamento del tributo per il deposito in discarica dei rifiuti solidi pari a un milione e 400mila euro. Da quanto emerso dalle indagini, che un anno e mezzo fa avevano portato al sequestro dello stabilimento di San Calogero e dell’intera area che si estende su 150mila metri quadrati, l’organizzazione avrebbe stoccato illegalmente i rifiuti nello stabilimento della “Fornace Tranquilla Srl” e solo sulla carta faceva figurare il recupero ed il reimpiego nel campo dell’edilizia, risparmiando così più di 18 milioni di euro. In seguito alle indagini, già da luglio 2010, il Prefetto di Vibo ha imposto la distruzione dei prodotti agricoli coltivati nelle vicinanze dell’area interessata.

In sintesi
Per anni nei terreni di San Calogero, centro del Vibonese, a ridosso di coltivazioni di agrumeti sarebbero stati interrati rifiuti pericolosi e tossici, di derivazione industriale (con alte percentuali di nichel, vanadio e cromo). Secondo i finanzieri della Compagnia di Vibo che hanno condotto le indagini ne sarebbero state sotterrate oltre 135mila tonnellate. L’illecito smaltimento di rifiuti, provenienti fra l’altro dalle Centrali termoelettriche a carbone di Brindisi, Priolo Gargallo (Siracusa) e Termine Imerese (Palermo) avrebbe consentito a quanti lo gestivano di risparmiare circa 18 milioni di euro. Un traffico a cui hanno posto fine i militari della Gdf nell’ambito nell’inchiesta Poison, coordinata dal procuratore di Vibo Mario Spagnuolo, i quali hanno smantellato un’organizzazione a delinquere finalizzata, appunto, all’illecito smaltimento dei rifiuti pericolosi. Diciotto gli avvisi di garanzia notificati. Fra gli indagati anche due dipendenti dell’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia.