6 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

CAPO D'ORLANDO (MESSINA), VICENDA PARADOSSALE: «Io, docente pagata per non fare nulla sei ore al giorno»

Capo d’Orlando – Sentir parlare di dipendenti pubblici pagati per non far niente, o per far poco, o per far meno di quanto gli si chiede, può sembrare in linea con le motivazioni che inducono il Governo nazionale a varare tagli nella lotta agli sprechi, ma sapere che un dipendente pubblico lotta da mesi per avere assegnato un lavoro sembra veramente fuori dalla realtà. Eppure sta accadendo a Capo d’Orlando, dove una docente fuori ruolo per una malattia denuncia pubblicamente di non riuscire ad avere alcun incarico e sarebbe costretta a stare con le mani in mano. La vicenda si è saputa da pochi giorni e cioè da quando Lucia Pinsone, la docente di scuola media protagonista dell’assurda storia, ha reso nota la lettera-appello inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Le scrivo con la disperazione di chi ha già interpellato tutti senza avere utile risposta«, comincia così la lettera di Lucia Pinsone, fuori ruolo dal 2007. E continua raccontando la sua storia, evidenziando anche di aver lavorato sempre fuori ruolo presso l’Assemblea regionale siciliana. «L’Ars», fa sapere, «mi rinvia alla scuola dalla quale ero uscita citando un decreto che ad oggi sembra essere inesistente. La scuola ritiene che io non possa prendere servizio lì in alcun modo perchè non saprebbe quale mansione assegnarmi. Dopo 5 giorni e dopo aver interpellato sia il Csa che la Direzione regionale, mi fanno prendere servizio senza mansioni in attesa di essere ricollocata. Bene, da otto mesi io passeggio nel corridoi di una scuola per sei ore al giorno aspettando. È umiliante stare tutti i giorni in un corridoio a non far nulla». La scuola è l’Istituto comprensivo n. 1 di via Roma, diretta dal prof. Franco Fogliani, che interpellato fa sapere: «Una storia confusa alla quale ho cercato di porre rimedio ma inutilmente perché basata su un intreccio burocratico che impedisce di dare una giusta collocazione all’interessata».(f.p.)