8 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: La morte dell'operaio a S. Margherita. Indagati imprenditore e proprietario

Ci sono due indagati per l’ennesimo incidente sul lavoro avvenuto nella nostra città, che il 4 aprile scorso è costato la vita all’operaio 46enne di Camaro Cosimo Messina, mentre lavorava in un cantiere a Santa Margherita, nella zona sud della città. Un terribile volo da un’altezza di circa 15 metri, mentre si trovava sul terrazzo di una palazzina. Dopo i primi accertamenti degli agenti delle Volanti, che coordinati dal vice questore Giuseppe Petralito avevano già depositato un’informativa subito dopo i primi accertamenti, il sostituto procuratore Antonella Fradà ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il datore di lavoro dell’operaio, l’imprenditore Damiano Catania, e il proprietario dell’immobile, Antonio Luca Catalano. E ieri mattina a Palazzo di giustizia, come primo atto fondamentale dell’inchiesta, il magistrato ha affidato l’incarico per l’autopsia al medico legale Caterina Fabiano, che inizierà le operazioni oggi all’Obitorio del Policlinico alle 10,30. I due indagati sono assistiti dagli avvocati Domenico Gullo e Giuseppe Carrabba, mentre i familiari dell’operaio deceduto sono rappresentati dall’avvocato Ettore Cappuccio, il quale ha nominato come suo consulente il medico legale Giovani Crisafulli. Intanto continuano gli accertamenti da parte della polizia per verificare il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere, al complesso “Saratoga” di via Nazionale, dove stata lavorando il povero Messina. Proprio uno dei quesiti formulati dal magistrato al medico legale riguarda questo aspetto. Il medico legale dovrà infatti accertare «… attraverso l’esame delle lesioni riportate sul Messina, la compatibilità delle stesse con la precipitazione dall’alto del defunto, e nello specifico con la precipitazione dal lucernario ove lo stesso si trovava intento a svolgere attività lavorativa». Ed ancora sempre il medico legale Fabiano, raccordandosi con i tecnici dell’Ispettorato del lavoro, dovrà «… valutare la sussistenza di un nesso di derivazione causale dell’evento morte dalle condizioni nelle quali il Messina prestava attività lavorativa e dunque dalla violazione della normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro». Intanto dopo la prima ricostruzione effettuata dagli investigatori delegati dal magistrato la dinamica della tragedia appare abbastanza chiara. Intorno alle 8.30 di venerdì Messina e un suo collega avevano raggiunto la terrazza dello stabile al complesso “Saratoga” di S. Margherita, poi avevano cominciato a lavorare come sempre. Dopo circa un’ora Cosimo Messina si era piazzato su una tettoia costruita con plexiglass. Ma il lucernaio però aveva ceduto improvvisamente e l’operaio di Camaro era rimasto tragicamente sospeso nel vuoto. Si era aggrappato con tutte le sue forze a due spuntoni di ferro ma non era purtroppo riuscito a riguadagnare una superficie sicura, rimendan sospeso. Il suo collega si era subito precipitato per fornirgli aiuto, aveva ha trovato una corda e aveva tentato d’improvvisare un’imbracatura, un’impresa molto difficile perché l’intera struttura minacciava di crollare integralmente. Momenti terribili, con il povero Messina che pur in quelle condizioni ha avuto uno grande slancio di altruismo quando ha capito che c’era ben poco da fare, e ha urlato all’altro operaio di non avvicinarsi perché altrimenti sarebbero caduti nel entrambi vuoto entrambi. Aveva appena finito di parlare e s’è lasciato andare, sfinito dalla resistenza. Lasciando il collega a guardare inorridito quel tragico volo mortale. In lacrime. NUCCIO ANSELMO – GDS