9 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA, MAFIA: La famiglia mafiosa di Barcellona. Chiesto il processo per 3 pentiti

Messina – L’ultima tranche dell’inchiesta epocale sulla mafia barcellonese è ora davanti al gip, e l’udienza preliminare sarà un passaggio giudiziario storico per reciderne le radici. Dopo le richieste di rinvio a giudizio delle scorse settimane relative al troncone principale delle inchieste “Gotha” e “Pozzo 2”, i sostituti procuratori della Dda di Messina Giuseppe Verzera, Fabio D’Anna, Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio hanno chiesto adesso il rinvio a giudizio anche dei collaboratori di giustizia che con le loro dichiarazioni nei mesi scorsi hanno consentito di fare luce sulla mafia barcellonese. Si tratta del boss Carmelo Bisognano, l’ex capo dei Mazzarroti, dell’imprenditore di Acireale Alfio Giuseppe Castro, ritenuto il rappresentante dei santapaoliani a Barcellona, e di Santo Gullo, ufficialmente meccanico di Falcone ma in realtà referente della cosca nel suo paese. Tutti è tre devono rispondere di associazione mafiosa per aver fatto parte dei Barcellonesi, un gruppo mafioso riconducibile a Cosa nostra. A Bisognano è contestato anche l’omicidio di Sebastiano Lupica, commesso a Tripi il primo maggio 1994, e un estorsione, di cui si è autoaccusato. Gullo deve rispondere invece di tre omicidi, quelli di Antonino Ballarino, ucciso a Mazzarrà Sant’Andrea il 23 marzo 1993, di Carmelo Triscari Barberi, ammazzato a Basicò il 4 gennaio 1996 e di Salvatore Munafò, assassinato il 4 giugno 1997 sempre a Basicò. Per il troncone principale delle due inchieste c’è già una data perché si apra l’udienza preliminare: è il 28 maggio, il gup sarà Salvatore Mastroeni. È probabilmente anche questa tranche che riguarda solo i tre collaboranti venga riunita adesso al troncone principale per essere definita lo stesso giorno. I tre pentiti hanno tracciato con grande dovizia di particolari l’organigramma recente della mafia barcellonese, e si tratta di collaboranti che sono «portatori di un patrimonio conoscitivo di assoluto rilievo». Soprattutto Santo Gullo e Carmelo Bisognano, «le cui propalazioni non appaiono inquinate da reciproche interferenze o da fenomeni di allineamento». Dichiarazioni che nel giugno del 2011 portarono all’arresto di 24 capi, gregari e fiancheggiatori della famiglia mafiosa di Barcellona.(n.a.)