10 Maggio 2012 Mondo News

CATANZARO, IL PROCESSO: Why Not, è prevista a luglio la sentenza di primo grado

CATANZARO – Finalmente c’è una data: la sentenza del processo di primo grado scaturito dall’inchiesta Why Not dovrebbe essere emessa a luglio. Si avvia alla conclusione dunque, dopo venticinque udienze, il procedimento innescato al Tribunale collegiale di Catanzaro (presidente Antonio Battaglia, a latere Adriana Pezzo e Giovanna Matroianni) sulla base delle indagini avviate nel 2006 dall’allora sostituto procuratore della Repubblica Luigi De Magistris e poi, dopo l’avocazione a quest’ultimo, affidate alla Procura generale. Al termine dell’udienza di ieri, dedicata a ascoltare gli ultimi testimoni citati dalle parti, è stato infatti definito un calendario in base al quale si tornerà in aula il 23 maggio per la chiusura del dibattimento, il 6 giugno e l’11 luglio per la requisitoria dei sostituti pg Lia e Facciolla, le discussioni dei difensori, le eventuali repliche e la sentenza del Tribunale. Sul banco degli imputati siedono 27 persone, tra politici, imprenditori e professionisti, rinviati a giudizio il 3 marzo del 2010. Si tratta di: Caterina Merante, testimone chiave dell’inchiesta Why Not, chiamata a rispondere di una contravvenzione alle leggi in materia di lavoro, Aldo Curto, Marino Magarò, Gennaro Ditto, Francesco Morelli, Antonio Mazza, Rosario Caccuri Baffa, Giorgio Cevenini, Rosalia Marasco, Ennio Morrone, Cesare Carlo Romano, Rosario Calvano, Dionisio Gallo, Domenico Basile, Giancarlo Franzè, Antonio Gargano, Filomeno Pometti, Michelangelo Spataro, Michele Montagnese, Pasquale Citrigno, Pasquale Marafioti, Clara Magurno, Alfonso Esposito, Giuseppe Pascale, Ernesto Caselli, Nicola Adamo, Antonino Giuseppe Gatto. L’inchiesta Why Not, che come spesso accade ha imboccato diverse strade secondo i vari rivoli procedurali, riguardava un presunto comitato d’affari che avrebbe illecitamente gestito finanziamenti europei destinati allo sviluppo della Calabria. Sono ormai scritte nella storia politica del Paese le polemiche riguardanti alcune iscrizioni nel registro degli indagati, con sussulti che determinarono persino lo sgretolamento dell’allora Governo Prodi e il successivo scontro fra le Procure di Catanzaro e Salerno. Per una tranche dell’indagine, quella già passata al vaglio della Corte d’Appello, si attende adesso la fissazione dell’udienza in Cassazione; su un’altra invece, nella quale si ipotizza anche il reato di associazione per delinquere, il gup di Catanzaro si è espresso nelle scorse settimane rinviando a giudizio i 6 indagati per i quali la Cassazione aveva annullato il proscioglimento sentenziato il 2 marzo del 2010 dallo stesso giudice per le udienze preliminari; a carico di quest’ultimi 6 il processo avrà inizio il 6 luglio davanti al Tribunale di Catanzaro in composizione collegiale.(g.l.r.)