10 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

CROLLO STADIO A MESSINA: PROCURA CHIEDE PROCESSO PER 4 INDAGATI

Si va verso l’udienza preliminare per il clamoroso crollo del muro dello stadio San Filippo, una vicenda lunga un anno perché la storia risale al maggio del 2011 ma la situazione è assolutamente identica a quella sera in cui avvenne lo schianto. Il sostituto procuratore Camillo Falvo ha infatti depositato all’Ufficio gip quattro richieste di rinvio a giudizio per concorso in crollo colposo e falso che riguardano il progettista e direttore dei lavori dello stadio, l’ing. Beppe Rodriquez, il collaudatore statico dell’opera, l’ing. Tullio Martella, il responsabile del cantiere, il geometra catanese Carmelo Coniglione e il direttore tecnico dell’impresa “C & C Costruzioni”, che eseguì i lavori, l’imprenditore catanese Michele D’Agata. Le ipotesi di reato sono diversificate per i quattro professionisti. Tutti secondo il magistrato devono rispondere di concorso in crollo colposo per il “concio” n. 2, in tutto ben 17 metri di muraglione per un altezza di circa 8/9 metri, ed anche del rischio di imminente crollo della parte restante, vale a dire i “conci” n. 1,3,4,5 e 6 per complessivi 76 metri. In concreto, nelle rispettive qualità secondo il magistrato hanno consentito che tutti i conci, in particolare il n. 2, venissero montati con una rotazione di 180 gradi rispetto a quanto era previsto negli elaborati progettuali, fatto questo che avrebbe consentito “il ribaltamento dello spiccato del muro, il concio n. 2, dovuto alla completa plasticizzazione delle armature di sostegno del lato interno. Ci sono poi due ipotesi di falso (la fattispecie del pubblico ufficiale in atti pubblici), che risalgono al giugno del 2004, contestate ai due ingegneri Rodriquez e Martella, nelle rispettive qualità il primo di progettista e direttore dei lavori, il secondo come collaudatore. Il sostituto Falvo sottolinea inoltre che la cosiddetta “Relazione a strutture ultimate” siglata dall’ing. Rodriquez è priva di data. A questa inchiesta, che nacque dopo il clamoroso crollo del muro dalla sera alla mattina, ci lavorarono a suo tempo i vigili urbani della Sezione di polizia giudiziaria e il consulente della Procura, l’ing. Santi Mangano, che dopo una serie di sopralluoghi consegnato una perizia tecnica che spiegava il perché del crollo. Dal canto loro i vigili urbani in quel mese di maggio del 2011 su delega del sostituto Falvo acquisirono tutti gli atti amministrativi che riguardano la vicenda del crollo sia al Comune che negli altri uffici pubblici inreressati. La parte crollata fu anche posta sotto sequestro probatorio dal sostituto Falvo il 31 maggio del 2011 e fu poi dissequestrata nel corso della clamorosa querelle di quel periodo sull’opportunità o meno di tenere il concerto di Vasco Rossi, con il “no” finale della Commissione prefettizia sui pubblici spettacoli per motivi di incolumità degli spettatori. NUCCIO ANSELMO – GDS

Il Genio civile attende ancora le integrazioni agli elaborati del Comune.
Oltre 365 giorni sono trascorsi dal crollo del muraglione alle spalle della curva C dello stadio San Filippo. E da allora l’unico intervento ha riguardato la rimozione del materiale franoso. Niente più. Tra le poche notizie di rilievo, l’avvio dell’iter burocratico, propedeutico ai lavori di messa in sicurezza. Il Genio civile ha in mano il progetto di ricostruzione del blocco mancante e di consolidamento degli altri cinque a rischio cedimento. L’ingegnere capo Gaetano Sciacca non ha ancora dato il parere favorevole, poiché attende da Palazzo Zanca alcune integrazioni. Sostanzialmente, rispetto a qualche settimana fa, dagli uffici di via Aurelio Saffi potrebbe giungere l’ok su tutti e sei i conci e non più solamente su quello mancante. Un passo avanti rispetto al precedente accordo, che prevedeva il nulla osta solo per la parte “collassata” al suolo e non per le restanti, per le quali s’ipotizzava una pronuncia dell’Autorità giudiziaria. Dall’esame degli elaborati trasmessi a febbraio, rielaborati ai sensi della normativa antisismica del gennaio 2008, il Genio civile «ha evidenziato delle incompletezze e incongruenze, comunicate verbalmente al progettista (ndr. l’ingegnere Rodriquez) e successivamente, in mancanza delle integrazioni e dei chiarimenti richiesti, ufficializzate con una nota del 22 marzo 2012», trasmessa sia a Palazzo Zanca che all’assessorato regionale delle Infrastrutture e mobilità. Mancano, quindi, tutte le informazioni riguardanti la nuova conformazione del terreno, la composizione dei conci 1,3,4,5 e 6, le ipotesi di calcolo e i disegni esecutivi. Per quanto riguarda invece il concio numero 2 Palazzo Zanca dovrebbe allegare, in duplice copia, relazione tecnica, geotecnica e calcoli (ad esempio quelli dei tiranti previsti), planimetria generale con l’esatta ubicazione del blocco da riedificare, nomina e accettazione del collaudatore statico e copia della relazione a struttura ultimata e del certificato di collaudo. «Abbiamo tutto pronto», assicura l’assessore comunale alle Manutenzioni, Pippo Isgrò, che ha seguito l’iter passo passo. «A breve consegneremo tutto».(r.d.)