10 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

LA CLAMOROSA INCHIESTA SULLA BANCA MONTE PASCHI DI SIENA: Ecco chi è Antonio Nastasi, lo scomodo pm venuto da Messina

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Il magistrato che attualmente sta coordinando le indagini sulla Banca Monte Paschi di Siena, ovvero il sostituto procuratore Antonio Nastasi, viene dalla Procura di Messina, a causa di un trasferimento che molti indicano come una sorta di “punizione” per avere osato scoperchiare un pentolone bollente, con le indagini sulle tangenti all’Università di Messina che lo ha portato a scoprire imbrogli, sotterfugi, politica corrotta, infiltrazione della massoneria. Non è un segreto che la cittadina sullo Stretto sia un territorio con una forte presenza massonica, e sarebbero stato proprio quei poteri oscuri a determinare il trasferimento di Nastasi. Il fatto è che spesso, in Sicilia, mafia e politica convergono, e a Messina in particolare si dice che buona parte delle “convergenze” avvenga sotto lo sguardo vigile della massoneria. Nulla di provato, certamente, solo supposizioni. E Nastasi riprende le inchieste che, prese da altri e diversi punti di vista, appunto, convergono verso gli stessi obiettivi: gli appalti all’Università di Messina, sviluppati in una voluminosa documentazione, con tanto di intercettazioni telefoniche, che partirono da un concorso truccato alla facoltà di Veterinaria. Da qui ulteriori indagini sulla gestione dei fondi regionali che nell’estate 2007 avevano portato all’arresto di cinque persone e alla sospensione del Rettore, con successiva condanna di sei persone. E’ solo uno dei tanti casi che Nastasi aveva sviluppato alla Procura di Messina e poi alla Direzione Distrettuale Antimafia, ma agisce anche a Milazzo, dove fa arrestare diversi personaggi con l’accusa di collusione con la mafia per attività di appalti. L’elenco sarebbe davvero lungo. In ogni caso, giunge il provvedimento di trasferimento in Toscana, alla Procura di Siena, dove il pm adesso sta conducendo l’indagine forse più importante della sua carriera, sul terzo maggior polo bancario italiano, sotto inchiesta per aggiotaggio e per avere “giocato sporco” sul mercato e sulla Borsa internazionale in merito alla acquisizione della Banca Antonveneta avvenuta nel 2008. Un affare da oltre 10 miliardi di euro. da ogginotizie.it