11 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA, AUTORITA' PORTUALE: Come si è arrivati alla scelta. Lombardo: «Io avevo indicato Santapaola». Messina solo spettatrice

Anche se è già cominciato il gioco dello scaricabarile, la nomina del capitano di vascello Antonino De Simone a presidente dell’Autorità portuale di Messina e Milazzo è attribuibile in parti eguali al ministro dei Trasporti Corrado Passera e al governatore siciliano Raffaele Lombardo. È utile ripercorrere gli ultimi passaggi che hanno preceduto la proposta di nomina approdata all’esame della Commissione Trasporti della Camera. Ai parlamentari la lettera del ministro Passera è arrivata lo scorso 24 aprile. «Il 19 dicembre 2011 – scrive l’esponente del governo Monti – è scaduto il mandato quadriennale del presidente dell’Autorità portuale, prof. Dario Lo Bosco. Poiché non è stato possibile pervenire al rinnovo dell’incarico entro i termini della “prorogatio”, lo stesso Lo Bosco è stato nominato il 13 febbraio 2012 commissario straordinario dell’ente fino alla nomina del nuovo presidente e, comunque, per un periodo non superiore a sei mesi». Il ministro ricorda, poi, l’iter procedurale seguito nel rispetto della legge 84 del 1994, quella istitutiva delle Autorità portuali in Italia. È stato chiesto agli enti pubblici interessati di voler fornire i nominativi degli esperti tra i quali individuare il nuovo presidente. «L’1 dicembre 2011 – prosegue Passera –, a fronte di una perdurante inerzia di taluni enti, è stata intrapresa un’azione di sollecito nei loro confronti. Sono, dunque, pervenute le designazioni della Provincia, del Comune, della Camera di Commercio di Messina e del Comune di San Filippo del Mela i quali indicano, con atto congiunto, Salvatore Leonardi, Antonio Samiani e Calogero Ferlisi; il Comune di Milazzo ha invece proposto il dott. Tommaso Santapaola mentre il Comune di Pace del Mela ha candidato Salvatore Leonardi, Fortunato Romano e Leonardo Santoro. Il numero delle designazioni acquisite è risultato superiore alle tre previste dalla norma e, pertanto, gli enti sono stati invitati, con nota del 27 dicembre 2011, a comunicare, entro il 16 gennaio 2012, i nominativi degli esperti in numero complessivamente pari a tre. Tale invito, però, è stato disatteso, dato che gli enti hanno ritenuto di dover riconfermare le indicazioni precedenti, ad eccezione del Comune di Pace del Mela che non ha fornito una posizione espressa. A fronte di ciò, e in considerazione dell’imminente scadenza del periodo di prorogatio del presidente uscente, è stato ritenuto comunque necessario procedere all’individuazione di un nominativo da sottoporre all’intesa regionale». E qui siamo al primo snodo fondamentale della vicenda: il ministro Passera chiede a Lombardo di esprimere l’assenso sul nome dell’avv. Calogero Ferlisi, «in possesso dei requisiti necessari». Ma il 2 marzo arriva il “niet” del governatore siciliano. Secondo Lombardo, «Ferlisi indubbiamente possiede un’adeguata qualificazione professionale, tuttavia la stessa non è rafforzata da un’esperienza nel settore di riferimento tale da connotarla secondo i richiesti parametri normativi». Per il presidente della Regione, l’attuale comandante della polizia municipale avrebbe svolto «una limitata attività nel Corpo della Capitaneria di porto fino al grado di capitano di fregata». Da qui la decisione di Lombardo di inviare una propria terna, secondo un precise ordine preferenziale: 1) ammiraglio Tommaso Santapaola; 2) contrammiraglio Giovanni Zuccalà; 3) comandante Antonino De Simone. Lombardo ieri ha battuto forte su questo tasto: «Io ho proposto prima di tutti Santapaola, poi Zuccalà, entrambi messinesi». Ma a fare il nome di De Simone, che non era stato indicato da alcun ente locale, è stato proprio il governatore siciliano. A questo punto, la parola è passata al ministro che, valutati i curricula dei tre candidati, ha ritenuto più idoneo quello di De Simone, «per la professionalità posseduta e per i rilevanti incarichi ricoperti». E Messina è stata solo spettatrice di una partita giocata tra Palermo e Roma. LUCIO D’AMICO – GDS

Cinquantasette anni, è di Meta di Sorrento e dal 2005 a Roma.
È nato il 19 dicembre 1954 a Meta di Sorrento, lo stesso paese del comandante Schettino. Capitano di vascello, ufficiale superiore delle Capita nerie di porto, laureato in Scienze per l’investigazione e la sicurezza, con domicilio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in viale dell’Arte a Roma, Antonino De Simone è uno degli uomini della Guardia costiera che più conosce la macchina ministeriale. Dal giugno 2005 è inserito negli uffici di staff del Comandante generale del Corpo delle Capitanerie ed è capo ufficio atti normativi e parlamentari, oltre che ufficiale superiore addetto alle relazioni istituzionali, «in particolare con i ministri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e delle Politiche agricole e con le relative Commissioni parlamentari». Era ovvio che il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, e la competente Commissione parlamentare, alla fine scegliessero proprio De Simone. Sul campo la sua carriera, dopo l’Accademia navale di Livorno, è cominciata nel 1985 con l’incarico di capo sezione demanio industriale della Capitaneria di Pescara. Tra il 1987 e il 1991 è stato assegnato alla Capitaneria di Torre del Greco ed è stato anche assistente del commissario straordinario della Compagnia portuale del porto di Napoli. Tra il 1191 e il ’94 è stato comandante del porto di Ischia e del relativo Ufficio circondariale marittimo, quindi, dal settembre del ’94, è stato destinato al Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto ove ha ricoperto per due anni l’incarico di addetto all’ufficio scafi e motori. Dal gennaio del ’96, è stato nominato ufficiale superiore addetto ai rapporti con le pubbliche amministrazioni. Ha partecipato direttamente ai lavori preparatori della legge sulla cantieristica navale ed è stato membro della delegazione internazionale di esperti del Ministero della Difesa a Tirana, oltre che per due anni consulente dell’assessore al Mare del Comune di Napoli. Nel 2000 ha svolto le funzioni di commissario aggiunto per l’istituzione dell’Autorità portuale di Salerno e dal settembre di quello stesso anno è stato nominato comandante della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia. Dal 2005, con la qualifica di capitano di vascello, è approdato a Roma. E lì è diventato un profondo conoscitore delle “segrete stanze” ministeriali.(l.d.)