17 Maggio 2012 Mondo News

Delitto Fragalà, Ardita (ora procuratore aggiunto a Messina) apre nuovi scenari. Una relazione dei servizi segreti del 2002 inserì il nome dell'avvocato palermitano Enzo Fragalà nella lista dei legali a rischio di attentati mafiosi

PALERMO – Una relazione dei servizi segreti del 2002 inserì il nome dell’avvocato palermitano Enzo Fragalà nella lista dei legali a rischio di attentati mafiosi: la nota del Sisde, guidato allora dal generale dei carabinieri Mario Mori e acquisita agli atti dell’inchiesta sul brutale assassinio del penalista, ucciso a sprangate a febbraio del 2009, torna d’attualità dopo le dichiarazioni rese alla commissione Antimafia da Sebastiano Ardita, ex responsabile detenuti del Dap ora procuratore aggiunto a Messina. Anche nel suo libro sulla trattativa tra Stato e mafia e sul ruolo del carcere duro nel «patto» stretto tra pezzi dello Stato e Cosa nostra Ardita parla del delitto Fragalà, rimasto ancora senza colpevoli. Per il magistrato potrebbe esserci un’analogia tra l’anno della nota dei Servizi, il 2002, e il 2009. Nel 2002 venne approvato un ddl per estendere all’intera legislatura la durata del 41 bis e dalle carceri i detenuti di mafia mandarono strani messaggi parlando di promesse non mantenute da parte di politici e lamentando di essere stati lasciati soli da alcuni «avvocati meridionali passati in Parlamento». Nel febbraio del 2009, pochi giorni prima del delitto, venne ulteriormente inasprito il regime carcerario duro. «L’audizione del Procuratore Sebastiano Ardita, in commissione Parlamentare Antimafia, sulle stragi del 1992 e sulla trattativa Stato-mafia ha aperto scenari nuovi e inquietanti sui moventi ancora oscuri dell’ efferato omicidio dell’avvocato palermitano Enzo Fragalà. Per questo chiediamo al Presidente Pisanu di trasmettere immediatamente i verbali dell’audizione di Ardita ai titolari delle indagini sull’omicidio Fragalà», hanno affermatoin una nota congiunta il deputato Fli e vice presidente della commissione Antimafia, Fabio Granata e il senatore Pd, Giuseppe Lumia. «La trattativa sul 41 bis e sulle richieste e le aspettative di Cosa nostra – aggiungono – potrebbero essere la chiave di interpretazione dell’efferato delitto». DA GDS