19 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

FINANZA, CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA: Aicon, il pm chiede il fallimento. Determinanti i rilievi espressi in una relazione dal commissario giudiziario

Chiesta al tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto la revoca della procedura di concordato preventivo e con essa il fallimento della società Aicon Yachts Spa, l’azienda di cantieristica navale dell’area Asi di Giammoro che produceva imbarcazioni da diporto. A chiedere il fallimento della società controllata al 100% dalla casa madre Aicon Spa, quotata in Borsa e il cui titolo è sospeso perché pende analoga richiesta di concordato preventivo, è stato il sostituto procuratore Fabio Sozio sulla scorta degli atti trasmessi dal commissario giudiziale nominato lo scorso 31 gennaio dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, l’avv. Domenico Cataldo. Il commissario giudiziale aveva già espresso riserve con due diverse relazioni indirizzate al giudice delegato della sezione fallimentare Assunta Cardamone, e che sulla base ipotizzata dall’art. 173 della legge fallimentare farebbero emergere «occultamento di attività» o «simulazioni di passività». I rilievi evidenziati hanno così indotto la Procura di Barcellona a chiedere la revoca di ammissione alla procedura di concordato e al conseguente fallimento della società. Come specificato nell’istanza rivolta al giudice delegato e divenuta adesso oggetto di giudizio da parte del tribunale di Barcellona, presidente Michele Galluccio, componente Danilo Maffa e giudice delegato Assunta Cardamone. «Nel corso dell’attività di verifica condotte dal commissario giudiziale (anche con l’ausilio dei consulenti della procedura) finalizzate alla stesura della relazione particolareggiata (prevista dall’art. 172 della legge fallimentare) sono emersi alcuni aspetti che per la loro incidenza sul piano concordatario hanno imposto l’immediata segnalazione al Tribunale ai sensi dell’art. 173 legge fallimentare». Aspetti che il commissario giudiziale ha «condensato in una prima relazione del 4 aprile scorso, ed in una successiva integrazione del 10 aprile 2012». La definizione delle questioni preliminari evidenziate dal commissario giudiziale e discusse ieri in aula dalle parti, a seguito della richiesta di fallimento da parte della Procura, con i rilievi sottolineati e che sulla base ipotizzata dall’art. 173 della legge fallimentare potrebbero attenere soltanto ad ipotesi di «occultamento di attività» o «simulazioni di passività», ha infine portato il Tribunale a riservarsi sulla decisione finale che dovrebbe essere pronunciata entro i prossimi 15 giorni. Le parti, i legali della società avv. Arrigo e Franchina ed i legali dei lavoratori Angela Pino e Mara Correnti e quelli delle società creditrici, Milly Casucci, avranno tempo fino a lunedì per presentare eventuali note. Poi, incamerati gli atti, il Tribunale valuterà se revocare la procedura di concordato preventivo e dichiarare il fallimento dell’azienda che ha spedito nel maggio dello scorso anno centinaia di lavoratori in cassa integrazione. Ieri davanti alla sede del tribunale di Barcellona si sono radunati numerosi i lavoratori in cassa integrazione per chiedere anch’essi il fallimento della società la cui presenza impedirebbe ad altri imprenditori di rilevare rami d’azienda ed avviare nuovo progetti produttivi sempre nel settore della nautica da diporto. Gli stessi lavoratori si sono poi riversati in aula durante la discussione tra le parti sorta a seguito della richiesta del pubblico ministero d’udienza. Si sono anche registrati attimi di tensione, sfociati in qualche contestazione verbale. I lavoratori hanno contestato soprattutto presunti ammanchi di magazzino dai capannoni dell’Aicon e per questo hanno sollecitato una maggiore vigilanza sia sui prodotti finiti, grandi imbarcazioni da diporto e sui materiali di scorta. La società Aicon Yachts spa (che aveva alle sue dipendenze 339 tra lavoratori e lavoratrici posti in Cassa integrazione la cui scadenza è stata prorogata di recente fino al 31 gennaio del 2013) è controllata al 100% da Aicon S.p.a (con circa 8 dipendenti), società quotata nella Borsa Italiana e per la quale pende analoga richiesta di ammissione al concordato preventivo. Per la controllata Aicon Yachts Spa in liquidazione volontaria, l’ammissione alle procedure di concordato preventivo era stata decisa il 31 gennaio scorso dopo che a richiesta del Tribunale erano state più volte rimodulate le classi di debitori. Dalle scarne notizie trapelate durante l’iter giudiziario della richiesta di ammissione alle procedure di concordato, è emerso che Aicon Yachts avrebbe in realtà un passivo di 93 milioni di debiti e appena 46 di attività. Per evitare la bancarotta il 10 maggio dello scorso anno fu presentata la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo, conclusasi con l’udienza del 31 gennaio scorso. Leonardo Orlando – GDS