19 Maggio 2012 Mondo News

REGIONE SICILIA, LA FINE DEL GOVERNO LOMBARDO: «Sottoscrivo: si andrà al voto a fine ottobre». Non scenderà in campo. "Rimpastino" in giunta la prossima settimana. Domenica 27 l'assemblea del Pd

PALERMO – Si andrà al voto il 28 e 29 ottobre per rinnovare la deputazione regionale. All’annuncio, ribadito più volte nelle ultime settimane dal presidente della Regione Raffaele Lombardo, mancava la data certa. È arrivata ieri pomeriggio nel corso della conferenza decisa all’ultimo momento per porre fine all’altalena di commenti, alcuni dei quali scettici sulla reale volontà del governatore di lasciare in anticipo. Lombardo ha chiarito così che si dimetterà il 28 luglio e non avrebbe avuto senso dimettersi adesso perché significava andare alle urne in estate. Quanto alla valutazione politica: fare in modo che nell’isola si voti disgiuntamente rispetto alle politiche che presumibilmente si terranno in primavera prossima, per non sovrapporre il voto nazionale. E ancora: rimarrà in carica fino al normale svolgimento del turno elettorale e non sarà ricandidato. Nessuna novità clamorosa da queste dichiarazioni, perché tutte cose già concordate con gli alleati da tempo e rese note in più occasioni. Poi un accenno al prossimo “rimpastino” che dovrà portare alla nomina di tre assessori almeno: lo farà all’indomani del ballottaggio. Ad accelerare l’annuncio di Lombardo è stato anche l’intervento dei suoi sostenitori nel Pd Giuseppe Lumia e Antonello Cracolici he lo invitavano a esternare le sue intenzioni con chiarezza e dare certezze. Necessità indotta dal prossimo appuntamento nel Pd che il 27 maggio consumerà al proprio interno la vicenda pro e contro la segreteria regionale di Giuseppe Lupo, in cui la vicenda Palazzo d’0rleans sarà centrale. Lombardo ha così voluto evitare altri motivi di polemica legati appunto alla questione dimissioni. E ha giocato d’anticipo. «Un atto di responsabilità nei confronti della Sicilia» lo ha definito il presidente dell’Ars Francesco Cascio per il quale vi sono «troppe questioni ancora aperte da risolvere: dalla vicenda dei forestali alle carenze dei collegamenti marittimi e del trasporto pubblico locale, dalla Fiat ai fondi per finanziare le attività culturali dell’Isola. Dimettendosi adesso, Lombardo avrebbe gettato la Sicilia in una situazione di criticità e disperazione peggiore di quella in cui versa oggi. Così invece ci sono almeno due mesi in cui mi auguro che il governo regionale collabori più assiduamente con l’Ars per dare le risposte che i cittadini siciliani chiedono e meritano».
Contrastanti come è ovvio i commenti di maggioranza e opposizione. Per il coordinatore di Fli Carmelo Briguglio, quella di Lombardo è stata «una una lezione di stile e di bella politica. Anche chi diceva non le avrebbe mai date ora farebbe bene ad andare oltre il rancore e a riconoscerlo lealmente. Quanti in Sicilia e in tutto il Paese si sono comportati o si sarebbero comportati come lui?». Secondo il vicepresidene del Senato Mimmo Nania, coordinatore del Pdl «il prossimo ottobre i siciliani potranno giudicare il comportamento di Lombardo che ha tradito il voto degli elettori espresso nel 2008 provocando, insieme con la sinistra, il disastro sotto gli occhi di tutti». Il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo auspica che per il bene della Sicilia «si apra con le elezioni una nuova fase politica». Diffidente infine il capogruppo del Pid Rudy Maira: «Trovo che le parole odierne del presidente sul voto anticipato per fine ottobre – aggiunge – siano sempre da prendere con le pinze. Raffaele Lombardo ci ha abituato ai colpi di scena, non mi stupirebbe una sua marcia indietro. Del resto come si può pensare che uno si presenti ai giornalisti, ammetta il suo fallimento e non abbia però un asso nella manica. Io rimango quindi diffidente rispetto all’annuncio delle dimissioni». Per quanto annunciate le dimissioni di Lombardo acuiscono la tensione nei partiti e, secondo qualcuno, anche da ambienti insospettabili pervenivano suggerimenti a rinviare questa decisione per poter meglio capire il quadro politico e le sue evoluzioni. Adesso infatti, c’è da correre. Con quali coalizioni e quale programma ripartire per essere credibili in una situazione economica così sfilacciata che non consente miracoli? Lo stesso Lombardo medita di rivoluzionare il suo Mpa. La parola d’ordine è rinnovamento. Ma con chi? Primo Romeo – GDS