26 Maggio 2012 Mondo News

CATANZARO: Decisione dopo nove mesi dall'audizione. Tutti indagati sulle presunte irregolarità dei parchi eolici. Il gip dice no alla richiesta dell'accusa. Sulla sospensione dal servizio di dirigenti regionali e funzionari di enti locali

Il giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Antonio Rizzuti, ha rigettato la richiesta di sospensione dai pubblici uffici avanzate dal sostituto procuratore della Repubblica, Carlo Villani, nei confronti di componenti del nucleo di valutazione d’impatto ambientale (Via) della Regione e funzionari di enti locali, coinvolti nell’inchiesta sulle presunte irregolarità nell’iter autorizzativo del parco eolico denominato “Borgia 1”. Il giudice ha anche disposto la restituzione degli atti al pm che a breve potrebbe chiudere le indagini sul caso. Il pubblico ministero aveva chiesto in una prima fase che il provvedimento venisse emesso nei confronti di Giuseppe Graziano, 51 anni, di Longobucco; Antonino Genovese, 64, di Motta San Giovanni; Vincenzo Iacovino, 50, di Catanzaro; Egidio Michele Pastore, 62, di Rende; Annamaria Ranieri, 38, di Catanzaro; Giuseppe Ferraro, 63, di Grotteria; Andrea Pasquale Maradei, 35, di Castrovillari; Ubaldo Bertucci, 61, di Borgia; Pietro Danieli, 39, di Catanzaro; Giovanni Cocerio, 53, di Tiriolo, mentre, proprio prima che il giudice per le indagini preliminari sentisse gli indagati, il pm Villani aveva ritirato la richiesta nei confronti di Salvatore Curcio, 73, di Pedace, e di Massimo Zicarelli, 53, di Cosenza, dopo avere verificato «l’insussistenza dei presupposti». Tutti gli indagati erano stati sentiti poco prima di Ferragosto dello scorso anno dal gip Rizzuti, accompagnati dai rispettivi avvocati difensori, e avevano lungamente risposto alle contestazioni fornendo la loro versione dei fatti in relazione alle procedure e alle verifiche effettuate sui progetti. Tutti avevano puntato a smontare il castello accusatorio e, al termine degli interrogatori, gli avvocati difensori avevano chiesto al gip il rigetto dell’istanza della Procura. Cosa che è avvenuta a ben nove mesi di distanza dagli interrogatori. Da parte sua il sostituto procuratore della Repubblica Carlo Villani aveva depositato anche nuovi atti; in particolare si tratterebbe di dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini che rafforzerebbero le tesi sostenute dalla pubblica accusa e che ora, con molta probabilità, finiranno nel fascicolo dell’accusa. Il parco eolico dove, secondo l’accusa, sarebbero stati compiuti gli illeciti è quello denominato “Borgia 1” nel territorio dell’omonimo comune. Due, sempre secondo le accuse, le ditte che avrebbero ricevuto «un ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dai profitti derivanti dal parco eolico nonchè arrecato un serio danno all’ambiente e al paesaggio». Quello su Borgia è solo uno dei filoni investigativi legati all’eolico sui quali da tempo lavora il sostituto procuratore Villani. Nell’inchiesta “principale” sulle presunte irregolarità nella realizzazione e gestione degli impianti eolici sono coinvolte complessivamente 34 persone, tra le quali ex amministratori regionali, imprenditori e funzionari regionali, indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, abuso d’ufficio e falso.Recentemente la Procura della Repubblica del capoluogo – sempre a firma del pubblico ministero Carlo Villani – ha chiesto al giudice per le indgini preliminari la proroga delle indagini nei confronti di venti indagati, tra i quali gli ex assessori regionali Nicola Adamo e Diego Tommasi, mentre nell’atto non figurano i nomi di altre 14 persone tra le quali anche alcuni indagati eccellenti, i cui nomi sono saltati fuori sin dai primi passi dell’inchiesta giudiziaria di cui tanto di parla ormai da mesi. In un altro filone dell’inchiesta è stato ipotizzato il pagamento di una presunta tangente di due milioni e 400mila euro che sarebbe stata versata ad esponenti politici da imprenditori interessati ad entrare nel business dell’eolico in Calabria; ma sotto i riflettori della Procura della Repubblica sono finite anche tutte le successive attività per la costruzione di vari parchi seguite alle varie richieste autorizzative presentate da diverse ditte. Complessivamente le richieste giunte alla Regione per la costruzione di parchi eolici sono 262, una trentina delle quali già autorizzate. Ventiquattro si sono concretizzate nella costruzione di altrettanti parchi eolici fra le province di Catanzaro, Crotone, Vibo e Cosenza. Giuseppe Mercurio – GDS