27 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA, ALLUVIONE 2009: MOLTI RIENTRI. Parti di Giampilieri, Scaletta e Briga. E poi Pezzolo, Itala, Guidomandri

L’argomento è di quelli delicati, molto sensibili come oggi si dice: anticipazioni precise, e magari errate, sarebbero imperdonabili. Ma è arrivata, per centinaia di famiglie, la possibilità di tornare a condurre una vita normale in casa propria, lasciando un freddo appartamento in affitto, o dicendo grazie a parenti ed amici per l’ospitalità ricevuta da quel giorno. Quel giorno terribile in cui è cominciata la loro vita quasi triennale da sfollati è stato l’1 ottobre del 2009, ovvero l’alluvione tragica dei 37 morti di Messina e Scaletta: tanti di loro hanno attraversato la straniante esperienza della vita invernale in albergo, poi tutti sono approdati, con il contributo per l’autonoma sistemazione, in un appartamento dai contorni più umani. Ma non proprio, e quasi sempre fuori dai loro villaggi. Ecco, dunque, che per tanti messinesi di Giampilieri, Molino, Briga, Santa Margherita, Pezzolo, ma anche delle frazioni Borgo e Mannello di Itala, per la zona di Divieto di Scaletta Zanclea, e per quel borgo di Guidomandri passato alla storia, dopo l’1 ottobre, come il paese fantasma, è vicina la chance di riprendere un esistenza non condizionata da quel giorno tremendo in cui il fango ha spazzato vite, certezze e gioie. Si terrà, dunque, entro metà giugno a Messina, nell’ex Provveditorato agli Studi di viale San Martino diventato la sede di Messina della Protezione civile regionale, la conferenza dei servizi convocata dalla Struttura commissariale regionale per l’emergenza dell’1 ottobre. Si esamineranno i dati raccolti ed elaborati la settimana scorsa in un’ampia ricognizione dal prof. Enrico Foti, ordinario di Idraulica all’Università di Catania, sicuramente tra i più autorevoli consulenti nominati dopo l’1 ottobre dal governatore Lombardo. Foti ha perlustrato i versanti collinari interessati dalle frane del 2009 e tutti i principali cantieri, non pochi prossimi alla chiusura: diretti dalla Protezione civile, dal Genio Civile, dalla Provincia, dal Cas. Insomma tutti i luoghi in cui l’ultimazione dei lavori, o il loro avanzamento può fare scattare la riperimetrazione più attesa: da zona rossa, viola o gialla che sia (i vari gradi del rischio idraulico e idrogeologico) a quel “verde” che significa abitabilità in sicurezza. Volendo solo ricordare le situazioni più confortanti – che non equivale a dire zone verdi certe – il Genio Civile ha completato i lavori nella contrada Lena di Giampilieri, ovvero sui versanti soprastanti alla vecchia scuola e alle case popolari e ridato sicurezza ancora a Giampilieri alla zona di via Calvario. Alte le possibilità di rientro nell’intera contrada Torre di Briga, così come condizioni di serenità sono già tornate in parte dell’abitato di Briga Superiore, in particolare sopra l’ex Centro sociale comunale. Buone possibilità di rientro ci sono pure nella zona di Divieto, a Scaletta, laddove la messa in sicurezza è quasi completa. Un po più indietro (comunque all’80 per cento) l’intervento in contrada Saponarà mentre più distante è il traguardo per le opere lungo il torrente Racinazzi. Quanto ai cantieri della sezione di Messina della Protezione civile regionale, quasi certo appare il ripristino della zona verde a beneficio delle 22 famiglie sfollate da contrada Locogrande (tutti risolti i problemi posti da un traliccio dell’Enel) così come altamente probabile si profila il ritorno a casa per gli sfollati delle frazioni Borgo e Mannello di Italia Superiore laddove i lavori – ha spiegato il dirigente provinciale Bruno Manfré – si attestano circa al 95 per cento. Rassicurante appare anche la situazione di Guidomandri: lavori finiti in due dei tre cantieri, e nel restano sono intorno al 70 per cento. Buone notizie in vista anche per la contrada Santa Lucia di Giampilieri e per Pezzolo: sia in contrada Vena che lungo la strada del cimitero i lavori sono ultimati. Alessandro Tumino – GDS