27 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Salgono a 46 gli arresti per traffico di stupefacenti dell’operazione ‘COCCODRILLO’. Nella Mercedes con 44 chili di droga. In manette un corriere albanese. Pescatore disperso. Un relitto della barca trovato a Reggio. Addio al dott. Elio Alagna. Donati i suoi organi

È finito in manette uno dei due ricercati nell’ambito dell’operazione “Coccodrillo”, grazie a cui carabinieri e procura peloritana hanno smantellato due organizzazioni attive nel settore degli stupefacenti. I militari della Compagnia di Santo Stefano di Camastra hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare siglata dal gip Daria Orlando a Gabriele Salvatore Gagliano, 22 anni, nato a Mistretta ma residente nella città della ceramica. Il giovane si trova ora ristretto ai domiciliari. Salgono così a 46 le persone arrestate con l’accusa di aver fatto parte di due bande dedite allo spaccio di hascisc, marijuana e cocaina sull’asse Palermo-Messina-Siderno. “Uccel di bosco” è ancora Francesco Antonio Sgambelluri, 31 anni, originario di Siderno, a cui le forze di polizia stanno dando la caccia. Quanto alla posizione di Gagliano, dall’ordinanza siglata dal gip, su richiesta del sostituto procuratore della Dda di Messina Giuseppe Verzera, sarebbe «gravemente indiziato della vendita di 20 euro di hascisc a una compagna di scuola» e della «coltivazione di alcune piante di marijuana in concorso» con un amico. «Non avrebbe assunto un ruolo all’interno dell’associazione», pertanto, «gli indizi della sua partecipazione alla consorteria sono insufficienti a giustificare l’applicazione della misura cautelare in carcere». Domani, alle 9, al via gli interrogatori delle persone rinchiuse nel carcere di Gazzi. Tutti gli altri raggiunti da analogo provvedimento e reclusi fuori Messina, saranno sentiti dal gip Orlando per rogatoria. Poi toccherà ai soggetti finiti ai domiciliari. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Salvatore Silvestro, Rita Pandolfino, Domenico Andrè, Giuseppe Carrabba, Tino Celi, Francesco Traclò. L’operazione “Coccodrillo”, avviata nel 2007, ha consentito di disarticolare due sodalizi criminali, uno con base a Messina e ramificazioni nella Locride e a Palermo, con al vertice lo stesso Angelo Cannavò, l’altro attivo sulla fascia tirrenica, con ramificazioni a Rometta, Mistretta, Patti, Santo Stefano di Camastra, Capo d’Orlando e Acquedolci. A giudizio degli investigatori, al vertice di quest’ultima associazione c’erano il croato Emil Skenderovic e il mistrettese Francesco Cotugno. All’alba di venerdì, i militari del Comando provinciale di Messina, in collaborazione con i colleghi di Palermo, Reggio Calabria, Genova e Catania e del Gruppo di Locri, hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Messina e dal giudice del Tribunale per i minorenni (Michele Saya). Tre provvedimenti notificati, tra le altre cose, a tre ragazzi che all’epoca dei fatti non avevano raggiunto la maggiore età. Destinataria pure un’insospettabile signora di 74 anni, Rosa Filippone, fermata, 5 anni fa, al casello di Tremestieri, su un’auto proveniente dal capoluogo isolano. In un borsone, davanti ai suoi piedi, trovati tre chili di hascisc.(r.d.)

Nella Mercedes 44 chili di droga In manette un corriere albanese.
E fanno 105. La Guardia di finanza di Messina assesta un nuovo colpo al traffico di droga, bloccando un “corriere” agli imbarcaderi privati. Requisiti ben 44 chilogrammi di marijuana, che sommati ai 61 sequestrati pochi mesi fa portano a superare quota cento. Stavolta a cadere nella rete tesa dalle Fiamme gialle un albanese diretto a Ragusa: Ilirjan Hoxha, 27 anni, autotrasportatore di professione e pusher per arrontondare lo stipendio. Come spiegato ieri in conferenza stampa, alla caserma “Cotugno”, dal comandante provinciale della Gdf Decio Paparoni e dal comandante della Compagnia di Messina Michele Milazzo, l’operazione è stata effettuata venerdì sera. Alle 18.15, il personale del Nucleo mobile, appostato sul molo della rada San Francesco, nota una strana manovra di una Mercedes appena sbarcata da un traghetto proveniente da Villa San Giovanni. Il conducente, per evitare controlli indesiderati, si accoda repentinamente all’auto che precede. Ma viene fermato. Qualche istante dopo, i finanzieri fanno avvicinare le unità cinofile. I pastori tedeschi Opa e Ralos si fiondano sulla parte posteriore della vettura, abbaiando come i forsennati. Il loro fiuto non tradisce, perché nel bagagliaio sono custoditi quattro grossi sacchi di iuta, col logo di un molino di Tirana. Dentro non c’è nulla che abbia a che fare col grano: sono nascosti 44 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, suddivisi in dieci panetti avvolti da cellophane e scotch. Hoxha viene ammanettato in flagranza di reato con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti e accompagnato nel carcere di Gazzi. «Il ventisettenne era stato avvistato la stessa mattina mentre s’imbarcava a Messina. A quanto pare si era rifornito nel Leccese, per poi fare ritorno in Sicilia. I sacchi erano ancora umidi, per cui riteniamo si siano bagnati durante il trasporto dall’Albania in Italia attraverso uno scafo. Se immessa sul mercato l’erba avrebbe fruttato oltre 400 mila euro», ha sottolineato il colonnello Paparoni. Il quale ha aggiunto che l’autotrasportatore non aveva mai avuto problemi con la giustizia. La marijuana, invece, avrebbe alimentato il market della provincia di Ragusa, traguardo della missione. Lo scorso febbraio, la Guardia di finanza aveva scovato 61,5 chilogrammi di hascisc a bordo di una Toyota Yaris sbarcata a Messina da una bidirezionale. La droga era nascosta in un doppio fondo ricavato sotto il portabagagli. In quell’occasione venne arrestato un corriere napoletano.

Pescatore disperso. Un relitto della barca trovato a Reggio.
Roccalumera – Si sono ridotte al lumicino le speranze di trovare ancora in vita Carmelo Criso, il 67enne pescatore di Roccalumera di cui sono perse le tracce la notte scorsa mentre si trovava a bordo del suo natante davanti a Torre Faro. Un pezzo della sua imbarcazione è stato rinvenuto dai carabinieri sulla spiaggia di Reggio Calabria, per cui si presume che sia stato speronato da qualche mercantile. Uno dei figli del pescatore, condotto sul posto dai militari, avrebbe riconosciuto il rottame della barca. Carmelo Criso nelle belle giornate andava per mare a pesca di totani. Faceva parte di un gruppo di amici, ognuno pescava da solo, a bordo della propria imbarcazione. Meta quasi sempre l’area dello Stretto o le Isole Eolie. Avantieri sera dopo le tre di notte i suoi compagni hanno perso il contatto radio con lui e all’albeggiare hanno dato l’allarme. È stata interessata anche la Guardia Costiera di Reggio Calabria che coordina le indagini. Un aereo della Polizia di Stato, un elicottero della Guardia Costiera e altre imbarcazioni della Guardia di Finanza hanno perlustrato tutta l’area tra Gioia Tauro e lo Stretto di Messina. Il mare è stato scandagliato per tutto il tragitto. “Per altro, ci ha confidato un graduato della Guardia Costiera di Reggio, il meteo era perfetto, il mare calmissimo”. Qualcuno ha pure avanzato l’ipotesi che sia stato travolto da qualche petroliera o che il passaggio di una grossa imbarcazione abbia creato risacche che avrebbero inghiottito il natante. Unico indizio, quel relitto sulla spiaggia di Reggio. Del 67enne invece nessuna traccia. Le ricerche continueranno nella giornata di oggi e saranno sempre coordinate dalla Guardia Costiera di Reggio. Carmelo Criso vive con la moglie ed i figli a Roccalumera, proprio in faccia a Piazza Mazzullo, dove la moglie gestisce un negozio di giocattoli. Da quando si è messo in pensione, la pesca è diventata il suo hobby: si è comprato un motoscafo e la sera andava a mare alle pesca di totani. Da avantieri notte, però, non si hanno più sue notizie. Pino Prestia – GDS

Addio al dott. Elio Alagna. Donati i suoi organi.
MESSINA – Donazione senza frontiere. Un gesto d’amore che si affiancherà al ricordo di Elio Alagna, 62 anni, ex funzionario della Cassa di risparmio di Messina, il cui cuore ha cessato di battere al Policlinico universitario di Dresda in Germania. Alagna, fratello del prof. Sergio, ex presidente dell’ente fiera della città dello Stretto, era ricoverato nel reparto di terapia intensiva, dove ha lottato fino all’ultimo. Ma quando non vi è stato più nulla da fare, i familiari non hanno esitato a dare il loro consenso alla donazione degli organi. Due reni del dottor Alagna sono stati trapiantati su due pazienti di altrettanti ospedali del paese. Una scelta di apprezzabile altruismo grazie alla quale due tedeschi potranno contare su una migliore aspettativa di vita. Eppure questo gesto così naturale e importante, ancor oggi, non scaturisce con altrettanta spontaneità.(t.c.)