27 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: La città si mobilita a difesa del Teatro. E la Regione intanto stanzia 150 mila euro per l'Accademia "degli zelanti e dei dafnici" di Acireale

dg40blog

FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

Il 9 aprile 2010 avevano suonato in camicia e coccarda. Il 15 febbraio 2011 si erano esibiti con i nasi di pinocchio. Il 7 aprile 2011 si erano incatenati alle colonne del teatro. Di recente, avevano lasciato deserto lo spazio a loro riservato durante l’esibizione di un’opera di Donizetti. E ieri sera i professori d’orchestra del “Vittorio Emanuele” hanno deciso di mettere in scena, nella piazza davanti al Teatro, una “protesta sinfonica” coinvolgendo la cittadinanza in questa battaglia contro i tagli indiscriminati operati dal Governo siciliano. Un concerto a cui ha aderito, per solidarietà tra le due sponde dello Stretto, il Coro lirico Cilea di Reggio Calabria diretto dal maestro Marcello Siclari. La gravissima congiuntura economica dell’Italia e dell’Isola comporta sacrifici in tutti i settori e l’orchestrina che suona mentre il Titanic che affonda è un’immagine che il nostro Paese non si può più consentire. Tutti d’accordo: basta con lussi e sprechi, ogni euro di fondi pubblici deve essere speso con oculatezza, vi sono priorità da portare avanti, stipendi da garantire a chi rischia la fame. Ma anche la cultura, e tutto ciò che ruota attorno, crea reddito e occasioni di lavoro e di sviluppo. E le risorse sottratte, o mal utilizzate, non fanno altro che alimentare precariato e disperazione tra chi ha fatto enormi sacrifici per intraprendere una carriera che nel resto d’Europa è molto più rispettata che qui da noi. Si istituiscono scuole e licei a indirizzo musicale, ma a che pro, se poi si fa di tutto per scoraggiare professionisti seri e di grandissima qualità come i nostri orchestrali? E poi come può far la morale quella stessa Regione che stanzia 150 mila euro per l’Accademia «degli zelanti e dei dafnici» di Acireale? L’iniziativa attuata ieri da Slc-Cgil e Uilcom-Uil ha avuto un duplice obiettivo: protestare contro i tagli del Governo Lombardo e puntare il dito contro le troppe questioni lasciate irrisolte nel corso dell’ultimo decennio. Il Teatro non può ridursi a essere uno “stipendificio” ma deve tornare a essere il marchio di qualità della città di Messina da esportare all’estero e nelle altre realtà italiane. «Preoccupa il taglio – dichiara il segretario Uilcom Nicola Alessi – perché assesta un duro colpo all’immagine della città e penalizza la domanda di cultura dei messinesi, non garantendo il proseguimento della programmazione di eventi e spettacoli per la stagione in corso e per la prossima. È necessario poter garantire, oltre all’occupazione di tanti lavoratori, la cultura a Messina rappresentata dall’unico storico Teatro sul territorio provinciale». E il segretario della Slc Giuseppe Di Guardo ha avuto parole di elogio nei confronti di quei lavoratori che, «sempre più precarizzati, continuano a dare visibilità al “Vittorio Emanuele” nello scenario regionale». Il Teatro, oltretutto, non può continuare a essere il terreno di scontro tra forze politiche che hanno ormai un unico pensiero: attrezzarsi per la prossima campagna elettorale. Il feroce “botta e risposta” tra i vertici del “Vittorio Emanuele” e l’assessore regionale (che è messinese e che ha fatto parte del Cda del Teatro) Daniele Tranchida s’inserisce in questo clima di guerra permanente. Non si è ancora capito che i partiti, tutti i partiti, rischiano seriamente di essere spazzati via dall’ondata di “antipolitica” che trova terreno fertile in queste tragicomiche vicende. Lucio D’Amico – GDS