27 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Troppi debiti, il tram si ferma. Domani le vetture rimarranno in deposito, ci sarà un autobus sostitutivo

Uno stop annunciato, ma non per questo meno clamoroso. Domani mattina le vetture del tram rimarranno in deposito. Per la prima volta da quando è entrata in esercizio, dunque, la tranvia si ferma per ragioni non dovute a scioperi o proteste, ma di crisi strutturale di un’azienda, l’Atm, del cui tracollo abbiamo più volte riferito. La comunicazione ufficiale arriva dalla direzione dell’azienda trasporti, che con una nota firmata da Guglielmo Lacava, direttore di esercizio gommato, Carmelo Crisafulli, direttore esercizio tranvia, e Claudio Conte, direttore generale, comunica che «a seguito della probabile astensione dal lavoro della ditta F. Ventura C. F. Srl, ditta appaltatrice dei servizi di presidio, controllo e manutenzione dell’infrastruttura tranviaria, si potrà disporre la sospensione cautelativa del servizio tranviario per il giorno 28 maggio 2012. Questa azienda nell’eventualità, al fine di limitare i disagi per l’utenza, predisporrà un servizio sostitutivo con autobus della linea 28R (velocittà rosso)». La Ventura, dunque, ha deciso di dire basta perché i crediti che vanta nei confronti dell’Atm cominciano a farsi troppi e le risposte, da via La Farina ma soprattutto da Palazzo Zanca, non si sono mostrate all’altezza degli impegni assunti. La ditta ha scelto la strada del gesto eclatante per chiedere, di fatto, che qualcuno ascolti le proprie ragioni. Ventura e Comune, che è proprietario dell’azienda, hanno concordato, nel tempo, tre piani di rientro dal debito, disattesi tutti e tre. Così il credito di 2,2 milioni di euro è rimasto tale e se fino a ieri era bastato l’intervento del sindaco, che aveva di fatto “congelato” il pignoramento, adesso la situazione è cambiata. E si avvera la “facile profezia” di qualche settimana fa del commissario straordinario Santi Alligo, che proprio a proposito della Ventura aveva già preannunciato come la ditta stesse premendo per la sottoscrizione di un accordo transattivo. Alligo era arrivato a “predire” il «fermo totale per alcuni mesi del servizio di trasporto pubblico» per mancanza di liquidità. Senza liquidità non si possono onorare gli impegni coi fornitori, tra i quali c’è, appunto, la Ventura. Cosa accadrà a questo punto? Il tram si fermerà solo domani oppure è uno stop destinato a prolungarsi. Mettendo da parte per un attimo i non trascurabili danni (in termini di rimborsi di chilometraggi e di incassi) che una giornata intero di fermo comporta, la priorità è evitare che questo scempio si protragga oltre. In questo senso quella di domani sarà una giornata “campale”: il Comune, dopo il primo intervento del sindaco, dovrà essere molto convincente per indurre la Ventura a fare un nuovo passo indietro. E l’impressione che si ha ai piani alti dell’Atm è che ci sia un solo modo davvero convincente: tirare fuori i soldini, attraverso una nuova transazione, magari, ma che stavolta sia rispettata. Se Comune e Ventura non dovessero trovare un accordo, diventa difficile immaginare che la ditta da martedì riprenda normalmente il servizio come se nulla fosse.
È utile, a questo punto, riassumere qual è il quadro complessivo dei pignoramenti che rischiano di affossare ulteriormente l’Atm. Si parla di un totale di circa 6 milioni di euro. Rischiano di fermarsi anche gli autobus se, ad esempio, non si dovesse riuscire a pagare quanto spetta alla Mediterrane Autobus, la ditta che rifornisce i ricambi e che è creditrice di circa 441 mila euro. Molto più importante il credito della Breda Menarinibus: 2,1 milioni di euro, con un primo pignoramento già alle spalle. Altri pignoramenti sono stati già effettuati dalla stessa Mediterranea Autobus (150 mila euro), dalla Comeco (482 mila), dalla CircumEtnea (380 mila), dalla Siciliana Carbolio (20 mila) e dalla PointService (16 mila). Ci sono poi la Q8 Quaser, fornitrice di carburante e creditrice di 1 milione 125 mila euro, l’Esperia srl, che rivendica il pagamento di cinque rate scadute relative ad una transazione stipulata nel 2010 per un credito complessivo di 1 milione 105 mila euro, e la Alstom Ferroviaria, che all’Atm reclama 745 mila euro. Sebastiano Caspanello – GDS