27 Maggio 2012 Mondo News

MORTE SUL LAVORO: Scilla, operaio muore in galleria. Schiacciato sotto il peso della carpenteria di metallo. Scatta l'inchiesta

Villa San Giovanni – Si chiamava Serafino Sciarrone ed aveva solo trentacinque anni l’operaio morto in un incidente sul lavoro sull’autostrada Salerno Reggio Calabria, nel cantiere tra Scilla e Villa. Il giovane operaio, sposato e padre di due bambini (un maschietto di tre anni ed una femminuccia di pochi mesi), originario e residente a Scilla, si trovava dentro la galleria Pacì, ancora in fase di costruzione, assieme ad un collega. Un cantiere, facente parte del VI macrolotto, in cui stanno procedendo senza soluzione di continuità i lavori di ammodernamento dell’autostrada Sa-Rc. Secondo la prima ricostruzione dell’accaduto, basata soprattutto sulla testimonianza dell’altro operaio presente nel momento dell’incidente, Serafino Sciarrone stava spostando, all’interno della nuova galleria Pacì (così tutti chiamano quella realizzanda, per distinguerla dalle due già esistenti), delle carpenterie metalliche quando è stato travolto da alcuni materiali. L’operaio che era con lui ha dato l’allarme e sul luogo sono intervenuti gli agenti del commissariato della Polizia di Stato di Villa San Giovanni, diretto dal vice questore aggiunto Gregorio Marchese, e gli specialisti del Gabinetto regionale di Polizia scientifica diretto dal vice questore aggiunto Diego Trotta. Gli investigatori hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente che è costato la vita all’operaio, dipendente da soli tre mesi della ditta Carena, una delle moltissime aziende che in sub appalto eseguono i lavori di ammodernamento dell’A3. Il corpo senza vita è rimasto per circa quattro ore all’interno della galleria, proprio perché gli inquirenti, seguendo quanto disposto dal magistrato di turno (che si è recato nelle immediatezze del fatto, intorno alle 18, sul posto) hanno dovuto verificare ogni particolare e soprattutto la posizione del cadavere rispetto al materiale venuto giù nella galleria. Questo è il primo incidente mortale sul lavoro avvenuto nel sesto macrolotto della Salerno Reggio Calabria e ha sconvolto tutte le comunità, in particolar modo quella scillese di cui Serafino Sciarrone e la sua famiglia erano parte. Tutti lo conoscevano ed ancora nella tarda serata di ieri in paese la gente era attonita per una morte così assurda. Ed il pensiero va alla giovanissima moglie Mariangela Nasone, ma anche ai genitori. Una morte che deve ancora trovare una spiegazione e che non mancherà di sollevare tante polemiche, quelle che ormai siamo abituati a leggere e sentire ad ogni tragico incidente sul lavoro. È arrivato il momento di verificare le condizioni di sicurezza dei cantieri e soprattutto degli operai rispetto alle mansioni svolte negli stessi. Non dimenticando che questi lavori di ammodernamento dell’A3, soprattutto in quest’ultimo tratto, sono davvero di alta ingegneria, come ammesso dallo stesso presidente Ciucci qualche mese orsono, perché particolarissime sono le condizioni orografiche dei luoghi. Giusy Caminiti – GDS