17 Marzo 2017 Giudiziaria

LA STORIA. GLI SPARI PER LA FESTA DI CHIUSURA DELLA CACCIA – BARCELLONA: PERDONO GIUDIZIALE PER IL FIGLIO DEL PENTITO CARMELO D’AMICO

Barcellona – LEONARDO ORLANDO – Boss e gregari non esitavano a far imbracciare e maneggiare fucili da caccia anche a figli e nipoti che non avevano compiuto la maggiore età e pertanto non erano in possesso di porto d’armi per partecipare al “carosello” con il quale, il 31 gennaio del 2008, si festeggiava in contrada Femminamorta di Barcellona la chiusura della caccia. Il figlio dell’ex boss Carmelo D’Amico, Gaetano D’Amico divenuto nel frattempo maggiorenne, assieme ad un altro coetaneo, Domenico Cernuto di Furnari, quest’ultimo nipote di un presunto gregario Sebastiano Geraci coinvolto nell’operazione Torrente, sono stati prosciolti ieri dai giudici del Tribunale per i minori di Messina dall’accusa di aver detenuto illegalmente fucili da caccia. Il proscioglimento da ogni accusa, così come hanno chiesto gli avv. Antonella Pugliese per D’Amico e Maurizio Crimi per Cernuto, è stato deciso perché entrambi hanno ricevuto il “perdono giudiziale”. Quel giorno in cui una gran folla si era radunata nella tenuta del padre di Carmelo D’Amico, per sparare e poi pranzare, apparvero improvvisamente i carabinieri che circondata la tenuta scoprirono che lo stesso boss imbracciava un fucile e sparava al tiro a segno. Per la stessa vicenda pende ancora in Tribunale un processo nei confronti dei quattro maggiorenni che quel giorno si pavoneggiavano sparando al piattello. Tra questi lo stesso Carmelo D’Amico, adesso pentico, che eludeva gli obblighi di sorvegliato speciale e suo Fratello Francesco, anch’egli collaboratore di giustizia ed entrambi sprovvisti di porto d’armi; l’operatore turistico di Portorosa Leonardo Arcidiacono, originario di Catania e residente a Furnari e l’amico Sebastiano Placido Geraci, sempre di Furnari, imputati anche nel procedimento Torrente, che avevano fornito le armi ai fratelli D’Amico ed ai due giovani, all’epoca minori, che adesso sono stati prosciolti. DA GAZZETTA DEL SUD