MESSINA: Bouganville Occupata. La risposta alla nota dell’Assessore Pino sull’occupazione dell’ex Anffas

1 Luglio 2017 Cronaca di Messina

Invitata dal Comitato della Bouganville Occupata e del Fronte Popolare Autoorganizzato Si Cobas ad aprire un interlocuzione circa l’occupazione realizzata a Giostra da sei famiglie sotto sfratto per fini tanto abitativi quanto sociali (orto sociale, colonia felina, biblioteca etc.), la giunta Accorinti ha risposto oggi con una nota dell’assessore Sebastiano Pino. Una nota che chiude ogni tentativo di dialogo, ma che appare al contempo un po’ confusa.

 

L’assessore fa riferimento a non meglio specificate graduatorie e a supposti tentativi di aggirarle. Sembra cioè ignorare che nessuna di queste famiglie è iscritta ad alcuna graduatoria, né intende esserlo, e che la questione che esse pongono è invece eminentemente politica.

 

Ciò che le famiglie occupanti dicono con questa azione è che la vergogna a cui assistiamo non sta nell’autorganizzazione di chi è si è ritrovato incolpevolmente ai margini dell’economia e dell’ordine sociale, ma la vista di un ingente patrimonio pubblico inutilizzato in una infinita stagione di crisi economica e sociale che vede una cronica carenza degli alloggi a buon mercato (nell’ambito privato così come in quello pubblico) e, contemporaneamente, una altrettanto cronica precarizzazione dei salari. La qual cosa, tradotta, significa che vi sono nuclei familiari, spesso numerosi, che possono arrivare spendere per la casa oltre metà di un salario che difficilmente raggiunge gli 800 euro.

 

È una buona notizia che vi siano delle ottime intenzioni e persino dei fondi Pon disponibili realizzare sine die progetti di autorecupero, così come annuncia l’assessore Pino. Lo stesso assessore, tuttavia, dimentica che esistono due tempistiche nella società: quella lenta e rilassata della pubblica amministrazione e quella fulminea della vita quotidiana. Quest’ultima fatta di debiti, ingiunzioni, bollette, distacchi delle forniture, convocazioni in tribunali e spese impreviste e inderogabili. Senza contare il lato “padronale”: quello di chi affitta una casa aspettando di vedere un profitto e che si ritrova invece con crediti che difficilmente potrà esigere, con spese legali per richiedere gli sfratti, con tassazioni esose etc.

 

Il nostro impiego dello spazio comunale inutilizzato è, dunque, la soluzione a tutto questo. Sia sul fronte degli inquilini che su quello dei proprietari. L’assessore lo sa bene; ma imprigionato nel suo ruolo di amministratore sembra avere deciso di percorrere la strada della legalità, dimenticandosi – dobbiamo purtroppo ripeterci – che la legalità formale è spesso nemica di quella sostanziale.

La questione – vorremmo pertanto ricordare all’Assessore Pino e agli altri membri della giunta –  è invece politica. Ed è proprio con le categorie di quest’ultima che dovreste confrontarvi, riconoscendo che in questa iniziativa non vi è nulla di estraneo a quel programma che a suo tempo ha convinto noi e molti altri a sostenervi. I tempi dei cambiamenti tuttavia non possono essere biblici; per il semplice fatto che quelli della vita sono, purtroppo, semplicemente umani. E hanno spesso il volto di un bambino che vuole mangiare e che deve essere vestito. Oltre a richiedere un tetto sulla testa.

 

Comitato Bouganville Occupato - Fronte Popolare Autorganizzato Si Cobas

Un passo indietro neanche per prendere la rincorsa      

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