#FOTO SENTENZA#FOTO CONSIGLIERI# – TUTTE LE CONDANNE – GETTONOPOLI AL COMUNE DI MESSINA: SENTENZA SHOCK PER TUTTI I CONSIGLIERI COMUNALI. GIALLO SULLA PENA A SCUDERI E GIOVENI

3 Luglio 2017 Inchieste/Giudiziaria

NELLE FOTO DI GIACOMO IL MOMENTO DELLA LETTURA DEL DISPOSITIVO DELLA SENTENZA (PRESIDENTE DOTT.SSA SILVANA GRASSO, GIUDICI DOTT. LUCIANO D'AGOSTINO E DOTT.SSA LETTERIA SILIPIGNI)

LA SENTENZA

Antonino Carreri 4 anni

Santi Sorrenti 4 anni

Andrea Consolo 4 anni

Piero Adamo 4 e 8 mesi

Nicola Cucinotta 4 e 8 mesi

Carmelina David 4 anni

Angelo Burrascano 4 anni

Giovanna Crifò 4 e 10 mesi

Pio Amedeo 4 anni

Fabrizio Sottile 4 anni e 3 mesi

Carlo Abbate 4 e 6 mesi

Paolo David 4 e 3 mesi

Nicola Crisafi 4 anni

Santi Zuccarello 4 e 6 mesi

Benedetto Vaccarino 4 e 6 mesi

Nora Scuderi 3 mesi

Libero Gioveni 3 mesi

TUTTI I CONSIGLIERI SONO STATI CONDANNATI ANCHE A PAGARE SINGOLARMENTE UNA PROVVISIONALE (immediatamente esecutiva) DI 10MILA EURO ( il Comune di Messina, dunque, parte civile nel processo, riceverà subito 170mila euro). TUTTI I CONSIGLIERI SONO SOSPESI PER 5 ANNI DAI PUBBLICI UFFICI (interdizione che scatta però a sentenza definitiva) E VENGONO ANCHE CONDANNATI AL RISARCIMENTO DEI DANNI IN FAVORE DEL COMUNE (PARTE CIVILE), AL QUALE GLI IMPUTATI DOVRANNO PAGARE 3500 EURO DI SPESE PROCESSUALI. DIVERSE LE ASSOLUZIONI PARZIALI (dall'abuso d'ufficio, ma con formula dubitativa, gli otto consiglieri che rispondevano anche di questo reato e ciòè Abbate, Crifò, Adamo, Consolo, Cucinotta, Sorrenti, Vaccarino, Zuccarello. Altre assoluzioni parziali hanno registrato anche Abbate, Crifò, Cucinotta, Sorrenti, Vaccarino, Zuccarello, Consolo, Adamo, Crisafi, Carmelina David, Scuderi, Zuccarello)).

Assoluzione per tutti gli abusi d'ufficio (scongiurata per adesso l'applicazione della legge Severino e la sostituzione di otto consiglieri in Consiglio), condanna per il falso e truffa (per i 640 gettoni percepiti indebitamente nel periodo 17 novembre 2014 - 30 gennaio 2015). Si e' concluso con una sentenza pesantissima della prima sezione penale presieduta da Silvana Grasso, arrivata alle 22.30 dopo 8 ore di camera di consiglio, il processo nato dall’inchiesta che provocò un vero e proprio terremoto all’interno del Palazzo più importante della politica cittadina. Quasi 56 anni di pena complessivi per i consiglieri di Messina colti dalle telecamere mentre firmavano e andavano via dopo pochi minuti dalle sedute di commissione per le quali avevano percepito il massimo dell'indennità. Lo scandalo sui gettoni di presenza aveva travolto i consiglieri nel novembre del 2015 dopo la notifica della misura dell'obbligo di firma. Da allora furono infatti costretti a firmare all'inizio  alla fine di ogni commissione. Gli inquirenti anche attraverso intercettazioni video e ambientali avevano svelato una prassi consolidata di presenze lampo nelle commissioni, anche meno di tre minuti, così come di firme per gli assenti, in totale assenza di delega. Il tutto per percepire il massimo previsto per legge, ovvero oltre 2mila euro raggiungibili fino a 39 presenze. Soldi che in parte dovranno restituire già da oggi. Evidentemente soddisfatto alla fine della lettura della sentenza il dott. Massara, che ha sostenuto l'accusa in dibattimento dopo averlo ereditato dal pm Capece Minutolo e che ha 'incassato' pene aumentate rispetto alle richieste e anche le due condanne per i consiglieri Scuderi e Gioveni a tre mesi per i quali l'accusa aveva invece chiesto l'assoluzione. Ma sulla condanna ai due consiglieri è nato un giallo. Al momento della lettura del dispositivo infatti la presidente Grasso ha letto "tre anni" e non tre mesi. Che in effetti sono pochi se si pensa che sono stati condannati alla pena accessoria all'interdizione dai pubblici uffici. Giallo che verrà oggi stesso risolto dagli avvocati dei due consiglieri. Toccherà adesso ad un organo amministrativo, come la Prefettura, decidere sulla decadenza o meno dei consiglieri. In aula al momento della lettura erano presenti i consiglieri comunali Piero Adamo, Carlo Abbate e Libero Gioveni. Nel corso dell'attesa avevano però fatto capolino anche i consiglieri imputati Nicola Cucinotta, Paolo David, Nora Scuderi, e non indagati come Emilia Barrile, Peppuccio Santalco, Mariella Perrone e Pippo Trischitta.

Ieri mattina l'arringa dell'avv. Favazzo, che aveva chiesto l’assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste per tutti i suoi  assistiti. Erano state pesanti le 15 richieste di condanna (2 le richieste di assoluzioni) del Pm Massara, che lo scorso aprile aveva concluso la requisitoria parlando per oltre un’ora, per i consiglieri comunali accusati di essersi intascati i gettoni di presenza senza aver partecipato alle commissioni (per i reati di truffa e abuso d’ufficio senza la partecipazione effettiva, chiesta invece l’assoluzione per tutti i falsi e per gli abusi d’ufficio quando c’è stata partecipazione) innanzi alla Prima sezione penale di Messina presieduta dal Presidente Grasso. Il PM aveva chiesto condanne che vanno dai 3 ai 5 anni e aveva tra l’altro spiegato che a nessuno dei quindici si sarebbero dovute concedere le attenuanti generiche.

 

Le richieste di condanna erano state avanzate nei confronti di Antonino Carreri (3 anni e 6 mesi, una multa di 1.500 euro); Santi Sorrenti (3 anni e 7 mesi, multa di 1.600 euro); Andrea Consolo (3 anni e 8 mesi, multa di 1.700 euro); Piero Adamo (4 anni, multa di 2.000 euro); Nicola Cucinotta (4 anni, multa di 2.000 euro); Carmelina David (4 anni e 1 mese, multa di 2.100 euro); Angelo Burrascano (4 anni e 3 mesi, multa di 2.300 euro); Giovanna Crifò (4 anni e sei mesi, multa di 2.600 euro); Pio Amedeo (4 anni e 7 mesi, multa di 2.800 euro); Fabrizio Sottile (4 anni e 8 mesi, multa di 2.900 euro); Carlo Abbate (4 anni e 9 mesi, multa di 3.000 euro); Paolo David (4 anni e 9 mesi, multa di 3.000 euro); Nicola Crisafi (4 anni e 10 mesi, multa di 3.100 euro, con richiesta d’assoluzione per l’episodio del 12 gennaio); Santi Zuccarello (4 anni e 11 mesi, multa di 3.200 euro); Benedetto Vaccarino (5 anni, multa 3.500 euro). Chieste le assoluzioni totali (‘perché il fatto non sussiste’) per Nora Scuderi (due ipotesi di falso e formula assolutoria piena) e Libero Gioveni (un solo falso ma formula assolutoria ‘dubitativa’), e alcune richieste parziali per Adamo, Cucinotta, Crifò e Zuccarello.

I 12 consiglieri ancora sottoposti a misura cautelare personale, ovvero quell’obbligo di firma alla polizia giudiziaria (i vigili urbani in questo caso) sono Carlo Abbate, Piero Adamo, Pio Amadeo, Angelo Burrascano, Giovanna Crifo’, Nicola Crisafi, Nicola Cucinotta, Carmelina David, Paolo David, Fabrizio Sottile, Benedetto Vaccarino e Daniele Zuccarello.

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