Rieti, complicità e favori al boss pentito BISOGNANO: arrestati due carabinieri della scorta

11 Luglio 2017 Inchieste/Giudiziaria

Era un collaboratore di giustizia ma faceva la vita di un uomo libero. Era sorvegliato ma, in spregiudicata autonomia, continuava a curare gli affari delle cosche. Carmelo Bisognano, già a capo del clan dei “Mazzarroti” collegati con il clan dei “Barcellonesi”, inserito in un programma di protezione, era riuscito a farsi dare una mano anche dai due carabinieri che gli facevano da scorta: Enrico Abbina e Diego Pistelli. I due militari, in sostanza, si erano prestati a monitorare un imprenditore organico alle cosche, Tindaro Marino, di Gioiosa Marea, già condannato per l’operazione “Gotha”, con accessi abusivi al sistema informatico del Comando provinciale dei carabinieri di Rieti. Scrive la giudice per le indagini preliminari, Chiara Gallo, che i tre «avevano trasformato i benefici e le garanzie di cui gode un collaboratore di giustizia in occasioni criminogene consentendo a Bisognano di proseguire nel proprio percorso criminale nonostante le limitazioni».

Muti davanti alle pretese del pentito e sordi di fronte al passaggio di consegne e d’informazioni che questi riversava ad altri affiliati: i carabinieri si erano guadagnata la sua fiducia. Anziché rispettare il codice di comportamento che impone una distanza fra sé e la persona da tutelare, Abbina e Pistelli si prestavano a spalleggiarlo, evitando di intromettersi durante conversazioni sospette, incontri riservati e missioni dubbie. Ma, soprattutto, fornendogli informazioni riservate. «Dalle intercettazioni emergeva — si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Rieti Chiara Gallo — come Bisognano godesse di assoluta libertà di movimento in ragione dei rapporti particolarmente confidenziali intrattenuti con i componenti della scorta». Se i carabinieri l’abbiano fatto per soldi o altri favori non è ancora chiaro mentre si sa che ad aiutarli si sarebbe prestato anche un terzo collega, ora indagato, Domenico Tagliente.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione