BARCELLONA: VIOLAZIONE DELLA LEGGE FALLIMENTARE, CONFERMATA LA CONDANNA PER L’EX SUPER CONSULENTE DELLE PROCURE SICILIANE BENITO ANDRONICO E ALTRI TRE. I NOMI

25 Luglio 2017 Inchieste/Giudiziaria
Leonardo Orlando - Barcellona - I giudici della Corte d'Appello, hanno respinto il ricorso degli imputati e confermato le condanne decise il 18 febbraio dello scorso anno dal Tribunale di Barcellona, per quattro persone, tra avvocati e commercialisti, indagate nell'inchiesta sulle procedure fallimentari in cui avrebbe esercitato la sua influenza l'ex super consulente delle Procure siciliane e lombarde, Benito Andronico. La conferma delle condanne ha riguardato: l'ex super consulente il prof. Benito Andronico, 76 anni di Milazzo, condannato a 3 anni di reclusione e ad una multa di 1.500 euro; il figlio di Andronico, l' avv. Alessandro Andronico, 44 anni, ad un anno e 9 mesi e 600 euro di multa, perché in qualità di consulente della curatela, proponeva a sua volta per conto del figlio della persona dichiarata fallita un concordato fallimentare presentato il 2 luglio del 2009. Conferma delle pene di 1 anno e 4 mesi e 300 euro di multa, anche per l'avv. Chiara D'Amico, 66 anni, già curatrice della procedura fallimentare n. 64 del 1992, relativa al fallimento dichiarato nel lontano 5 ottobre del 1985 dell'impresa avicola “Theovo” di Giuseppe Chinnici di Pace del Mela; e di 1 anno e 4 mesi di reclusione per il commercialista Carmelo Perdichizzi, 42 anni di Barcellona, in qualità di consulente tecnico d'ufficio, accusato - in concorso con Benito Andronico -, di pareri mendaci e attestazioni false nella perizia redatta per il Tribunale. La sospensione della pena è stata confermata solo per gli avv. Alessandro Andronico e Chiara D'Amico e per il commercialista Carmelo Perdichizzi. Allo stesso tempo gli imputati, difesi dagli avv. Tommaso Calderone e Franco Bertolone, in separata sede dovranno risarcire il danno alla curatela fallimentare rappresentata dall'avv. Guglielmo D'Anna, costituitasi parte civile con l'avv. Luisella Mancuso.
A tutti si contestava in concorso e ognuno per il suo ruolo, di aver predisposto un concordato preventivo per chiudere un vecchio fallimento, stimando 4 appartamenti nel centro di Milazzo e 2 capannoni industriali a Pace del Mela, per un valore complessivo di appena 52 mila e 188 euro, a fronte di un valore reale di mercato di 685 mila euro.   fonte: da Gazzetta del Sud

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