TUTTI I DETTAGLI: Messina, sei progetti in favore dell’occupazione finanziati da Onlus Franza-Matacena

27 Luglio 2017 Cronaca di Messina

Si va dal progetto realizzato dalla facoltà di Psicologia e dall'associazione nati per la vita per i bambini autistici, all'azienda agricola gestita dai padri rogazionisti. Sono sei i progetti che nei prossimi giorni prenderanno vita grazie al cofinanziamento concesso dalla fondazione onlus "Giuseppe Franza- Elio Matacena". Sono stati stanziati 500 mila euro. I progetti che hanno ricevuto il contributo sono sei: tre in Calabria e tre in Sicilia:

A Messina: l'associazione Nati per la vita e l'Università realizzeranno un centro diurno per bambini autistici, la cooperativa sociale Santa Maria della Strada, assieme alla Caritas diocesana e alla Legacoop, si occuperanno del reinserimento lavorativo delle persone in grave stato di disagio, i padri rogazionisti potenzieranno Villa Santa Maria, una tenuta agricola di dieci ettari in cui si realizzeranno prodotti biologici.

In Calabria: l'associazione Penelope si occuperà di soggetti psichiatrici e del loro reinserimento nel tessuto sociale, alla donne e alle mamme in difficoltà è rivolto il progetto dell'associazione Zedakà, l'associazione Avventura solidale allestirà uno speciale parco avventura nel cuore del parco dell'Aspromonte per i disabili.

"I giovani del Sud hanno perduto la fiducia. Il lavoro e la creazione di nuove opportunità dev'essere la nostra missione". Lo ha detto il professore Francesco Vermiglio presidente della Onlus “Giuseppe Franza- Elio Matacena"che ha finanziato 6 progetti sociali sul territorio in cui opera la società di traghettamento Caronte & Tourist.

" I progetti che sono arrivati al comitato scientifico, di cui fanno parte il Rettore dell'Università di Messina Pietro Navarra, il rettore dell'Università di Reggio Calabria Pasquale Catanoso, i professori Mario Rusciano e Nazareno Saitta e il prefetto Santi Giuffrè - sottolinea - sono stati 57. Non eravamo pronti forse ad affrontare un lavoro del genere. Tutti erano meritevoli della nostra attenzione. Abbiamo scelto quelli più facilmente realizzabili in tempi rapidi. Continueremo con la nostra mission anche nei prossimi anni".

Alla cerimonia di presentazione dei progetti, alla Camera di Commercio di Messina, erano presenti anche le componenti del Cda della Onlus Gabriella Ferrari Bravo ed Helga Franza.

"Con il finanziamento dei sei progetti sociali restituiamo al territorio parte di quello che ci ha dato". Ha detto Vincenzo Franza amministratore del gruppo Caronte&Tourist che, da oltre cinquant'anni opera come società privata di traghettamento sullo Stretto. "Abbiamo sentito l'esigenza - ha aggiunto durante la cerimonia di premiazione Franza- di contribuire in qualche modo a far crescere il nostro territorio. Sono tutti progetti meritevoli della nostra attenzione. Svilupperanno posti di lavoro e consentiranno ai soggetti che entreranno a far parte di alcuni percorsi di avere una speranza in più per migliorare la propria vita. A stanziare i fondi per il finanziamento dei progetti una Onlus appositamente costituita lo scorso anno: la "Giuseppe Franza- Elio Matacena", intitolata ai due fondatori del gruppo armatoriale.

Ecco nel dettaglio i sei progetti finanziati: L’associazione “Nati per la vita” realizzerà in collaborazione con l’Università di Messina-Facoltà di Psicologia, il centro diurno “Carmelo Arigò” per lo sviluppo del progetto di vita di bimbi e ragazzi autistici. Nella struttura saranno accolti pazienti che saranno assistiti attraverso un percorso propedeutico alle cure previste nella fase di prima diagnosi. Sarà la prima struttura specializzata nel settore presente sul territorio messinese e avrà lo scopo di migliorare il livello sociale e l’integrazione dei soggetti affetti dal disturbo.

Un mare di occasioni” è il progetto finanziato alla cooperativa sociale S. Maria della Strada, che opererà in collaborazione con la Caritas diocesana e la Legacoop Messina per il reinserimento lavorativo di persone in grave stato di disagio. I destinatari saranno uomini e donne sia italiani che stranieri, provenienti dal circuito penale, soggetti con problematiche psichiche e fragilità sociali, donne sole e ragazze madri, senza fissa dimora e in situazioni di povertà estreme. L’obiettivo è la valorizzazione delle capacità personali, attraverso l’avvio di concrete opportunità lavorative grazie all’utilizzo di alcune potenziali risorse interne alla cooperativa nell’ambito turistico- ricettivo e agro-zootecnico.

Villa Santa Maria”, una tenuta di 10 ettari ricchi di agrumeti, vitigni e uliveti, è poi il cuore della proposta dei padri Rogazionisti dell’istituto “Antoniano”. Utilizzando le potenzialità della struttura saranno avviati diversi percorsi formativi a favore di giovani segnalati dai servizi sociali o dallo stesso istituto “Antoniano” finalizzati alla successiva produzione e vendita di prodotti biologici. Inoltre, uno degli edifici presenti all’interno della tenuta sarà utilizzato per la prima accoglienza di nuclei familiari in gravi difficolta, ai quali sarà garantito un sostegno psicologico e un aiuto concreto per la ricerca di un nuovo lavoro.

Cercare di incentivare l’autonomia e l’empowerment di giovani e adulti di ambo i sessi vittime di processi di marginalizzazione e invalidazione psichiatrica, è il progetto “ Vita Loca” dell’Associazione Penelope. Con la collaborazione del “Comitato Iniziativa Psichiatrica” e della cooperativa sociale “Cuore Matto”, sarà avviata la “separazione consensuale” da ambiti familiari e sociali che risultano inadeguati e saranno organizzati a favore di 8 soggetti (4 uomini e 4 donne) corsi di autonomia lavorativa che riducano ricadute e ricoveri.

Attraverso sei tirocini formativi (che avranno come sede aziende dell’area turistica e della ristorazione già convenzionate con l’associazione), l’inserimento mirato e sperimentale nell’ambito dei servizi dell’associazione, le attività di supporto a cura dei volontari del “Comitato Iniziativa Psichiatrica”, i destinatari saranno accompagnati in itinerari di autonomia sociale e lavorativa.

Alle donne ma soprattutto alle mamme in difficoltà è rivolto il progetto “Donne operose e tessuti di speranza”, presentato dall’associazione reggina “Zedakà”. All’interno della casa di accoglienza “Reghellin” sarà realizzato un laboratorio di maglieria, cucito e ricamo per la produzione di articoli per neonati e primissima infanzia, biancheria per la casa e oggettistica. Sono previste sei borse lavoro per altrettante donne, finalizzate a fornire un aiuto concreto per far fronte alle spese per la sussistenza primaria, superando così le condizioni che mettono a gravissimo rischio lo sviluppo adeguato dei minori.

Collaboreranno con l’associazione la cooperative sociali “Soleinsieme”, che gestisce una sartoria sociale e un’impresa di pulizia in cui sono impiegate donne sotto la soglia di povertà, l’associazione “Collina del sole” con attività nel settore agricolo -artigianale la “Comunità S. Arsenio” che opera nell’ambito agricolo con laboratori didattici e ospitalità.

Regalare alle persone disabili un’ avventura unica: la possibilità di vivere all’area aperta, immersi nella natura del parco Gambarie d’Aspromonte. Il progetto “Pass” presentato dall’Associazione temporanea di scopo “Avventura solidale” punta infatti a oltrepassare i limiti concettuali del parco avventura generalmente destinato a persone normodotate, coinvolgendo le famiglie dei soggetti disabili a cui è rivolto e offrendo anche un’opportunità lavorativa alle categorie protette.

Il parco offrirà la possibilità di praticare attività di vario genere sia nel periodo estivo che in quello invernale con il supporto di operatori socio sanitari, guide, esperti e volontari sfruttando un punto di forza: la possibilità di usufruire dei percorsi indipendentemente dalla disabilità.

Avventura solidale” ribalta il concetto di inclusività. Anche il soggetto normodotato può utilizzare le strutture e i servizi evitando così la separazione delle categorie compatibilmente con le differenti tipologie di disabilità (motoria, visiva, psichica) o di sindrome. La presenza di operatori socio-sanitari e medici garantirà la massima sicurezza garantendo ai disabili, ai bambini e agli anziani l’accesso alle strutture, mezzi e attività appositamente concepite.

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