Messina: Omicidio Scipilliti, c’è un terzo indagato

29 Luglio 2017 Inchieste/Giudiziaria

Sono al capolinea gli accertamenti sull'omicidio di Roberto Scipilliti, il vigile del fuoco di Roccalumera ritrovato cadavere la sera dell’8 gennaio faccia in giù nella neve, in una trazzera di campagna, con un foro di proiettile in viso.

La Procura di Messina ha siglato l’avviso di conclusione delle indagini formalizzando il coinvolgimento di un terzo soggetto, il quarantunenne Letterio Scionti di Santa Teresa. Per lui l’ipotesi è di favoreggiamento: sarebbe stato il tramite tra la vittima e Fortunata Caminiti e il compagno Fabrizio Ceccio, già implicati nel delitto.

La coppia, assistita dall'avvocato Salvatore Silvestro, valuterà adesso se farsi interrogare o attendere i prossimi passaggi processuali.

Scipilliti aveva 55 anni. Mancava da casa dal 5 gennaio scorso. La sua auto fu ritrovata nell’immediato, chiusa a chiave, in centro. Il suo corpo, invece, rinvenuto circa 3 giorni dopo senza vita. La neve ne aveva tumefatto i tratti ma l’autopsia trovò il foro di proiettile e le indagini puntarono verso la coppia Ceccio-Caminiti, che il sedici gennaio erano stati fermati dai carabinieri perché l’uomo era latitante da settimane.

Nell’auto la coppia trasportava armi. Interrogato, Ceccio ha scagionato la compagna, assumendosi tutta la responsabilità del trasporto delle due pistole con matricole abrase e colpo in canna. La coppia era stata intercettata ai traghetti all’atto di sbarcare in Sicilia, provenienti dalla Toscana.

Qui Ceccio mancava all’appello da settimane, malgrado dovesse scontare una condanna per fatti vecchi, un giro di truffe relative a velicoli ricettati. Gli accertamenti hanno inchiodato subito i due all’omicidio del vigile del fuoco.

Ancora poco chiaro il movente preciso e e soprattutto perché Ceccio, dopo essersi allontanato dalla Sicilia in seguito al delitto, ha deciso di farvi ritorno, carico di armi. Di Alessandra Serio da tempostretto.it

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