IL VIDEO INTEGRALE DELLA CONFERENZA STAMPA – I DETTAGLI – INDAGATI I FRATELLI CUZZOCREA, DI PRIMA E DARIO ZACCONE – MESSINA: DIA E GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRANO GLI IMMOBILI (PER UN VALORE DI 10 MILIONI DI EURO) DELLA CLINICA CAPPELLANI

29 Settembre 2017 Inchieste/Giudiziaria

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nelle foto i fratelli Cuzzocrea e il commercialista Dario Zaccone

di Enrico Di Giacomo - Un’operazione economica sospetta. Un rientro di capitali nel nostro paese dal Lussemburgo con più d’una “anomalia” segnalata dalla Banca d’Italia. Oggi i milioni di euro si spostano semplicemente premendo il tasto di un computer, una volta c’erano gli “spalloni”, che riempivano le valigie di banconote e passavano il confine a Ventimiglia, per depositare poi tutto in Svizzera.
L’operazione congiunta di ieri tra Procura, Dia e Guardia di Finanza nasce proprio da una segnalazione per uno dei tanti rientri di capitale dall’estero, approfittando del cosiddetto “scudo fiscale”. Ed ha portato al sequestro preventivo del valore stimato di circa dieci milioni di euro di un colosso della sanità privata a Messina, scattato per l’intero complesso immobiliare “Villa Cappellani”, di proprietà della “Immobiliare Cappellani srl”, una imponente struttura che ospita l’omonima clinica gestita dal Gruppo Giomi Spa, gruppo che - è bene precisarlo -, non è destinatario di alcun provvedimento penale, quindi l’attività sanitaria prosegue regolarmente non essendo stata intaccata.
Nell’ambito del procedimento penale sono indagati per trasferimento fraudolento di titoli e valori i fratelli Dino e Aldo Cuzzocrea, noti imprenditori farmaceutici calabresi, lo psichiatra in pensione Antonio Di Prima, originario di Canicattì ma da anni residente a Messina, ex presidente del Banco di Credito Siciliano, e poi il commercialista messinese ed ex revisore dei conti del Comune di Messina Dario Zaccone, quale ex consulente e persona di fiducia dei Cuzzocrea, che invece è accusato di riciclaggio. Proprio ieri, dopo le notizie dell’inchiesta, la Commissione straordinaria di liquidazione del Comune di Milazzo, ha «immediatamente e precauzionalmente sospeso l’incarico al professionista», che era consulente dell’organismo nel centro tirrenico. L’importante complesso immobiliare sarebbe stato acquistato con risorse allo stato non giustificate, precedentemente esportate all’estero e successivamente fatte rientrare nel territorio nazionale, attraverso la “schermatura” di società create ad hoc.
L’indagine, coordinata dal procuratore capo di Messina Maurizio De Lucia con l’aggiunto Sebastiano Ardita e il sostituto della Dda Fabrizio Monaco, scaturisce dall’esame effettuato su alcune segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dalla Banca d’Italia che riguardavano il rientro dei capitali in Italia di partecipazioni societarie che erano state allocate in precedenza in Lussemburgo, e poi in seguito “regolarizzate”.

L’avv. Candido.
«Capitali “scudati” e sequestro errato».
L’avvocato Bonaventura Candido, difensore di Dino ed Aldo Cuzzocrea «a commento delle odierne notizie, si limita a rendere noto che: i capitali oggetto del procedimento in questione sono stati “scudati” in data 11/12/09 versando allo Stato (con mod. F24 già in possesso degli inquirenti) la non irrilevante somma di 55.000 euro. Tanto è da solo sufficiente a rendere del tutto infondata ogni ipotesi di reato e, quindi, errato il sequestro oggi disposto che sarà oggetto di immediata impugnazione». Nuccio Anselmo da Gazzetta del Sud

 

Il comunicato ufficiale della DIA
Dalle prime ore del mattino, il personale della D.I.A. di Messina, supportato dal Centro Operativo di Catania, e finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina, a conclusione di una attività investigativa complessa ed articolata svolta mediante l’utilizzo anche di apparecchiature tecniche – sotto il capillare coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina diretta dal Procuratore della Repubblica di Messina, dr. Maurizio De Lucia – ha proceduto all’esecuzione di una misura cautelare reale consistente nel sequestro penale, prodromico alla confisca, dell’intero complesso immobiliare denominato “VILLA CAPPELLANI”, di proprietà della “IMMOBILIARE CAPPELLANI Srl”, imponente struttura che ospita la nota omonima clinica gestita dal Gruppo GIOMI SpA, quest’ultimo non destinatario di alcun provvedimento.
Secondo le investigazioni giudiziarie poste in essere dalla D.I.A. e dalla Guardia di Finanza – le cui risultanze sono state avallate dalla locale D.D.A. e dal G.I.P. del Tribunale di Messina – l’importante complesso immobiliare sarebbe stato acquistato con provviste allo stato non giustificate, precedentemente esportate all’estero e successivamente fatte rientrare nel territorio nazionale attraverso la schermatura di società create ad hoc.
L’indagine penale, condotta in perfetta sinergia dagli specialisti della D.I.A. e del Nucleo di Polizia Tributaria – nell’ambito delle specifiche competenze nel contrasto all’attività illecita di riciclaggio – scaturisce dall’esame approfondito effettuato su alcune segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dalla Banca d’Italia ed inerenti il rientro dei capitali nel territorio nazionale di partecipazioni societarie allocate in precedenza all’estero in Lussemburgo ed in seguito artatamente “regolarizzate”.
La complessa attività di polizia economico-finanziaria, risalendo la china dei flussi finanziari intercettati ed esportati in precedenza in territorio svizzero, ha permesso di appurare come alcuni degli indagati – cui la “IMMOBILIARE CAPPELLANI Srl” è direttamente riferibile – interessati da tempo al particolare settore, siano riusciti, sfruttando il cosiddetto “SCUDO FISCALE Ter” a regolarizzare – già dal 2009 – le posizioni societarie prima attestate con società anonima in territorio lussemburghese. Tutta l’operazione, come da ipotesi delittuosa prospettata alla D.D.A. messinese, sarebbe stata posta in essere al fine di acquisire e/o comunque reimpiegare – con provviste “illecite” precedentemente esportate e facendo intervenire negli atti societari dei fidati prestanome – un consistente complesso immobiliare da destinarsi all’esercizio di professioni sanitarie, la Clinica Cappellani di Messina, nota casa di cura messinese che fa parte del gruppo GIOMI, leader nazionale degli ospedali accreditati, quest’ultimo estraneo alle ipotesi delittuose contestate.
Nell’ambito del procedimento penale sono indagati i fratelli CUZZOCREA Dino ed Aldo e DI PRIMA Antonio (psichiatra in pensione ndr), per la fattispecie di reato di trasferimento fraudolento di titoli e valori ex art 12 quinquies D.L. 306/92, nonché ZACCONE Dario (ex presidente dei revisori dei conti del Comune di Messina e commercialista di Francantonio Genovese, il deputato ex Pd e oggi forzista, condannato in primo grado a 11 anni per i corsi di formazione "d'oro" ndr), quale ex consulente e persona di fiducia dei CUZZOCREA, per l’ipotesi delittuosa di riciclaggio ex art. 648 bis.
Il sequestro ha interessato l’intero patrimonio della società “IMMOBILIARE CAPPELLANI Srl” – comprensivo della sede della citata clinica, che verrà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla magistratura inquirente e che consentirà, senza soluzione di continuità, l’erogazione da parte del Gruppo GIOMI, dei servizi sanitari all’utenza – e rapporti finanziari, per un valore complessivo prudenzialmente stimato in 10 milioni di euro.

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Enrico Di Giacomo

 

 

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