MESSINA: TROVATI A CASA DEL GIUDICE AMATO OLTRE CENTO FASCICOLI

14 Dicembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

C’è un'”inchiesta nell’inchiesta” per il caso dell’ex giudice Gaetano Amato, 58 anni, già condannato nell’ottobre scorso a 7 anni di reclusione per pedopornografia minorile. A dare la notizia è Nuccio Anselmo nelle pagine del quotidiano Gazzetta del Sud. Nuovi accertamenti sono infatti in corso da parte della Procura di Messina su uno strano ‘ritrovamento’ che gli investigatori hanno fatto a casa del magistrato mentre si occupavano della vicenda legata alla pedopornografia. A quanto pare sono stati trovati oltre un centinaio di fascicoli processuali, con tanto di intestazione ufficiale che riguardano in parte i vari procedimenti che il magistrato stava seguendo, o aveva seguito in passato, nella sua attività lavorativa tra Messina e Reggio Calabria. Adesso si tratterà di capire come è stato possibile che un magistrato possa aver sottratto dalla naturale sede di trattazione e conservazione, il Palazzo di Giustizia, tanto materiale ufficiale per poterlo poi tranquilllamente trasferire in un’abitazione privata. Nel 2009, quando lavorava come giudice a Messina, Amato subì un procedimento del Csm per un ritardo nel deposito di alcune sentenze. Nella contestazione si rilevava come ci fossero troppi provvedimenti del magistrato presentati oltre i termini. A Palazzo dei Marescialli lo avevano dichiarato colpevole e sanzionato con un’ammonizione. Amato finì in carcere nel pomeriggio di lunedì 2 ottobre 2017 con un’operazione della Sezione di Polizia giudiziaria di Messina