MESSINA: CALCI E UMILIAZIONI ALLA COMPAGNA, IN MANETTE 24ENNE

4 Marzo 2019 Cronaca di Messina

di Enrico Di Giacomo - La picchiava ripetutamente per futili motivi, causandole anche la frattura di un dito. Era solito riempirla di calci alle costole, colpendola sulla testa con il cellulare e spingendola per terra ("...sono una stecca, e quindi volo come il vento. Sono 10 chili...", racconta in una telefonata registrata ad una amica) in modo tale da farle sbattere la testa. A mettere fine a questo incubo durato circa due anni sono stati gli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato che hanno dato seguito ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare firmata dal Gip Salvatore Mastroeni su richiesta del sostituto procuratore Roberta La Speme. I fatti si sarebbero verificati fino ad un anno fa, anche in presenza di terzi. Ad avere la forza di denunciare tutto è stata la sorella della vittima che con l'aiuto di una cugina e di alcune amiche sono riuscite a raccogliere le prove e ad incastrare un 24enne, M. L.. Un rapporto sentimentale malato e violento, tanto da portare la vittima a difendere il suo aguzzino fino alla fine, coprendolo ("la nostra storia è abbastanza tranquilla, M. mi ha sempre trattato bene, non mi ha mai né picchiato, né insultata...") e giustificandolo in alcune dichiarazioni raccolte dagli inquirenti ("...è geloso, ma nulla di eccessivo..."), testimonianza a detta del giudice "assolutamente inattendibile", a causa di un palese "stato di soggezione".

Dai racconti dei testimoni emergono le lesioni riportate dalla 23enne, lo stato di soggezione, un rapporto violento, le lesioni, le imposizioni e le umiliazioni ("...ma tanto solo uno schiaffo ti ho dato..."), i tradimenti. Il ragazzo, tra l'altro con precedenti specifici (era già stato denunciato da una ex fidanzata), le impediva di frequentare le sue amiche, le impediva di truccarsi e di indossare le scarpe col tacco ed abiti a suo dire "troppo succinti". In un caso la costringeva a realizzare dei video col suo cellulare al fine di dimostrare dove si trovasse e in compagnia di chi ("quando era a casa doveva fare le riprese con il cellulare per far vedere a lui che era da sola senza maschi"), ma non solo. In altre occasioni la minacciava di diffondere dei video compromettenti se la ragazza l'avesse lasciato, in modo tale da indurla al suicidio.

"Il livello di violenza manifesta prevaricazione, gelosia - scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - , è tale che neppure i domiciliari con braccialetto sarebbero sufficienti per fermare reazioni violent contro la persona offesa e i testi. Il livello di violenza manifestata ha opportuna misura e unica corrispondente alla gravità e anche al pericolo di raptus di violenza, in quella del carcere". Il 24enne, difeso dall'avvocato Nino Cacia, verrà interrogato domani mattina nel carcere di Gazzi.

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Enrico Di Giacomo

 

 

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