I DOCUMENTI INEDITI – Voti di scambio e case popolari, l’Unione Inquilini: “Un segreto di Pulcinella da noi sempre denunciato”

3 Maggio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Le intercettazioni effettuate tra l’autunno 2017 e la primavera 2018 nei confronti dell’allora Presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, hanno fatto emergere, in particolare, “una sua interferenza nella gestione amministrativa delle pratiche attinenti all’assegnazione delle case popolari da parte del Comune di Messina”.  “E’ ragionevole ritenere che la Barrile (direttamente o per il tramite dei funzionari assegnati all’ufficio) stia monitorando le assegnazioni delle case popolari di Messina – o forse addirittura ingerendosi in essa – per intercettare le aspettative o le richieste di ben precisi bacini elettorali di cui acquisire il consenso in vista delle prossime consultazioni che la vedono candidata a Sindaco della città”, annota la Squadra mobile.

Su questi particolari pubblicati sul nostro quotidiano, si registra il documento dell’’Unione Inquilini Messina che non entra nel merito della vicenda giudiziaria e processuale ancora in corso ma evidenzia un sistema che sta venendo fuori dalle intercettazioni e che l’Unione ha sempre stigmatizzato negli anni scorsi.

Per noi- si legge nel documento- i metodi e i personaggi coinvolti erano francamente il segreto di Pulcinella: da tanti, troppi anni, la casa, il bene primario imbarattabile per la sopravvivenza è stato venduto in cambio di pacchi di voti facendo leva sulla povertà di tanti messinesi. Un putrido mercimonio della casa popolare incistato da decenni nella società peloritana. La presidente Barrile accettava come manna dal cielo sanatorie della Regione per le occupazioni senza titolo delle case popolari offrendosi per sanare le posizioni degli inquilini, oppure sollevava, per motivi prevedibili, forti dubbi su assegnazioni in deroga disposte dal sindaco per bisogni dimostratisi disperatamente reali. Tante volte abbiamo detto e scritto che Messina ha un patrimonio immobiliare pubblico e privato, dismesso, inutilizzato o malridotto, che se fosse anche parzialmente recuperato (o autorecuperato) potrebbe sopperire agli storici problemi abitativi e di risanamento di questa città”

L’Unione Inquilini di Messina ribadisce che purtroppo ancora oggi prosegue un sistema di controllo politico ed economico del territorio che antepone il potere di influenza politica/elettorale alle necessità più elementari dei cittadini messinesi. “Il sistema svelato riconferma i nostri dubbi su come mai le graduatorie scorrano a rilento (ovviamente ci sono anche altre altrettanto gravi responsabilità amministrative), i bandi emessi col contagocce, le richieste di assegnazioni in deroga per casi palesemente drammatici il più delle volte evase e infine l’assenza storica di un ufficio di un’agenzia comunale per la casa aperta ai bisogni dei cittadini che al momento bussano alle porte di assessori e consiglieri”.

L’antidoto secondo l’associazione è una politica abitativa che ascolti il territorio, i sindacati e i movimenti per la casa evitando che centinaia di famiglie restino “ostaggio” di un sistema malato e di personaggi che emergono nelle varie inchieste.

Fare politiche abitative strutturali, dotare il Paese, le città di una significativa percentuale di alloggi sociali prosciuga l’acqua dove parassiti e sciacalli sguazzano indisturbatamente per scambiare voti con diritti inalienabili, vitali e universali come quello della casa”.