EREDITA’ RUSSO – BARCELLONA: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER CARLO RUSSO, LA MOGLIE E IL FIGLIO

15 Maggio 2019 Inchieste/Giudiziaria

Barcellona – di Leonardo Orlando – La Procura di Barcellona ha chiesto il rinvio a giudizio per i tre componenti di una intera famiglia, il pubblicista Carlo Russo 74 anni, la moglie Rosaria Cioce 55 anni e il figlio della coppia Antonio Maria Russo di 22 anni, ai quali si contesta tra l’altro, il reato di circonvenzione di persona incapace per aver tentato di appropriarsi dell’ingente patrimonio, il cui valore è stato stimato in oltre 3 milioni e mezzo di euro, che fu della professoressa Anna Russo, la cui morte è avvenuta il 3 febbraio dello scorso anno. Ai tre indagati che dovranno comparire dinanzi al gip il prossimo giugno, difesi dagli avv. Gaetano e Carmelo Pino, il pubblico ministero Sarah Caiazzo che ha coordinato le indagini affidate alla Guardia di finanza che hanno portato, già lo scorso anno, al sequestro preventivo di tutti i beni di proprietà della defunta, si contesta in concorso ed unione tra loro, di “aver abusato dello stato di ridotta capacità dell’anziana”, sottraendole denaro dai conti correnti ed inducendola ad indicarli quali eredi universali del suo patrimonio attraverso la sottoscrizione di un testamento olografo ritenuto falso, pubblicato tre giorni dopo la morte della donna. Il patrimonio finito sotto sequestro un anno fa per impedire agli indagati di venirne in possesso, tra titoli di Stato, denaro contante e immobili sparsi in diverse zone d’Italia, ammonta ad un valore stimato di oltre 3 milioni e mezzo di euro. I parenti veri dell’ereditiera si costituiranno parte civile con l’avv. Angelo Siracusa.
Il sequestro di beni immobili, depositi e titoli, eseguito in due tranche dai Finanzieri, si è reso necessario perché inquirenti ed investigatori sospettano che il testamento olografo pubblicato il 6 febbraio scorso, tre giorni dopo la morte dell’anziana donna, sia stato frutto di una circonvenzione di incapace da parte di persone che non sarebbero state nemmeno legate con l’ereditiera da alcun vincolo di parentela. Due degli indagati, i coniugi Carlo Russo e Rosaria Cioce, sono già stati citati in giudizio per la stessa vicenda, ed il processo è già in corso, sempre per il reato di “circonvenzione di persona incapace”, per essersi appropriati di oltre 125 mila euro con continui prelievi dal conto corrente della donna già nell’aprile del 2014, mentre la stessa donna raggirata era ancora in vita. Il resto del patrimonio è sotto sequestro. Si tratta di 21 immobili, 10 ettari di terreni, per un valore stimato di oltre 1,5 milioni di euro. Immobili e terreni, oltre a Barcellona, sono sparsi a Roma, Celano, in provincia dell’Aquila; a Sant’Alessio Siculo e Forza D’Agrò. Con un sequestro preventivo effettuato nella precedente tranche dell’inchiesta, sono finiti sotto i sigilli, 350 mila euro depositati su un conto corrente ed un autentico tesoretto, in titoli di Stato, obbligazioni, buoni fruttiferi e polizze previdenziali, di oltre 1 milione e 600 mila euro. fonte: Gazzetta del Sud